RIFLESSI DI CINEMA

Vedi “Tutto il mio folle amore” e poi ti senti più ricca e più dolce

di  | 
Il nuovo film di Gabriele Salvatores racconta la storia vera di un padre on the road con il figlio autistico: il tema è difficile nella sua delicatezza ma viene affrontato con una poetica che rasenta i confini della favola

 

Tutto il mio folle amore

locandina Salvatores tutto il mio folle amore

Un film di
 Gabriele Salvatores
con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno

Tratto dal romanzo “Se ti abbraccio non avere paura”, di Fulvio Ervas

______________________________________________________________

Ci sono argomenti molto ardui da affrontare e l’autismo è uno di questi. Facilissimo esporsi a critiche, per aver sottovalutato la gravità della sindrome o per averla esasperata. Oppure con la riserva di “se non l’hai provato sulla tua pelle, cosa ne vuoi sapere!”. E ancora per l’accusa di avere strumentalizzato il dolore, di averlo spettacolarizzato e chissà quant’altro.
Gabriele Salvatores ha saltato d’un balzo tutti questi pericoli e si è impossessato del tema, adattandolo alla sua poetica. Così la trasposizione cinematografica di una storia vera (ma raccontata da uno scrittore in un romanzo) ha evitato il realismo e si è incamminata sui sentieri della favola. Della storia è rimasta solo l’essenza e cioè il rapporto che un padre inventa con il figlio autistico, ritrovato adolescente.

locandina Salvatores tutto il mio folle amore 2

La storia vera racconta i due protagonisti sulle strade del Sudamerica mentre Salvatores li fa muovere fra Italia, Slovenia, Croazia. Ma il senso della costruzione di un rapporto lo si ritrova tutto, perché con delicatezza il regista mescola temi tutti suoi. A cominciare dalle declinazioni (autobiografiche di certo) di una paternità inseguita, perduta, cercata, inventata. E poi di una donna divisa fra due uomini, di un viaggio, perché l’on the road è intrinseco al cinema del regista di Mediterraneo. Amalgamando il tutto con tante incursioni in un fiabesco-etnico-circense-musicale che da sempre è al centro degli interessi di Gabriele Salvatores.

gabriele salvatores diego abatantuono

Elena (Valeria Golino) è la mamma di Vincent, nato dalla breve relazione con Willi (Claudio Santamaria), un cantante sciupafemmine da navi da crociera che l’ha lasciata appena lei gli ha detto di essere incinta. Per fortuna all’orizzonte è apparso Mario (Diego Abatantuono) che l’ha sposata, l’ha amata ed è stato, ed è, un padre vero per Vincent, bambino e ragazzo complicato, affetto da autismo. Quando, come un fulmine a ciel sereno, riappare Willi, dopo 16 anni, il ragazzo scappa, per seguire il padre ritrovato e far di un fantasma qualcosa di tangibile.

gabriele-salvatores- claudio-santamaria

La loro relazione va improvvisata, giorno dopo giorno e solo l’amore compie il miracolo di un’intesa, di sicuro nella realtà molto più difficile. Claudio Santamaria, nel ruolo del “Modugno dei Balcani” è bravissimo. Ha una voce che regge il confronto con il vero Modugno e infonde nel ruolo una dolce ruvidezza che spinge lo spettatore a perdonargli tutti quegli anni di latitanza compresa l’iniziale fuga.
Ma se Vincent scappa, il padre e la madre non possono far altro che inseguirlo, incontrando lungo la strada personaggi vagamente felliniani. Gente dell’Est che ama la musica e la danza, che non ha ritegno di fronte alla violenza e alle emozioni, che vive di piccole cose in tribù di antica tradizione. E allo spettatore non resta che unirsi a fuggiaschi e inseguitori.

tutto-il-miofolle-amore-valeria-golino

Come sempre Salvatores gira benissimo, abbraccia i paesaggi e i suoi attori e sfiora con pudore tanti temi legati ai rapporti complicati. Che non sono solo quelli con un figlio autistico, ma che risiedono in qualunque relazione umana.
Andate a vedere Tutto il mio folle amore: ne uscirete arricchiti. E addolciti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.