Design

Ecco cosa abbiamo scoperto al Salone del Mobile

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La rassegna milanese ha fornito preziose indicazioni sul fronte del design e dell'arredamento. E tra soluzioni avveniristiche si rivalutano anche materiali classici, a cominciare dal legno

 

E’ calato il sipario sulla Milano Design Week 2017 e come vi avevamo anticipato nel nostro precedente articolo dedicato al Fuorisalone (https://signoresidiventa.com/fuorisalone-dentro-luniversita/), ora è arrivato il momento di tirare le somme.


Tante le novità di quest’ultima edizione che ha visto sviluppare gli eventi della settimana del design nei nuovi District milanesi di Brera e di Ventura Centrale, ma tante anche le nuove tendenze emerse dalla 56esima edizione del Salone Internazionale del Mobile, il fulcro attorno al quale, anno dopo anno, si sono sviluppati tutti gli eventi collaterali. Ed è proprio su questo che vogliamo concentrarci, per raccontarvi ciò che emerso da questa manifestazione, vero e proprio palcoscenico per espositori di tutto mondo, nata nel 1961 dall’esigenza di alcuni mobilieri italiani di pubblicizzare i propri prodotti all’estero e ospitata dal polo fieristico di Rho, concepito dal pensiero avveniristico dell’architetto Massimiliano Fuksas.
Cuore pulsante ed evento propulsore di un mercato in nuova ascesa, il Salone 2017 stupisce per i numeri,(oltre 343mila presenze), ma soprattutto per la forza di coloro che credono nella rinascita economica di un settore che influenza usi e costumi a livello globale.


Tra pareti in vetro, specchi d’acqua e riflessi cromati generati dalle pareti in inox specchiato, si articolano i padiglioni che per sei giorni accolgono stand ad altissimo impatto visivo e architettonico facendo diventare il Salone del Mobile non solo una “fiera” ma un vero e proprio show ! Ogni anno infatti, grandi e piccole aziende del settore si misurano nel creare ambientazioni suggestive e scenografiche in cui lanciare le novità che influenzeranno le tendenze del settore. Eccovi allora quello che siamo riusciti a individuare visitando i padiglioni che ospitano questa manifestazione, grande richiamo di visitatori ed espositori da ogni parte del mondo.


Il trend principale che emerge è quello relativo alla globalizzazione, dove la mescolanza e la fusione delle culture generano una commistione unica di stili. Semplicità, pulizia e rigore sembrano essere i tre elementi chiave attorno ai quali tutto ruota. Mai come quest’anno infatti, il materiale che prende il sopravvento è il legno, carismatico ed evocativo, la fa da padrone soprattutto in abbinamento con le superfici metalliche per celebrare la primordialità come ritorno alla naturalità e al concetto di autentico .


Apparentemente poco elaborati e rifiniti, gli arredi creano un dialogo con l’ambiente esterno dove un massivo utilizzo delle fibre naturali viene messo in risalto sia come materia prima nel settore tessile, sia per generare superfici inedite impiegate per la costruzione degli arredi .


A livello cromatico, la tendenza è indubbiamente quella delle nuance largamente adoperate come tributo alla natura e alle sue innumerevoli sfaccettature. Ecrù, sfumature di tortora e marrone terra bruciata si alternano ai toni del blu oltremare e alle gradazioni del giallo che vanno dal lime all’oro. L’immagine condivisa è dunque un mix and match di materiali cromaticamente caratterizzati dall’accostamento di colori dissimili e dalle ispirazioni più disparate che generano abbinamenti audaci e creano ambientazioni stimolanti ed innovative.


L’altro aspetto importante è quello relativo all’attenzione rivolta alle nuove realtà abitative: gli spazi sono sempre più contenuti ma al loro interno vengono messi in evidenza confort e valore estetico. Così accade che la fantasia creativa sposi la necessità di diventare dinamica e funzionale agli spazi ridotti, inducendo i designer a creare arredi di duplice utilità come le librerie compatibili con l’altezza del retro divano, gli sgabelli che diventano piani d’appoggio o i maxi tavoli montati su ruote.
Unitamente a queste proposte d’arredo non possono però mancare quelle rivolte ad un selezionato pubblico orientato verso soluzioni di grande lusso e valore economico, che può permettersi grandi spazi abitativi dove dar sfogo agli arredi più ricercati e costosi. A questo settore è dedicato un intero padiglione, all’interno del quale grandi marchi si rivolgono alla crescente richiesta soprattutto dal mercato estero rappresentati dagli Emirati Arabi, dalla Russia e dall’Oriente.


Ma questo è stato anche l’anno di Euroluce, (che si alterna a cadenza biennale con Eurocucina), manifestazione collaterale che ha luogo all’interno del grande contenitore del Salone, dove non abbiamo potuto fare a meno di notare la stessa sensibilità ai concetti largamente interpretati dell’intera manifestazione, punti cardini attorno ai quali ruotano i nuovi dictat dell’arredo: ecosostenibiltà e risparmio energetico, che insieme alla domotica mirano a semplificare le numerose applicazioni per la casa .
A conti fatti e a bocce ferme, da tutto questo risulta quindi evidente il messaggio principale di  questo Salone: l’orientamento di interpretare un mondo in continuo mutamento creando soluzioni capaci di soddisfare i consumatori più disparati e migliorare la qualità della vita.

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