festival sanremo 3
festival sanremo 3

Virginia ha imposto a Baglioni il suo “trattamento geriatrico”

La comica romana è stata la grande protagonista della terza serata del Festival prendendo in giro con irriverenza il direttore artistico e brillando anche per eleganza e bellezza. Un riscatto per le donne che al Festival hanno in gara solo quattro artiste. Alla faccia delle quote rosa…

 

È la serata delle standing ovation. La prima è quella iniziale, e capitan Baglioni se la merita tutta: la sua Via è anche la strada che sa percorrere  meglio, quella che ci rende l’artista che dá il meglio di sè quando si esibisce da solo. Bravo Claudio.
La seconda, altrettanto meritata è quella per i Negramaro: il loro duetto con il Claudio nazionale per la versione 2.0 di Poster è da brivido.

negramaro sanremo 2018
La terza è quella più emozionante in assoluto, tutta per il gigante (in tutti i sensi) James Taylor, che omaggia l’Italia e le donne con una versione chitarra e voce de la Donna è mobile tratta dal Rigoletto e prosegue con la sua Fair and rain. Ma è quando arriva la piccola grande Giorgia e insieme a lei canta la superlativa You’ve got a friend, che la magia si compie!

james taylor sanremo 2018
La quarta, anch’essa strameritata è per Gino Paoli che accompagnato al pianoforte da Danilo Rea, duetta magistralmente con Baglioni sulle note de Il nostro concerto del grande Umberto Bindi e di Una lunga storia d’amore, suo cavallo di battaglia che emoziona sempre.

Ma questa è anche la serata delle donne, finalmente protagoniste sul palco dell’Ariston!
Una su tutte: Virginia Raffaele, che si merita il massimo dei voti! Per il look, perché il suo abito nero con il grande ricamo argentato davanti e la profonda scollatura dietro, la rende ancora più bella di quanto già non lo sia. Per l’esibizione canora, in cui riesce a mettere in ombra persino Baglioni, ma soprattutto per il monologo, in cui è proprio Claudione nostro a esserne il bersaglio. Il direttore artistico sta al gioco e si becca il trattamento geriatrico dell’immensa Virginia, che quando imita Michelle Ridens, prontamente ribattezzata “la badante svizzera”, è da applausi.

sanremo 2018 raffaele
Anche se… il vero mito è lei, la vecchia che balla! Che se non fosse perché questa definizione è inserita nel testo del brano dello Stato Sociale su cui Paddy Jones si esibisce, chiamarla vecchia non ci sta proprio. Se dovessi provare a fare anche solo una delle acrobazie che fa lei, mi ritroverei al CTO in un istante: eppure ho trent’anni di meno, e ho fatto danza per una vita. Il che dimostra che l’età è solo un fatto anagrafico e che ci sono donne che possono arrivare oltre l’impossibile, proprio come Paddy, che a 83 anni danza da quando ne aveva due e mezzo.


E a proposito di donne: ma com’è che le quote rosa in questo Festival sono in netta minoranza? A parte la badante svizzera onnipresente, ci sono solo quattro donne in gara, il minimo storico. E mi viene difficile credere che non ci fossero altre artiste con dei brani validi da portare al Festival. Sarà per questo che hanno fatto cantare un medley di canzoni dedicate alle donne da un gruppo di donne, senza che nemmeno ci venisse detto chi fossero?
Misteri del Festival! Per fortuna almeno hanno risolto quello della canzone di Erman Meta e Fabrizio Moro, perché la loro Non mi avete fatto niente rimane una delle migliori.

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