Irsutismo femminile: perché compare in menopausa

Dal Congresso SIME di Roma il focus sull’irsutismo in menopausa: cause ormonali, diagnosi corretta e nuove soluzioni con l’epilazione laser

Non è soltanto una questione estetica. L’irsutismo in menopausa è stato un tema discusso anche dagli specialisti presenti al recente 47º congresso della Società italiana di medicina estetica, presieduto dal professor Emanuele Bartoletti. Rappresenta spesso un segnale dei profondi cambiamenti ormonali che accompagnano questa fase della vita. La comparsa di peli spessi e scuri su mento, labbro superiore, petto e dorso è legata soprattutto alla riduzione degli estrogeni, che altera il naturale equilibrio ormonale. Lasciando così maggiore spazio all’azione degli androgeni. Un fenomeno da non confondere però con l’ipertricosi, caratterizzata da una crescita diffusa e uniforme dei peli su tutto il corpo. E nemmeno con il virilismo, quadro più severo che può manifestarsi con barba, baffi e peluria estesa su torace e addome. Talvolta può essere associato anche a patologie tumorali.

Fenomeno non raro che non va sottovalutato

L’irsutismo è un fenomeno molto più frequente di quanto si possa immaginare,  interessa circa il 10% delle donne, specialmente quelle  nell’area mediterranea. Nonostante spesso sia una condizione fisiologica, può essere fonte di problemi psicologici e relazionali. Ma l’irsutismo può essere il campanello d’allarme di patologie, come gli squilibri endocrini. Più raramente, invece, il fenomeno può indicare la presenza di problemi a carico dei surreni o delle ovaie, richiedendo una valutazione medica da parte di un endocrinologo o di un ginecologo.

Quando la colpa è dei farmaci

La dottoressa Angelamaria Becorpi, ginecologa responsabile dell’Unità di Medicina integrata e tecnologia applicata per la salute della donna in menopausa dell’AOU Careggi di Firenze, è una delle massime esperte in Italia su questo problema. Durante i lavori congressuali la specialista ha sottolineato l’importanza di un approccio mirato, soprattutto nelle pazienti con menopausa indotta da cure oncologiche, per esempio in seguito a un tumore al seno. I farmaci adiuvanti spesso usati in tali situazioni possono influenzare l’equilibrio androgenetico. La gestione degli effetti collaterali richiede un’attenta valutazione multidisciplinare. Altri farmaci in grado di causare irsutismo sono i corticosteroidi di sintesi, la ciclosporina (un immunosoppressore), la difenilidantoina (un antiepilettico), gli steroidi anabolizzanti, la penicillamina (per la cura dell’artrite reumatoide).

Operatrice estetica in una clinica mentre prepara un trattamento laser per la depilazione su una donna sdraiata sul lettino con occhiali protettivi.
Trattamento di epilazione laser professionale eseguito in un centro medico estetico specializzato.

Un aiuto dal laser

Per la cura dell’irsutismo, l’estetica avanzata ci viene un aiuto offrendo una soluzione valida grazie all’epilazione laser definitiva. Si tratta di una metodica in continua evoluzione. Dopo anni di sperimentazioni e perfezionamenti, ha portato a trattmenti sempre più precisi, efficaci e accessibili, adatti a ogni tipo di pelle.

 Notevoli progressi

Negli ultimi anni sono stati ideati sistemi molto sofisticati di raggi laser che consentono di influire sulla melanina (la sostanza che dà colore al pelo). Questi laser provocano un rapido riscaldamento del follicolo pilifero (il “sacchetto” che avvolge la radice del pelo) fino a provocarne la distruzione. Il device è dotato di un sistema che regola l’intensità della luce, permettendo di colpire selettivamente il bulbo pilifero senza danneggiare la pelle circostante.

 Ottimi risultati

Il trattamento laser è generalmente ben tollerato: può provocare solo una lieve sensazione di calore o un leggero pizzicore, permettendo così di intervenire anche sulle aree più delicate del corpo. Il pelo non viene strappato, l’energia luminosa trasformandosi in calore distrugge il bulbo pilifero e le cellule responsabili della sua ricrescita. I risultati sono progressivamente duraturi. La conferma viene anche dai dati raccolti finora che mostrano una riduzione dei peli fino al 95%, mentre gli eventuali episodi di ricrescita riguardano pochi peli, più sottili e deboli.

 

 

 

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