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Con un abito sexy J.Lo conquista Milano (che perdona la cellulite)

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Jennifer Lopez ha chiuso la sfilata di Versace alla settimana della moda del capoluogo lombardo sfilando con lo stesso vestito sexy presentato nel 2000. L'effetto e il successo sono stati gli stessi anche se sulle cosce...

 

Altro che modelle giovanissime e filiformi: la regina della settimana della moda di Milano è una neocinquantenne formosa e sensuale, ovvero l’inimitabile Jennifer Lopez, che ha chiuso la sfilata di Versace riproponendo in versione riveduta e modernizzata il famoso Jungle Dress che la maison aveva preparato per lei ai Grammy Awards del 2000.

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Il ritorno in passerella di quel mitico vestito, che allora segnò  il debutto strepitoso di Google immagini per l’impazzimento on line seguito alla sua apparizione, ha provocato anche stavolta l’entusiasmo di tutti i presenti che all’attrice e cantante portoricana hanno dedicato una vera standing ovation. Più che meritata, per altro, perché a 50 anni J.Lo ha messo in mostra un fisico tonico, addominali scolpiti e un grande feeling con la scena che ha conquistato senza fatica,  aprendo la gonna lunga  e mostrando le portentose gambe, i fianchi nudi e voluttuosi e quel lato B ancora da leggenda, per non parlare della scollatura. In realtà si è vista anche un po’ di cellulite sulle cosce, anche se gli sguardi di tutti erano attratti dal vestito che rispetto al modello originale di 19 anni fa (conservato al Grammy Museum di Los Angeles) fa aveva le maniche ed era più aperto sui lati.

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J.Lo ha sfilato portando al dito l’anello di fidanzamento, un diamante da diversi milioni di euro, pegno d’amore del fidanzato Alex Rodriguez, col quale dovrebbe convolare presto a giuste nozze, le quarte per lei. .

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Al termine della sfilata accanto alla Lopez è uscita Donatella Versace che ha commentato il successo della sua creazione: “L’apparizione nel 2000 di J.Lo col mio vestito jungle è stato un punto di svolta della mia carriera. Il suo successo fu una cosa incredibile. Il mondo intero ebbe la stessa identica reazione: rimase a bocca aperta. Oggi viviamo in una società altamente tecnologica, ma allora era diverso. Pensare che un singolo abito, legato a un particolare momento, abbia portato alla creazione di uno strumento come Google immagini che ora utilizziamo quasi senza farci caso, come la ricerca per immagini sulla Rete, credo che sia una cosa straordinaria”.

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