Cuochi alla griglia

Ileana, chef a domicilio per i napoletani di Milano

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I tipici piatti dolci e salati della tradizione partenopea consegnati a casa ai conterranei (ma non solo, perché pasta al forno e babà piacciono a tutti): è l'idea dell'ingegner Luongo, una signora che lavora all'Università e a tempo perso scrive libri e fa la cuoca. Per sé e per gli altri

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Mamma per vocazione, ingegnere per formazione e cuoca per passione”. Si definisce così Ileana Luongo, 46 anni, nipote del drammaturgo-poeta Salvatore Di Giacomo che dallo zio, compositore del famoso testo teatrale Assunta Spina, ha ereditato la vena creativa. Una particolare attitudine all’arte, che Ileana, napoletana nel midollo e milanese d’adozione, riversa nella scrittura e nella cucina mescolando ingredienti e parole.


Moglie e mamma di tre figli maschi, questa esplosiva signora-ragazza bionda che è cresciuta a Torre del Greco, “città scelta dai miei genitori per l’aria buona”, è una Chef a porter con la laurea in ingegneria. Dipendente dell’Università Statale di Milano, scrive libri raccontando la faccia migliore di Napoli e nel tempo libero si diverte a cucinare lasagne, parmigiane di melanzane, polpette, babà e torta caprese per gli amici milanesi che non hanno voglia di preparare pranzetti domenicali e buffet per le ricorrenze. Bocconcini prelibati che hanno il gusto della vecchia cucina napoletana, quella ereditata dalla nonna e dalla mamma.

“È iniziato tutto per gioco quando mi sono trasferita a Milano 17 anni fa. Poiché avevo tanti colleghi ingegneri single che cucinavano poco, ho iniziato a proporre le mie specialità. Prima con le torte rustiche, poi siamo passati al pranzo domenicale e alle feste per bambini. Oggi cucino anche per settanta persone”.

Quando è nata la passione per la cucina?
Praticamente è innata. Impasto da quando avevo 14 anni. Già alle scuole medie, sognavo di andare a lavorare nella pasticceria che avevamo sotto casa. I miei, ovviamente si opposero perché volevano che mi concentrassi nello studio e riposassi nel tempo libero.

È stato allora che ha iniziato a “rubare” le ricette alla nonna?
Un po’ sì, ma anche mamma e papà sono appassionati di cucina e io li guardavo affascinata. Buon cibo e buona compagnia non mancavano mai: con tanti amici in casa, era abitudine cucinare per convivialità. E poiché avevamo tanti libri di cucina, trascorrevo ore intere a studiare le ricette.

Meglio il dolce o il salato?
Riesco a resistere al salato ma non al dolce.

Il suo piatto forte?
Pasta e patate: un piatto povero ma che può essere declinato in vari modi e al quale non resisto né a cucinarlo né a mangiarlo.

Un buffet tipico della Chef a porter?
Molto dipende dall’evento, dal numero di persone e se la cena viene servita a tavola. Ma di solito propongo sempre piatti napoletani in monoporzioni: pasta al forno con polpettine piccolissime; mini timballi di riso e la mitica pasta e patate al forno con provola e ragù come da tradizione. Insomma tutti i piatti tipici della domenica napoletana. E poiché a Napoli si finisce sempre con il dolce e poiché sono golosa e non so mai scegliere, di solito mi delizio a preparare (e mangiare) babà e pastiera caprese.


Un anno fa, ha rischiato la vita per un aneurisma cerebrale. Un problema molto serio che l’ha costretta a un lungo periodo di stop forzato dal lavoro. Come è cambiata la vita?
La passione per la cucina mi ha aiutato a venirne fuori poiché sono riuscita a dosare quanta forza avessi. A seconda di ciò che riuscivo a fare in cucina, capivo come procedeva il miglioramento: facevo tra i fornelli ciò che non potevo testare con il lavoro in ufficio.


Fresco di stampa è il libro Napoletani per sempre (Edizioni della sera – Stefano Giovinazzo editore) che contiene un suo racconto. Quanto l’ha aiutata, in questo periodo, la passione per la scrittura?
Tanto. Ho sempre sognato di essere la Jo di Piccole Donne. Ma l’ho tenuto nascosto nel cassetto per anni anche se ogni tanto spuntava fuori. Un giorno la passione è tornata alla ribalta attraverso un blog di cucina di una amica: mi ha chiesto un piccolo racconto legato ad una ricetta e così ho ripreso in mano penna e cucchiarella (il mestolo, ndr) e da tre anni ogni tanto mescolo parole invece di ingredienti. Nei miei racconti ci sono sempre cibo ed amore; amore per il cibo, amore per il cibo della terra di origine: una maniera per chiudere il cerchio… forse.

Ileana con il marito Luigi

 

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3 Comments

  1. Nunzia

    4 Luglio 2017 at 9:16 am

    Una Forza della natura! 🙂

  2. Giuseppe Sito

    9 Marzo 2018 at 3:32 pm

    Devo organizzare rapidamente una cena napoletana a Milano. Vorrei essere contattato al più presto. Grazie

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