l agenzia dei bugiardi ap
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E se “L’agenzia dei bugiardi” che tutela chi tradisce fosse realtà?

Una rete a protezione dei fedifraghi è lo spunto originale del film di Volfango De Biasi che svolge il tema con garbo e senza mai cadere nella volgarità. Così il risultato è provocare grandi sorrisi e parecchie risate

 

L’AGENZIA DEI BUGIARDI

bugiardi locandina
Regia di VOLFANGO DE BIASI
Con GIAMPAOLO MORELLI, MASSIMO GHINI, ALESSANDRA MASTRONARDI, PAOLO RUFFINI, HERBERT BALLERINA,
DIANA DEL BUFALO, CARLA SIGNORIS, PAOLO CALABRESI, RAIZ, NICOLAS VAPORIDIS e con ANTONELLO FASSARI 

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Magari esistono davvero: agenzie specializzate nel pronto intervento tradimento, ovvero nel tirare fuori dai guai chi, uomo o donna che sia, non voglia farsi cogliere in flagrante dal partner ufficiale. Ma non solo, anche chi ha bisogno di un alibi per qualche più o meno innocente piccolo vizio.

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Giampaolo Morelli
, con la sua scanzonata faccia da schiaffi è il titolare dell’agenzia, affiancato da un timido collaboratore a cui si aggiunge un vispo Paolo Ruffini che da subito capisce quale sia il core business dell’agenzia.
Partendo da qui, scatenate la fantasia, immaginandovi situazioni paradossali e interventi altrettanto esagerati, perché non si bada a spese. E quanto a relazioni, l’agenzia dei bugiardi ha ottime entrature dovunque, dai portieri degli hotel ai fornitori di divise che siano dell’antiterrorismo e delle ambulanze.

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Ecco che i fedifraghi e i bugiardi incalliti vengono sempre salvati per il rotto della cuffia, trovando una soluzione anche ai casi più disperati. Ma non si poteva andare avanti a sketch e il plot nella sua semplicità è però divertente: il titolare dell’agenzia incontra per caso e ovviamente si innamora, di una bella ragazza il cui padre, indovinate un po’, è uno degli adulteri a cui l’agenzia deve salvare la pelle.

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Ovvio che una commedia di questo tipo si basi sulle gag e sui colpi di scena, sulle piccole invenzioni – e ce ne sono a decine – sull’alchimia fra gli attori e sulla leggerezza, tutti ingredienti che qui non mancano.
C’è posto per tutti, dagli animali (con una citazione del cagnolino di Tutti pazzi per Mary) ai rom circensi ai migranti attraversando anche party con drag queen, pasticche di tutti i tipi, gay e innamorati frustrati. Il tutto sullo sfondo della solita splendida Puglia (la film commission più intraprendente d’Italia) e il product placement, con una BNL di cui anche i ciechi e persino chi non ha visto il film si accorge.

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Tutti questi elementi mescolati male o peggio, asserviti alla volgarità diventerebbero catastrofici, giocati invece conservando un certo garbo, attenti a restare sempre un passo indietro, come succede per fortuna in questo caso, provocano grandi sorrisi e parecchie risate.
Per me è un sì deciso: bravi tutti!

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