“Mio marito è il campione del mondo degli chef, ma cucino io”

Lara Gilmore, moglie 50enne di Massimo Bottura, appena proclamato re dei cuochi, racconta come si vive con un severo artista dei fornelli. Che però apprezza il suo minestrone, anche se ci aggiungerebbe un po’ di sale…

 

Quale donna non sogna di avere un compagno capace di sollevarla dal gravoso e quotidiano compito di preparare pranzo e cena? Anche se negli ultimi tempi è cresciuto il numero degli uomini particolarmente attratti dai fornelli e anche abili a cucinare piatti succulenti e sfiziosi per tutta la famiglia, la parità di genere anche su questo fronte sembra ancora lontana. Ma se il marito in questione è nientemeno che lo chef giudicato il primo in assoluto in tutto il mondo cambia qualcosa? L’unica che può dirlo è lei: Lara Gilmore, 50 anni, newyorchese trasferita a Modena per amore, moglie di Massimo Bottura, che secondo la classifica dei World’s 50 Best Restaurants  è nella sua categoria il campione mondiale, titolo che conquista per il secondo anno consecutivo, grazie all’ Osteria Francescana, il ristorante che ha aperto nella sua Modena nel 1995. E proprio lo stesso giorno in cui inaugurò il suo locale lui chiese a lei di diventare sua moglie.

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Ma torniamo al quesito iniziale: con un consorte così alla signora Bottura dovrebbe essere addirittura interdetto l’ingresso in cucina. E invece no, come racconta lei stessa: “In casa cucino io, Massimo lo fa solo quando siamo in vacanza perché la maggior parte del tempo lo trascorre al ristorante. Ma per il mio minestrone è capace di mollare tutto, gli piace da morire. E non è che con me sia tenero quando c’è da giudicare la mia abilità di cuoca. Mi dice sempre che uso poco sale, che faccio confusione con le erbe aromatiche e che il risotto lo potrei cuocere di meno. Ma io sono contenta quando mi critica, così imparo”.
Detto questo, l’intesa anche sul piano professionale tra i due è totale. Lara dice di sentirsi un po’ la mamma dell’Osteria e non solo  dei due figli Alexa, 21 anni, e Charlie, 17, avuti da Massimo. E, a parte questo aspetto romantico lei collabora attivamente all’azienda di famiglia, anche costruendo la parte narrativa che sta attorno ai piatti del marito.
E poi ci sono i progetti perché Bottura è anche impegnato sul piano sociale con progetti solidali come i “Refettori”, mense aperte nel 2013 per le persone in difficoltà. Su questo fronte Lara è accanto al marito: “Massimo è più coraggioso di me, insiste sui suoi progetti e riesce sempre a convincermi. Ora sono la presidente della onlus Food for Soul, che gestiste i ‘Refettori‘, e non vedo l’ora di aprire la prima bottega del Tortellante, il progetto che dà lavoro, in cucina, ai ragazzi autistici”.
Tutto bene dunque. A parte che in casa le tocca cucinare e spignattare come la moglie di un marito qualsiasi…

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