ATTUALITA'

Barbie ne fa 60: ecco perché noi fifty dobbiamo farle gli auguri

di  | 
La bambola più famosa del mondo nacque il 9 marzo 1959, ma arrivò in Italia quando le signore che oggi sono fifty erano delle bambine. Dunque sono state la prima generazione del nostro Paese ad averla come giocattolo, amica, confidente e influencer. Perché lei le trasformò in fashion victim

 

Vivere con appagamento ed entusiasmo la bellezza dei primi 50 anni, come predichiamo noi di Signore si diventa, è semplice da dirsi, ma richiede da parte delle dirette interessate una costante applicazione. Bisogna, infatti, impedire all’inevitabile nostalgia di un passato che si ricorda splendido di rendere meno facile la costruzione di un futuro che bisogna immaginare altrettanto splendido.
Miss Barbara Millicent Roberts, originaria degli Stati Uniti d’America, ma cittadina del mondo, ce l’ha fatta e ora, il 9 marzo 2019, si affaccia sui sixty con lo stesso smalto di gioventù che la caratterizzava 60 anni fa. Si potrebbe obiettare che è facile non risentire dell’usura del tempo quando si è fatti di plastica al cento per cento e in quanto tali si è inattaccabili dalle rughe e dalla cellulite.

barbie 60anni
Ma, se arrivasse da voi, signore fifty, questa sarebbe solo un’obiezione malevola, anche se sensata, nei confronti di una vostra antica compagna d’infanzia, l’unica che non vi faceva mai dispetti e si dimostrava sempre pronta ad assecondare le vostre fantasie di bambine. Perché lei era (ed è ancora) la Barbie, e alzi la mano, o esca da questo sito, chi di voi non la ritiene una presenza importante nelle storia della propria vita. Anche perché proprio voi rappresentate la prima Barbie Generation Made in Italy.

Era la vostra amica del cuore

Essendo lei nata, come si è detto, il 9 marzo 1959, ma avendo raggiunto il nostro Paese solo qualche annetto dopo, ve la siete vista regalare intorno agli otto anni, quando quaggiù era ancora una novità tutta da scoprire. Dunque, siete state delle autentiche pioniere, avendo adottato come bambola del cuore non più il tradizionale simulacro di un neonato al quale si chiudevano gli occhi quando lo si metteva a nanna, né quello di un’improbabile vostra coetanea pettinata come la massaia del dado Star e agghindata per il dì di festa, bensì quello innovativo di una signorina molto moderna e fin troppo sveglia.

barbie original
Fu quasi una rivoluzione nella storia del costume femminile infantile. Se fino ad allora tutte le brave scolarette avevano accudito i loro cicciobelli fingendosi premurose mammine, voi vi siete immedesimate fin da piccole nel ruolo di ragazze emancipate, usando come laboratorio sperimentale quella specie di sorella maggiore d’oltre Oceano che vi trasformò in fashion victim ante litteram. Non occorreva più indossare di nascosto davanti allo specchio i vestiti della mamma, né ondeggiare sulle sue scarpe con i tacchi lungo il corridoio di casa, né darsi una spolverata di cipria e un filo di rossetto per giocare alle signore. Risultava molto più semplice, divertente e fantasioso rifornire in continuazione il guardaroba Made in Usa della vostra nuova amichetta, il cui look esageratamente kitsch, tutto stelline, brillantini e sberlusciamenti, a voi appariva come il trionfo dello stile più raffinato, altro che Armani e Versace.

   Donald Trump ha sempre cercato mogli simili a lei 

Ma non si trattò solo di un primo approccio al glamour. Perché, quando ancora erano in minoranza le donne che lavoravano oltre le mura di casa, lei si offriva già in mille versioni professionali, dottoressa e avvocato, poliziotta e astronauta, esploratrice e giornalista E, in più, guidava la Ferrari Testarossa e il suo camper rosa shocking, pilotava jet supersonici ed elicotteri monoposto, possedeva più case di Donald Trump (che, detto per inciso, ha sempre cercato mogli fatte a sua immagine e somiglianza) e trattava da cavalier servente quel bellimbusto del Ken, rifiutandosi di dirgli “sì” – malgrado esistesse e andasse per la maggiore la confezione Barbie sposa – per poi mollarlo come un babbeo dopo 43 anni di fidanzamento.

barbie sposa
Dunque, ben prima dello spregiudicato quartetto di Sex and the City, é stata lei la paladina e la testimone della vostra emancipazione, contribuendo a farvi diventare teenager determinate a imitarla in tutto e per tutto.
Che poi, nel tempo, qualcuna abbia esagerato e si sia lasciata travolgere dal desiderio compulsivo di plastica, regalando al paragone “sembra una Barbie” una connotazione non esattamente positiva, va considerata solo una deviazione dal percorso indicato, che invece la maggior parte di voi ha seguito senza sviare, fino ai primi turbamenti dell’adolescenza. Per questo, anche se oggi siete signore adulte ed emancipate, e avete figlie e forse nipoti che le preferiscono le Winx o le Bratz o le principesse Disney guidate dall’algida Elsa di Frozen, non potete e non dovete scordarvi di lei, che tra l’altro, quando aveva più o meno la vostra età attuale, ha dovuto affrontare e per sua fortuna superare la crisi del mezzo secolo, perché c’è stato un momento in cui la bionda fanciulla non esercitava più sulle nuove generazioni  il fascino che emanava ai vostri occhi.

babrbie tutte

Detto in soldoni, significa che la Mattel,  che produce da sempre la Barbie, tra il 2009 e il 2014 ha visto calare le vendite del 14 per cento, perché la ragazza non tirava più. Disorientata, l’azienda commissionò un sondaggio che rivelò come la maggior parte degli aggettivi associati alla Barbie erano negativi: “vuota, superficiale, consumistica, portatrice di un’ideale di bellezza irrealistico“.  La risposta partì proprio da quell’accusa di “irrealismo”.

Ecco le versioni “bassotta”, “spilungona” e “formosa” 

Così nacquero le versioni Petite, la Barbie bassotta, Tall, la Barbie spilungona, e curvy, la Barbie formosa. E da lì partì la riscossa, l’inversione di tendenza che oggi, in occasione della sessantesima candelina su una torta di compleanno (ovviamente) di plastica dai colori sgargianti, può essere celebrata come una vittoria sull’anagrafe.

Barbie-curvy

E doveva finire così perché non era giusto che Millicent Roberts si avviasse lungo un malinconico viale del tramonto, lei che al colmo dello splendore ha reinterpretato Audrey Hepburn, Jacqueline Kennedy e Grace Kelly, che si è clonata in un miliardo di copie, che ha indossato 980 milioni di metri quadri di stoffa, che ha conquistato più ammiratori di Madonna, che ha avuto perfino l’onore di essere nominata ambasciatrice dell’Unicef.

barbie Hero

Dunque, festeggiate il traguardo con lei nel ricordo della vostra personalissima Barbie, o meglio delle vostre personalissime Barbie, perché nessuna bambina si accontentava di possederne soltanto una ed era una gara a chi ne metteva in fila di più, e di più accessoriate. E ricordatevi, signore fifty che voi avete una ragione particolare, solo vostra, per portarvela nel cuore per sempre: potete, infatti, vantarvi di essere state tra le prime in assoluto a volerle bene. Come una vecchia amica – oggi un po’ più vecchia – con la quale avete condiviso sogni e segreti d’infanzia.

 

Scrivetemi a: francobonera@signoresidiventa.com

Potrebbe interessarti anche

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.