Pensa alla salute

La salute al femminile è una prevenzione possibile itinerante

di  | 
Con il contributo incondizionato di Mylan, un ambulatorio mobile sta compiendo un tour per l'Italia per fornire visite ed esami gratuiti alle donne, soprattutto rispetto alle malattie cardiovascolari e all'osteoporosi

 

Anche se il detto “prevenire è meglio che curare” è diventato ormai di uso comune, non sempre lo si mette in pratica, soprattutto per pigrizia, perché si fa fatica a trovare la voglia e il tempo per prenotare quelle visite mediche e quegli esami di routine che stanno alla base di una corretta prevenzione. Ma, per citare un altro proverbio, “se Maometto non va alla montagna”, ecco che “la montagna va a Maometto”. E’ in questo caso specifico la montagna è un ambulatorio mobile che dall’8 marzo scorso (giornata scelta non a caso per i suoi significati simbolici) e fino al prossimo 26 giugno sta girando l’Italia per dare alle donne la possibilità di prendersi cura della propria salute. L’iniziativa, che si chiama Prevenzione Possibile. La salute al femminile ed è stata realizzata grazie al contributo incondizionato di Mylan, avrà percorso al termine del tour oltre 6000 chilometri, con tappe in 15 regioni e 31 città, e avrà monitorato migliaia di donne, concentrandosi soprattutto su due aspetti della loro salute: i rischi cardiovascolari e la densità ossea delle over 40 per informarle su come fare prevenzione a partire dai corretti stili di vita.

prevenzione femminile logoPerché l’attenzione è concentrata soprattutto su cuore e ossa? Perché nella donna essi sono più vulnerabili che negli uomini e per mantenerli in salute è opportuno fare prevenzione fin da giovani.
In particolare, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte tra le donne: ogni anno si registrano 127 mila decessi nel solo ambito della popolazione femminile, causati da malattie quali infarto, scompenso e ictus. Le malattie cardiovascolari possono colpire chiunque, ma ci sono alcune caratteristiche derivanti da abitudini e stili di vita non corretti, e da fattori ambientali e biologici, i cosiddetti fattori di rischio, che aumentano la probabilità di ammalarsi: fumare, mangiare in modo non corretto e non fare abbastanza esercizio fisico o avere il colesterolo o la pressione alti o il diabete. Ma le ricerche indicano che le donne che adottano uno stile di vita sano prima dei 50 anni e riescono a mantenere livelli ottimali di pressione arteriosa e di peso hanno ottime possibilità di non avere problemi cardiaci.
Quindi è bene, se già non lo si fa, adottare abitudini sane. Per esempio, tenendo d’occhio il peso: il giro vita di una donna dovrebbe essere inferiore a 89 centimetri e l’indice di massa corporea inferiore a 25. Importante è poi eseguire regolari controlli, da quello della pressione arteriosa agli esami del sangue, e anche controllare il proprio livello di stress, creando condizioni favorevoli al rilassamento, come ascoltare musica e concentrarsi sulla respirazione tenendo gli occhi chiusi, in modo da scaricare le tensioni.
Per quanto, invece, riguarda le ossa, nelle donne il rischio maggiore è rappresentato dall’osteoporosi, una malattia caratterizzata da una diminuzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura dell’osso stesso, con un conseguente aumento della fragilità scheletrica e del rischio di fratture.
L’osso è un tessuto vivo e dinamico, sottoposto a un continuo e costante processo di rinnovamento, definito rimodellamento, che dura tutta la vita. Alla fase di riassorbimento del tessuto osseo vecchio o danneggiato si sostituisce la fase di ricostruzione di tessuto osseo nuovo. Nel corso della vita si possono creare delle condizioni in cui la quantità di osso riassorbito sia maggiore della quantità di osseo neoformato, come nel periodo post-menopausale. Tuttavia, con l’aumentare dell’età la quantità di osso vecchio riassorbito è sempre maggiore alla quantità di osso nuovo neoformato determinando una progressiva perdita di massa ossea che rende il tessuto osseo sempre più fragile, meno compatto e più poroso, e suscettibile alle fratture in seguito a traumi di lieve entità.

seiarischiocardio_v03
Oltre i 50 anni l’osteoporosi affligge una donna su tre, anche se molte di loro se ne accorgono solo quando si verifica una frattura da fragilità ossea, per lo più al femore, alla colonna vertebrale o al polso, perché si tratta di una malattia silenziosa che non presenta sintomi specifici. Proprio per questo occorre un’opera di prevenzione che consiste soprattutto in una dietra corretta che garantisca l’apporto di tutti i macro e micronutrienti come proteine, calcio e vitamina D, da integrare in età adulta e nella terza età, un’attività fisica moderata e il non consumo di alcol, droghe e fumo da sigaretta. Nelle donne over 50 con fattori di rischio (e in caso contrario dopo i 65 anni) è opportuna anche l’esecuzione della Moc (Mineralometria Ossea Computerizzata) per valutare la quantità del tessuto osseo nelle sedi vertebrale e femorale. Ricordiamo che fattori di rischio sono l’età avanzata, precedenti fratture, l’assunzione di alcuni farmaci (come cortisone, eparina, ormoni tiroidei e diuretici), la menopausa precoce (prima dei 45 anni), le diete squilibrate e la malnutrizione, il ridotto apporto di calcio e vitamina D, la vita sedentaria, la magrezza o la corporatura piccola, il consumo di alcol e l’abitudine al fumo, le malattie reumatiche ed endocrine, il diabete e il malassorbimento intestinale.
Dunque, se le malattie cardiovascolari e l’osteoporosi sono così pericolose per la salute delle donne, è davvero il caso non solo di conoscerle, ma anche di cercare di evitarle. L’operazione Prevenzione possibile La salute al femminile si propone appunto di fornire gratuitamente informazioni, assistenza, consulenze e visite ed esami (come il controllo della pressione e del colesterolo e la densitometria ossea) a tutte le donne. Dopo Napoli, Cuneo, Imperia, La Spezia, Trapani, Siracusa, Messina, Reggio Calabria, Crotone, Matera, Lecce, Foggia, Salerno, Caserta, Latina, Viterbo, Spoleto, Grosseto, Livorno, Arezzo, Ancona, Parma, Rovigo, Rimini, Vicenza, Trento e Cremona, le prossime e ultime tappe del tour dell’ambulatorio mobile saranno ad Asti (giovedì 21 e venerdì 22) e a Novara (lunedì 25 e martedì 26). Visto il grande successo delle visite gratuite, è sempre opportuno presentarsi la mattina presso l’ambulatorio mobile per fornire il proprio nominativo e prenotare la visita, che verrà effettuata nella giornata stessa.
Visitate il sito per avere maggiori informazioni: http://bit.ly/2xzdQ6F.

Con il contributo incondizionato di Mylan.

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.