donne fuga italia
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L’Italia non è un Paese per donne: si sta meglio nel Burundi

Incredibile ma vero: nella classifica mondiale del World Economic Forum che stabilisce dove c’è meno disparità tra la popolazione maschile e quella femminile siamo solo all’82° posto, dietro a Nazioni del Terzo Mondo, che stanno peggio di noi in generale, ma che evidentemente fanno meno discriminazioni di genere. Non c’è da andarne fieri…

 

Se i nostri uomini appassionati di calcio passano ore a discutere sul livello delle loro squadre e lamentano che nel ranking mondiale l’Italia non figura più ai primi posti, che cosa dovremmo dire noi donne che in una ben più importante e significativa classica siamo all’82° posto su 144 Paesi? Veramente, non siamo noi a occupare una posizione così umiliante nel contesto internazionale, anzi possiamo dire di essere le vittime della situazione. Già perché la graduatoria in oggetto riguarda il gap che in ciascun Paese permane tra la popolazione maschile e quella femminile, ed è stata stilata dal World Economic Forum nel suo ultimo rapporto sul Global Gender Gap, sulla base di indicatori rilevati dalle Agenzie dell’Onu e dalla Commissione Europea.
L’Italia, secondo il Wef, in questa classifica ha perso nell’ultimo anno ben 32 posizioni finendo alla spalle di Paesi come Burundi, Bolivia, Mozambico, Kazakhstan, Mongolia, Uruguay, Uganda e Perù. In generale, comunque, a livello mondiale il gap di genere è così accentuato che, sempre secondo il Wef per colmarlo ci vorranno 100 anni, e addirittura 217 per raggiungere la parità economica.

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Fonte: La Stampa

Ma come viene calcolato questo gap? Verificando, dati alla mano, quanta differenza c’è tra uomini e donne in quattro aree fondamentali come l’economia, la politica, la salute e la formazione in ogni Paese. Non importa che le condizioni generali di salute o di lavoro siano buone o cattive, migliori o peggiori, ma si analizza solo la differenza di situazione tra uomini e donne, il che spiega perché l’Italia è preceduta da Paesi meno sviluppati, ma dove le differenze tra i due sessi risultano meno marcate.
La graduatoria mondiale vede al primo posto l’Islanda, che detiene il primato da 9 anni, seguita da Norvegia e Finlandia. Tra i sette Paesi più industrializzati del mondo la Francia è all’11 posto, seguita da Germania, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti, Italia e, buon ultimo tra quelli che dovrebbero essere i primi, il Giappone.

tabella 2
Fonte: La Stampa

Tornando al nostro Paese, il settore nel quale le donne italiane risultano più svantaggiate e discriminate rispetto agli uomini è quello della situazione economica, dove figuriamo al 118° posto, a causa soprattutto sia della ancora bassa partecipazione femminile al mondo del lavoro, sia dei livelli salariali, molto più bassi di quelli maschili. Insomma, la dura realtà è che il tanto celebrato Belpaese non è ancora un Paese per donne.

 

 

 

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