damien-hirst-donna-ap
damien-hirst-donna-ap

Così Damien Hirst rende credibile una bufala colossale

Nella faraonica mostra “I tesori del relitto dell’Incredibile”, allestita a Venezia, l’artista britannico espone preziose opere d’arte recuperate da un naufragio mai avvenuto: una lezione a chi non riconosce le fake news

 

damien-hirst-venezia ap
Il titolo della mostra di Damien Hirst a Venezia è già di per sé qualcosa di gigante: Treasures from the wreck of the Unbelievable. Così come sono giganti le due location che la ospitano: Palazzo Grassi e Punta della Dogana, entrambe di proprietà del magante François Pinault, che ha voluto dedicare questi due importanti spazi al genio creativo dell’artista inglese, capofila del movimento YBAs (Young British Artists). Le gigantesche dimensioni di questa mostra appaiono chiare fin dall’inizio, quando, varcata la soglia di Palazzo Grassi, nel cortile interno troviamo ad accoglierci la statua bronzea creata dall’artista, che con i suoi 18 metri di altezza sale lungo tutti e tre i piani del palazzo, simboleggiando così il monito alla monumentalità della mostra.

damien hirst statua cortile grassi

I tesori del relitto dell’Incredibile – o per alcuni del naufragio – (questa la traduzione in italiano del titolo) riassumono perfettamente il progetto titanico (giusto per nominare un’altra nave) di Damien Hirst. Dopo esserci lasciati alle spalle la gigantesca statua, entriamo nel mondo dell’Incredibile di Hirst che ci racconta la storia dell’Unbelievable da cui prende appunto il nome la mostra: un relitto ritrovato nel 2008 al largo della costa orientale dell’Africa che conteneva l’enorme tesoro di Cif Amotan II, vissuto a cavallo tra il primo e secondo secolo dopo Cristo. La leggenda di Amotan racconta di un ex-schiavo al quale erano state date ampie possibilità di avanzamento socio-economico coinvolgendo i propri mecenati e padroni. Con il passare del tempo, accumulò un’immensa fortuna fatta di tesori recuperati in ogni parte del mondo, che vennero imbarcati sulla gigantesca nave Apistos (che nell’antica lingua greca significa, ancora una volta, Incredibile) per essere trasportati in un tempio. La nave (che è possibile vedere riprodotta sezionata in un modellino di legno) purtroppo affondò, consegnando così l’immenso tesoro dell’ex-schiavo al fondale marino, dove rimase per quasi duemila anni.

damien-hirst-ingrresso-mostra-venezia
Dopo un’iniziale curiosità e dopo aver visto le prime opere, ci si rende subito conto che quella che Damien Hirst mette in atto è una grandissima bufala museale. Questa di Venezia è tra tutte la più hollywoodiana delle sue mostre, sia per il tempo di creazione (10 anni), che per il tempo di allestimento (4 mesi) e per i costi di produzione. Raccontando di un tesoro ritrovato, Hirst non lesina sui materiali per ricrearlo, e questo spiega l’abbondanza di oro, marmo, agata, argento, malachite, smeraldi e a rappresentare l’apice della sua grandeur artistica vi è persino un Buddha tutto di giada.

budda di giada diamen hirst

damien-hirst-conchiglia
Dopo essere diventato famoso con il celebre teschio tempestato di diamanti, con questa mostra Hirst ci consegna una collezione di opere preziosissima, sia nei materiali sia nella lavorazione, tanto che per rappresentare al meglio il concetto di un tesoro sottomarino sommerso dalle acque per oltre duemila anni, l’artista copre con pesanti e preziose incrostazioni ogni oggetto, al punto che in alcuni casi le concrezioni sono così eccessive da renderne difficoltoso il riconoscimento.

damien-hirst-teschio-brillanti
Damien-Hirst-Treasures-from-the-Wreck
damien-hirst-tesoro
In questo momento culturale, dove le fake news prendono il sopravvento sulla realtà, Damien Hirst lancia un messaggio molto importante: se qualcosa viene confezionato bene, se intorno alla notizia i dettagli avvallano la teoria e se noi fruitori non abbiamo i mezzi culturali per riconoscere la bufala, beh, allora rischiamo quotidianamente di credere che Amotan sia esistito veramente e che a Venezia ci sia il suo tesoro.

damine-hirst-venezia-grassi

E’ vero, come molti sostengono, che i costi di realizzazione sono stati altissimi, soprattutto per i materiali impiegati e che in questo contesto socio-economico, sicuramente la mostra poteva essere fatta ottenendo lo stesso effetto impiegando materiali molto più poveri, ma è anche vero che storicamente l’arte non si è mai risparmiata: basti pensare ai colori, ai marmi e alle pietre preziose utilizzate nel passato.

damien-hirst-robot
damien-hirst-faraone
Il 4 dicembre (un giorno dopo la chiusura dell’esposizione) potremo scoprire che ne sarà di queste fantastiche opere, perché tutti i pezzi creati per questo mastodontico evento, rimarranno di proprietà della collezione privata di Mensieur Pinault, che deciderà in seguito se metterli in vendita. I prezzi non saranno sicuramente accessibili, ma sognare non sarà mai un fake.

Damian-hirst-palazzo grassi-Ve

Treasures from the wreck of the Unbelievable

Fino al 3 dicembre 2017

PALAZZO GRASSI
Campo San Samuele 3231, Venezia
Vaporetto: San Samuele (linea 2), Sant’Angelo (linea 1)

PUNTA DELLA DOGANA
Dorsoduro 2, Venezia
Vaporetto: Salute (linea 1)

Orari: Aperto dalle 10 alle 19
Chiuso il martedì
Ultimo ingresso alle 18

Biglietti: Euro 18,00 (PUNTA DELLA DOGANA + PALAZZO GRASSI)

 

Foto Credits: Manuel Figliolini

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Facebook
X
LinkedIn
Telegram
Threads
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *