RIFLESSI DI CINEMA

Anche i duri uomini del West hanno qualcosa di femminile

di  | 
E' questo il senso del film di Jacques Audiard, già implicito nel titolo "I fratelli Sisters": un dialogo inedito fra la scorza tutta azione spesso ottusa dell'uomo e la predisposizione all’accudimento e la sensibilità della donna

I FRATELLI SISTERS

i fratelli sisters locandina

Regia di Jacques Audiard
con Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Rutger Hauer, Carol Kane, Creed Bratton, Duncan Lacroix, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Niels Arestrup
Tratto dall’omonimo romanzo di Patrick DeWitt

_______________________________________________________________

Il senso del film è già nel titolo: fratelli ma anche sorelle. Ovvero un dialogo inedito fra la scorza tutta azione spesso ottusa del maschile e la predisposizione all’accudimento, la fragilità e la sensibilità del femminile. Fra la guerra e la pace, fra la sopraffazione e la ricerca di un mondo dove non siano necessariamente i più forti a vincere. Fra l’andare e il restare. Già complicato dipanare un assunto così in un contesto normale, figuriamoci quanto può diventare complicato e quindi interessante tentare la scommessa sullo sfondo del West più classico. Quello della caccia, della frontiera, quello di pistole, cavalcate e corsa all’oro.

i-fratelli-sisters

Jacques Audiard, che ha girato solo bei film, regista che qualunque cosa racconti te la fa arrivare sotto la pelle e poi dritta al cuore. Con il suo primo film americano ci regala un Western esistenziale, bellissimo e complesso. Una storia stratificata, zeppo di simboli eppure lieve e con uno sguardo etico che esalta un ideale nobile: un mondo più giusto. E lo dico con semplicità, perché il messaggio che si sente potente. Arrivati ai titoli di coda, quello che permane è una gran voglia di giustizia, per tutti.
Protagonisti due fratelli (non so che parole usare per dire quanto Joaquin Phoenix e John C. Reilly siano incredibilmente bravi), killer al soldo del boss del villaggio. Per lui eseguono azioni come fossero militari, ammazzare è semplicemente ubbidire a un ordine. Senza che di mezzo irrompano troppi interrogativi morali. Del resto è il vecchio West. Eppure a poco a poco questa sicurezza mostra le crepe, in un Western che rispetta le regole del genere per infrangerle subito dopo, in un’alternanza cinematografica perfetta.

i-fratelli-sisters 2

Eli e Charlie sono per ordine del “Commodore” (Rutger Hauer) sulle tracce di un cercatore d’oro che, si dice, abbia trovato una formula chimica per accelerare i ritrovamenti delle pepite. Con loro, in differita, collabora una sorta di investigatore privato incaricato di acciuffarlo: ai fratelli il compito di torturarlo. Scoprire il segreto e poi ovviamente ucciderlo.

i-fratelli-sisters 22

Se la caccia segue le regole più classiche, con paesaggi alla John Ford, saloon, bevute, prostitute, cavalli, imboscate e sparatorie, la relazione fra i quattro protagonisti assume fin dall’inizio caratteristiche tutte nuove. Grazie proprio a deviazioni che inchiodano lo spettatore. Regole che vanno in frantumi e dialoghi che si arricchiscono di valenze filosofiche. Discorsi importanti e profondi. Il rapporto fra i fratelli che sanguina e diventa sempre più cupo, un rapporto che affonda le sue radici nell’infanzia. E che man mano scopriremo e poi, il sogno di un avvenire diverso e collettivo, il falansterio, e la lenta discesa verso la distruzione. Perché l’anelito verso la giustizia si scontra con l’avidità che può arrivare a scarnificare anche uomini duri come i sicari del Far West.

i-fratelli-sisters 222

C’è tutto in questo film di alto pregio. Ne I Fratelli sisters c’è un’indagine profonda sul maschile e sull’uomo in generale, sulla forza bruta e sui nobili intenti che affiorano grazie alla cultura e alla riflessione. Che appaiono solo quando l’umanità riesce a prevalere sull’istinto ferino.
E c’è spazio anche per raccontare la rinascita come una nuova alba, attraverso la riconciliazione e il ritorno a casa. Serviti da un destino per una volta generoso. Campi lunghi, fiumi, pepite nell’acqua che si illuminano nella notte, cavalcate, cavalli azzoppati, risse. E la faccia incredibile di Joaquin Pheonix su un corpo massiccio e piegato che diventa agile nelle lunghe cavalcate.

i-fratelli-sisters 2223

E ancora i gesti quasi materni di John C. Reilly, lo sguardo limpido di Jake Gyllenhaal e quello fiammeggiante di futuro e di ideali di Riz Ahmed. Quanto può diventare struggente la fragilità di uomini dalla pelle dura alla ricerca di un senso per la loro vita. Perché non tutto è per sempre segnato, perché non tutto è predeterminato. Applausi.

GUARDA IL TRAILER

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.