Mentre ricevete fiori, disegni e regali dai vostri bambini (per voi restano tali a tutte le età), vi raccontiamo come, quando e perché nacque l’idea di celebrarvi con una giornata speciale. Tutto partì da Bordighera…
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Prima di tutto, care mamme che ci seguite, auguri perché oggi, domenica 10 maggio, è il giorno della vostra festa. Ma prima, e ben più importanti dei nostri, ci sono gli auguri che avete ricevuto o riceverete dai vostri figli che, se voi avete circa 50 anni, possono essere scolarettidelle elementari, adolescenti brufolosi o perfino, per chi ha partorito molto giovane, brillanti neolaureati.
Questa è, infatti, una caratteristica della vostra generazione, che ha alzato l’età della prima gravidanza, ma che naturalmente comprende anche tante donne diventate mamme prima dei 30 anni.
Tornando alla festa, però, non volendo aggiungere nulla ai pensierini che vi diranno e vi scriveranno i vostri bambini (per voi restano tali a prescindere dall’età, vero?), ci sembra, se non indispensabile, quanto meno divertente ricordare qualche curiosità legata a questa giornata, che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non esiste da sempre, ma che in Italia è stata introdotta tra il 1956 e il 1959 e quindi pressapoco una decina d’anni più della maggior parte di voi.
Nel 1956 fu il sindaco di Bordighera, in collaborazione con l’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale della cittadina ligure, a prendere l’iniziativa di celebrare una Festa della Mamma. Probabilmente l’intento era soprattutto commerciale perché si invitavano i bambini a presentare un regalo floreale alla loro mamma, ma piacque anche oltre i confini della Riviera di Ponente.
E così l’anno successivo il parroco di Tordibetto, un paesino vicino ad Assisi, aggiunse alla celebrazione un forte senso spirituale, proponendo di celebrare la mamma anche come figura d’incontro e di dialogo tra tutte le confessioni. Dopo l’aspetto commerciale e quello religioso, mancava solo l’ufficialità della politica, che provò ad arrivare l’anno dopo, il 18 dicembre 1958, quando il già ricordato sindaco di Bordighera, che era anche senatore della Repubblica, presentò un disegno di legge che proponeva l’istituzione nazionale della Festa della Mamma.
Sembrava una richiesta innocente e invece provocò un dibattito degno di quello in corso in questi giorni per la scelta del sistema elettorale.
Qualcuno – non dimentichiamo che parliamo dell’Italia degli Anni 50, conformista e bacchettona – aveva paura che sottoporre a una norma di legge un sentimento così intimo come l’amore filiale fosse inopportuno e considerava disdicevole che la “sacra” figura materna venisse messa al centro di quella che sarebbe sicuramente diventata “una vera e propria fiera delle vanità”.
La legge non passò, ma la festa, accettata e approvata a furor di popolo, divenne comunque un appuntamento fisso nel nostro Paese che, dal 1959 al 200o, la celebrò l’8 maggio a prescindere dal giorno della settimana in cui cadeva tale data, ma che dal 2001 è fissata nella seconda domenica di maggio, come oggi.
Per la storia, il primo Paese a introdurre la festa della mamma erano stati Usa che nel 1908 celebrarono il primo Mother’s Daye che dal 1914 la considerano, per delibera del Congresso, una giornata ufficiale dell’amore e della gratitudine per tutte le madri.
Lo stesso amore e la stessa gratitudine che oggi vi verranno espresse con un fiore, con un disegno, con un lavoretto realizzato a scuola o, nel caso dei figli più grattacieli, con un regalo vero e proprio. Per onorare – sembra retorica, ma non lo è – il mestiere più bello, ma anche più difficile, del mondo: quello di mamma.
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