ap dress code
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Ecco come dovranno vestirsi le invitate al sì di Harry e Meghan

Sul biglietto di partecipazione, firmato dal principe Carlo, sono indicate le regole precise per il look di donne e uomini: ma se questi ultimi sono abbastanza liberi, per le signore è una questione di colori e misure, dal cappello (obbligatorio) alle gonna, fino alle scarpe

 

Per le signore di qualunque rango sociale essere invitate a un matrimonio significa inevitabilmente dover scegliere il look appropriato per la cerimonia, perché non tutti i matrimoni sono uguali. Ma, se per le nozze comuni il dress code è comunque abbastanza libero e lasciato anche al buongusto personale, in occasione di un Royal Wedding come quello che il 19 maggio porterà all’altare il principe Harry e Meghan Markel le regole sono ferree.
Ai 6oo ospiti previsti è stato, infatti, inviato a firma del principe Carlo un cartoncino d’invito che indica chiaramente come dovranno vestirsi: per gli uomini sono indicati o l’uniforme (quando si tratta di appartenenti a uno dei vari corpi militari dell’esercito britannico) o un morning coat (meglio conosciuto come tight) o un lounge suit (ovvero un completo scuro), mentre alle donne è richiesto in maniera specifica il day dress with hat, l’abito da giorno con cappello. E questo sarà il vero banco di prova delle varie signore e signorine presenti perché, come sappiamo, oltre la Manica è da quello che si è messa sulla testa che si giudica l’eleganza di una donna a una manifestazione pubblica. In linea di massima, vista la stagione primaverile il suggerimento è quello di adottare un cappello di paglia, preferendolo a quello di stoffa, più adatto ai mesi freddi, e di non esagerare con la fantasia e l’originalità, da sfoggiare piuttosto al classico appuntamento di Ascot, nel giugno prossimo.

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Ma al di là del cappello, secondo le indicazioni giunte da Buckingham Palace, sarà opportuno che le invitate si presentino con abiti né lunghi alle caviglie, né troppo corti (l’etichetta prescrive che l’orlo della gonna sia più basso del punto raggiunto dalle dita di una mano con il braccio tenuto aderente lungo il corpo), né troppo scollati, né con le braccia scoperte, né neri o bianchi, né a fantasie troppo forti, né scintillanti di paillettes che non si addicono a un look da giorno. Per quanto riguarda le scarpe, infine, devono essere dotate di tacchi, ma non esagerati, mentre sono banditi plateau, sandali e calzature con la punta coperta ma col tallone fasciato solo da un cinturino. Insomma, le regole sono abbastanza rigide e non sono tollerati colpi di testa  che potrebbero distrarre l’attenzione dei presenti dall’unica vera protagonista, la sposa.

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Ma del resto è nella tradizione dei matrimoni reali inglesi dettare norme di look ben precise. Che diventano più elastiche a mano a mano che si scende nelle gerarchie. Così, essendo queste le nozze “solo” del sesto erede al trono in linea di successione, dopo il padre Carlo, il fratello William e i nipoti George, Charlotte e Louis, gli ospiti di Harry e Meghan avranno un protocollo meno rigido rispetto a quello imposto nel 2011 per il “sì” a Westminster Abbey (la chiesa dei matrimoni reali) dello stesso William e di Kate Middleton: come ha ricordato la giornalista del Corriere della Sera Enrica Roddolo, una delle massime esperte nostrane di teste coronate, ai 2000 ospiti fu inviato un manuale di 22 pagine nel quale veniva spiegato, ma si potrebbe dire imposto, l’abbigliamento col quale avrebbero dovuto presentarsi.
E voi, gentili signore non aristocratiche, pensate quanto siete fortunate: al prossimo matrimonio al quale sarete invitate potrete agghindarvi come vi pare e piace.

 

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