Mostre in vista

Con le foto di Stefano Lupi lungo il tragitto della ritirata di Russia

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Gli scatti che documentano il viaggio che un gruppo di 11 persone ha intrapreso nei mesi scorsi nella steppa per onorare i caduti della Ritirata in Russia sono in mostra a Milano fino all'8 aprile. E si tratta di immagini che colpiscono il visitatore dritto al cuore e lo coinvolgono

 


Fino a domenica 8 aprile, nella solendida e storica cornice del Circolo Reduci e Combattenti di Porta Volta a Milano, si svolge la bellissima e intensa mostra fotografica Russia 1943-2018 il viaggio in cui sono esposti gli scatti di Stefano Lupi dedicati alla sua esperienza, che insieme ad altre 10 persone lo ha visto ripercorrere il tragitto della ritirata del Corpo d’Armata Alpino in Russia, a 75 anni da quella incredibile tragica odissea e di cui vi avevamo già parlato qui, nell’intervista esclusiva a Silvia Ostinelli, l’unica donna che ha partecipato a questa straordinaria impresa.


Stefano e i suoi compagni di avventura hanno camminato per circa 180 km con una media di 20/30 km al giorno, in condizioni climatiche a dir poco problematiche, visto che le temperature oscillavano tra i -10 e i –20 gradi, cibandosi prevalentemente di barrette energetiche e dormendo esclusivamente in sacco a pelo presso abitazioni private e locali pubblici quali scuole e centri di accoglienza.


Inaugurata domenica 25 marzo, in una serata colma di gente,  Russia 1943-2018 il viaggio è molto più di una bella mostra fotografica: è il racconto di un viaggio della memoria che Stefano ha compiuto per onorare suo nonno, che dalla steppa russa non è più tornato. Un racconto che l’autore delle splendide immagini non si limita a narrare solo attraverso le fotografie ma anche attraverso dei bellissimi testi che intervallano l’esposizione delle immagini e che coinvolgono il visitatore in un viaggio che oggi, come allora, ha il sapore del sacrificio e di un ideale di Patria purtroppo troppo spesso dimenticato.


Una mostra che commuove fino alle lacrime, un’esperienza profonda fatta per rendere omaggio a chi alla Storia con S maiuscola ha dedicato la propria vita. Un’esperienza importante per ritrovare se stessi e il senso della vita, che Stefano Lupi racconta così:

Stefano Lupi

Perché ad oltre 70 anni di distanza parlare ancora di questi avvenimenti?
per tanti motivi. 90.000 motivi.
anzi 90.000 + 1
90.001 soldati italiani che in quella tragedia non tornarono più a casa.
Tra loro anche Enrico Magnanensi, tenente della divisione Pasubio. mio nonno.
Da quando mi sono messo sulle tracce del suo “percorso militare” l’unico pensiero è stato il poter un giorno solcare quelle terre per sentire e provare ad immaginare quello che un ragazzo di 27 anni, ha potuto vivere a migliaia di km lontano da casa.
Una casa dove lo stava aspettando sua moglie in attesa della sua bambina che non ha mai potuto conoscere. mia mamma.

In occasione del 75° anniversario della ritirata del corpo d’armata alpino in Russia, dal 18 al 27 gennaio 2018 insieme a: Andrea, Christian, Danilo, Davide, Ezio, Federico, Giancarlo, Roberto, Silvia, Vittorio e grazie all’associazione “sulle orme della storia” ho coronato questo forte desiderio: ripercorrere negli stessi giorni di quel gennaio 1943, il tragitto intrapreso, in ben peggiori condizioni, dai nostri soldati.

Circa 180 chilometri che ognuno di noi ha affrontato alla scoperta di quei luoghi, di quel silenzio ma anche alla scoperta di se stesso.

A due mesi di distanza sono qui.
a ricordare quei giorni.
a ricordare quella parentesi lontana geograficamente e mentalmente.
Una parentesi aperta da aspettative, eccitazione e con più interrogativi (pratico/logistici/fisici) che certezze (arriverò alla fine?).
Ma che ho chiuso con un bagaglio ben più pesante dei 14kg del mio zaino e con un numero di interrogativi ben superiore dei primi. morali.
A ricordare quel mondo dove ho lasciato un pezzo di me.

Dove ho lasciato i sorrisi sdentati o dorati e gli sguardi interrogativi delle tante persone incrociate nel vederci “sfilare” così colorati davanti alle loro grigie strade.
Dove ho lasciato la loro gentilezza e ospitalità genuina.
Dove ho lasciato la gioia per le piccole cose, come il trovare un dispenser di sapone dopo giorni di saponetta condivisa.
Dove ho lasciato la tolleranza dell’imprevisto, io che, con stress, pianifico tutto e rincorro il tempo per “fare”.
Dove ho lasciato un mondo indietro di 50 anni, ma autentico.
Dove ho lasciato la nostra guida russa, sasha che senza garmin ma con un blocchettino a quadretti e una matita ci ha guidati nel nulla fino a destinazione.
Dove ho lasciato un mondo dove ceni con 2 euro e dormi con 4.
Dove ho lasciato il pope e la sua generosità, la cameriera con piega anni 60, l’autista folle in manica di camicia, zina e la sua la casa senza bagno, il padrone dell’hotel fiero di mostrarci le sue “suites” kitch e intonse e 100 altri personaggi.
Dove ho lasciato la neve.
Densa, avvolgente, infinita. rispettata e odiata.
Si, perché quella che ritroverò un domani qui a milano o davanti a qualche alpen resort&spa trentino non sarà la stessa.
mai più!

Dove ho lasciato la fatica e le lacrime.
Dove ho lasciato i miei compagni. le loro parole, i loro racconti, le loro idee così lontane dal “mio mondo” ma che grazie ad esse sto vivendo una vita parallela. vera, mia!
Dove ho lasciato il loro aiuto che mi ha permesso di scrivere “e’ finita, sono arrivato”
Dove ho lasciato…..
Dove ho lasciato?
no, non è vero
sono qui a ricordare, a scrivere……
non ho lasciato niente, è tutto dentro di me
e li resterà per sempre!

Ciao nonno, sii orgoglioso, la tua bambina è una grande donna.

E per onorare il 75esimo anniversario della Battaglia del Don, giovedì 5 Aprile, si terrà una cena in cui Stefano Lupi aprirà la serata accompagnando i visitatori alla visione della mostra e alla quale parteciperà anche Francesco Cusaro, presidente UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) che interverrà alla fine della serata.
Non esitate ad andarci perchè oltre a vivere questa bella esperienza avrete anche la possibilità di scoprire uno dei luoghi più belli di Milano. Il Circolo infatti ha sede in uno dei due vecchi Caselli di Porta Volta ed è davvero un luogo magico, con un bellissimo dehor in pieno centro città e un ambiente informale e amichevole che non potrà non conquistarvi. Per info e prenotazioni tel. 349.6472823.

Giovedì 5 aprile

Circolo Reduci e Combattenti – Bastioni di Porta Volta
Via Alessandro Volta, 23 – Milano

Per info e prenotazioni 349.6472823

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