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“Westwood”, storia di Vivienne, la guerriera che diventò stilista

Il docufilm di Lorna Tucker racconta la vita di questa icona della moda internazionale che dimostra come non è impossibile seguire le proprie passioni e quanto non importa da dove vieni, perché, se ci credi, puoi farcela: e lei, splendida signora di 77 anni, ne rappresenta la prova vivente

 

Westwood. Punk. Icona. Attivista

Locandina Westwood. Punk, Icon, Activist

Regia di Lorna Tucker
con Vivienne Westwood

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Incredibile donna, grandiosa artista, ribelle a tempo pieno lo è anche ora, fiera dei suoi capelli bianchi e non più rossi, verdi, viola come negli anni della militanza punk. Movimento di cui è stata ed è assieme ai Sex Pistols, l’incontrastata icona.
La storia di Vivienne Westwood insegna che non è impossibile seguire le proprie passioni e che non importa da dove vieni, perché, se ci credi, puoi farcela. Lei non ha mai mollato e dopo essere stata messa da parte per anni dall’establishment britannico è oggi riconosciuta come una delle più grandi stiliste del mondo. Il il suo marchio è nell’Olimpo, assieme a nomi come Gucci, Armani, Dolce e Gabbana, Dior.

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La storia di questa guerriera inizia da lontano, da quando era una ragazzina senza un soldo, insofferente a qualunque costrizione, ma piena di voglia di fare. I primi successi arrivano quasi per caso quando, assieme al primo amore, apre un negozio di dischi usati a cui affianca presto le sue prime creazioni. Sono gli anni del punk e della ribellione, sono gli anni del sesso e della trasgressione e proprio cavalcando il “Sex”, con abbigliamento provocatorio, sadomaso, tacchi vertiginosi e lattex, inizia a farsi notare.

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Anarchica nasce anarchica resta, ambientalista invece lo diventa e ancora oggi, fiera signora di 77 anni, resta una delle poche stiliste non assorbite dalle multinazionali della moda e convinta più che mai di una cosa: una collezione non può essere fatta solo di abiti, deve trasmettere anche un messaggio. Perché dovere di tutti è non smettere mai di lottare per un mondo migliore. Lei lo fa, schierata con Greenpeace e con tutti quelli che si danno da fare.

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Nel documentario, magnifico, ricco e variopinto come la stilista, troviamo la Vivienne pubblica e quella privata, raccontata da lei stessa e da decine di personaggi, centinaia di vestiti, uno più eccentrico dell’altro, acconciature esagerate, trucchi a metà fra l’apocalittico e il teatrale. Perché per la Westwood un abito deve far vivere chi lo indossa in modo spettacolare. Un vestito è storia e nostalgia a cui attingere: abiti spettacolo per la messa in scena della vita.

westwood VW Greenpeace Boat

Accanto a Vivienne da molti anni c’è Andreas, bel ragazzo più giovane di lei e creativo almeno quanto lei: fra di loro un rapporto più forte dell’amore. Del suo compagno dice:
“Amo vivere con lui quanto amo stare per conto mio”, ed è il complimento più bello da parte di una donna indipendente, che non è mai scesa a compromessi. E che è un piacere vedere raccontata in questo film.

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