cortellesi ma cosa ci dice 1
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La mission impossible di Paola Cortellesi: rieducare gli italiani

Nel film “Ma cosa ci dice il cervello” l’attrice interpreta una donna apparentemente scialba e dimessa, ma in realtà impegnata come agente segreto e decisa a fustigare i costumi del nostro Paese. Si ride, anche se…

 

Ma cosa ci dice il cervello

cortellesi-ma cosa ci dicelocandinaRegia di Riccardo Milani
con Paola Cortellesi, Claudia Pandolfi, Stefano Fresi, Tomas Arana, Lucia Mascino, Giampaolo Morelli, Teco Celio, Remo Girone, Ricky Memphis, Carla Signoris, Vinicio Marchioni, Alessandro Roia.

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Paola Cortellesi è brava e simpatica. Riccardo Milani, che è suo marito, anche. Al loro attivo ottimi film, in coppia e separati, che hanno rinvigorito il nostro cinema, incassando pure assai bene. E il cielo solo sa quanto ce ne sia bisogno. Avete presente Come un gatto in tangenziale? Ecco, è la migliore delle loro collaborazioni. Comunque, grazie al successo, per questo nuovo film hanno avuto a disposizione un buon budget e lo hanno speso. Infatti sfoggiano una ricchezza di location e scenografie rara nelle produzioni nostrane. Detto questo, hanno fatto troppo: Ma cosa ti dice il cervello è una zeppola superfarcita e perde di vista l’obiettivo, rinunciando a ogni compattezza. Ma cominciamo dal principio. Giovanna (Paola Cortellesi) separata dal marito (tipastro niente male, il pilota di jet Giampaolo Morelli, qui sottoutilizzato) vive con la figlia piccola, supportata da una madre insopportabile sempre fra i piedi (Carla Signoris che in ogni film è sempre identica a se stessa e questa non è una virtù). Giovanna ha un lavoro scialbo, al Ministero e lei è parimenti scialba, abiti dimessi e modi spenti, ma quell’aspetto qualunque nasconde un super agguerrito agente segreto che ha avventure di ogni genere, degne di una parodia dei film di 007 (negli Anni 60 e 70 se ne facevano parecchie).

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Le missioni la portano dovunque, dal deserto del Marocco a Mosca e le fanno affrontare peripezie e acrobazie. Ma nel petto della nostra professionista della sicurezza nazionale batte un cuore così generoso che la sua missione principale diventerà quella del recupero della civiltà. Nobile obiettivo e in questo il film è ammirevole: come non essere d’accordo nel combattere i più insopportabili vizi di un Paese, il nostro, che ha perso ogni educazione? Code disordinate nel traffico, auto che si fermano a caso, aggressività degli studenti verso i professori, bullismo, nessun rispetto per i medici e i professionisti. Incultura da Rete che fa presumere tutti di saperla più lunga di chiunque e via di questo passo.

cortellesi 4Ben presto la vera missione di Giovanna diventa una bonaria fustigazione dei costumi con una forte impronta educativa per il pubblico, messa in piedi con una serie di sketch più televisivi che cinematografici. Lo ripeto, tutti sono simpatici (la battuta migliore la pronuncia Vinicio Marchioni, ma non la sveliamo per non rovinare la sorpresa), però non basta a fare un buon film, in cui non puoi davvero stipare di tutto e di più.

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Sullo schermo passano l’inciviltà degli italiani, i rapporti madre figlia visti attraverso più generazioni, gli amori delle single di ritorno. Le rimpatriate coi compagni di scuola e l’amicizia che non muore mai, location internazionali, incursioni nelle spy story. Ponti di comando di fronte ai quali Huston dell’Apollo 13 impallidisce e si potrebbe continuare.

cortellesi 6In conclusione, grazie per le idee simpatiche e per il richiamo a un mondo più civile, ma al prossimo film ci farete più contenti se sceglierete un tema e su quello lavorerete.

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