Sembra incredibile eppure è successo davvero: il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Zavalloni di Riccione ha vietato alle alunne e a tutte le donne che lavorano nella struttura di indossare i tacchi. E noi di Signoresidiventa non possiamo stare a guardare!
Questo nostro “Bel” Paese non finisce mai di stupirmi. E in questo caso, ancora una volta, si tratta di uno stupore negativo. Ma partiamo dall’inizio, e cioè dall’ultima trovata che coinvolge non solo il mondo scolastico ma il mondo del lavoro in generale. Questi i fatti, riportati dal Corriere Della Sera – Bologna: Nicola Tontini, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Zavalloni di Riccione ha vietato alle alunne e a tutte le donne che lavorano nella struttura di indossare i tacchi. Per rendere ancora più efficace il messaggio, ha pensato bene di affiggere un vero e proprio cartello di divieto all’ingresso dell’istituto, così che per tutti fosse ben chiaro. Questa la motivazione di tale scelta, addotta dal dirigente: «Nessuna crociata, ho voluto semplicemente ricordare che questo è un posto di lavoro… Qui è pieno di scale, gradini, salite. E non ci sono solo i ragazzi, ma anche docenti, personale esterno. Se qualcuno si fa male ne risponde il dirigente».
Ecco, vorrei ricordare al dirigente che ne risponde anche se a cadere dai gradini è un’alunna o una professoressa che indossa le ballerine, ma in quel caso nessun divieto.
Indietro nel tempo
Vi ricordate quando negli anni 70’ nelle fabbriche e nei posti di lavoro era proibito indossare la minigonna? Oggi, nel 2021 siamo tornati a quei livelli, solo che al posto della gonna lo stesso divieto è stato applicato alle scarpe con il tacco. Stiamo appunto parlando di un luogo di lavoro, dove chiunque deve avere il sacrosanto diritto di indossare ciò che gli pare, perché ciò che conta è il proprio operato e la propria professionalità. Ma a quanto pare, in questo caso, il concetto non è stato preso in considerazione. E risulta davvero ridicolo motivare questa scelta non per motivi estetici ma per ragioni “di sicurezza”. Ma chi volete prendere in giro? Non certo noi signore, che appassionate o meno di high heels abbiamo il sacrosanto diritto d’indossarli!
Made in Italy
Vorrei inoltre ricordare al dirigente, che oltre ad aver avuto questa idea geniale esorta a indossare delle sneakers al posto dei tacchi, che le calzature per cui ha creato il divieto, nella loro quasi totalità, sono una delle massime espressioni del Made In Italy, a differenza della maggior parte delle sneakers, che come è noto sono prevalentemente Made in China. Pertanto, il suo assurdo divieto, non lede solo l’immagine e la figura femminile ma anche la produttività e l’eccellenza artigianale italiana, che vive d’esportazione e di cui dobbiamo solo essere orgogliosi.
La nostra voce
In qualche modo dobbiamo farci sentire, e quale maniera migliore se non quella d’indossare non solo un paio di scarpe con il tacco (sarebbe stato banale) ma una t-shirt che rivendica il diritto di farlo? Per questo ci siamo affidate a nuovo brand, Shoes in The City Milano, che ha da poco lanciato una linea di t-shirt dedicata a tutte le shoes addicted. Abbiamo creato una maglietta che riporta l’immagina dell’assurdo divieto, accompagnata da una semplice ma esplicita frase: Ma siete impazziti? Già, perché questo divieto è una pazzia, che non ha un superficiale punto di vista estetico ma il significato ben più profondo di impedire alle donne di esprimere la propria femminilità, anche attraverso un paio di scarpe con il tacco.
L’unione fa la forza, signore mie, quindi non esitiamo: percorriamo le strade delle nostre città portando in giro il nostro messaggio.
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