RIFLESSI DI CINEMA

Ecco una storia d’amore tutta al femminile, nostalgica e dolorosa

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"Le ereditiere" racconta di due ricche signore del Paraguay la cui relazione non ha mai creato scandalo nella loro città, ma che sta dissolvendosi per una serie di cause: e il film ne segue il lento declino, psicologico e fisico

 

Le ereditiere

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Di Marcelo Martinessi
Con Patricia Abente, Margarita Irun, Ana Ivanova Villagra, Ana Brun

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Asuncion Paraguay. Una coppia stanca, acciaccata dalla vita. Una storia già vista mille volte, a cui neppure badare, solo che in questo caso si tratta di due donne che si sono molto, molto amate, e che la comunità sembra avere accettato senza batter ciglio, una situazione che mai ha creato scandalo né conseguente emarginazione. Forse per via della naturalezza con cui le due donne hanno vissuto il loro amore, o per la discrezione o più probabilmente per la ricchezza.

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Non sono due persone qualsiasi, sono due signore molto ricche. O meglio, erano, perché qualcosa è cambiato ed è un lento declino quello che il film racconta: la perdita, la fine della serenità. Sono state felici, lo si intuisce da minuti dettagli, si sono desiderate, hanno vissuto agiatamente ma poi troppe cose si sono incrinate. I soldi sono finiti e la bellissima casa con gli oggetti di una vita si va progressivamente svuotando con i possibili acquirenti che si aggirano come avvoltoi fra mobili, quadri, piccole meraviglie preziose messe in vendita per poter tirare avanti.

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E’ la fine e come sopravvivere quando le cose più care si stanno dissolvendo? A rendere ancora più drammatica la situazione, una delle due finisce in carcere per truffa. In un altalenante racconto che passa dalla sfera sociale e quella più intima il regista sceglie inquadrature ristrette, mirate facendo provare allo spettatore la strana sensazione in cui si insinua il senso di colpa di essere a spiare la vicenda dal buco della serratura. C’è dolcezza nel filmare corpi sformati e visi in cui le rughe diventano sempre più segnate, c’è pudore nel raccontare anche i sentimenti più intimi, il crudo dolente persistere della sessualità e del desiderio con la dolorosa percezione di un corpo che chissà se qualcuno (qualcuna) potrà ancora aver voglia di sedurre.

erediere immagineFilm cinefilo non a caso premiato a Berlino che trasmette una sensazione forte: che il regista attraverso la sua storia abbia voluto raccontarci altro, forse la parabola del suo Paese, il Paraguay, così lontano, così poco centrale negli equilibri mondiali e segnato come tanto Sudamerica da ingiustizie e regimi autoritari.

Un piccolo film perfetto, dove l’aspetto che più commuove è il coro delle attrici, tutte vere, tutte bravissime.


 

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