Teatro

“I ragazzi del massacro” porta sul palcoscenico il Sessantotto

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Tratto da un giallo di Giorgio Scerbanenco che nel 1969 divenne un film per la regia di Fernando Di Leo in sintonia con la voglia di provocazione tipica di quegli anni, il nuovo lavoro diretto da Paolo Trotti spinge l'acceleratore sul contesto sociale dell'epoca letto in chiave politica

 

I RAGAZZI DEL MASSACRO

Tratto dal libro di Giorgio Scerbanenco

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Da I ragazzi del massacro nel 1969 Fernando Di Leo – riconosciuto da Tarantino fra i suoi maestri – ha tratto un film in sintonia con la voglia di provocazione tipica di quegli anni, un B movie all’italiana che premeva l’acceleratore sugli aspetti più torbidi del giallo di Scerbanenco, terza indagine del ciclo con protagonista Duca Lamberti. Che cosa raccontava infatti il romanzo? Il brutale stupro collettivo di un gruppo di studenti in una scuola serale ai danni della loro insegnante, fino a ucciderla nel corso di una notte resa confusa dal consumo dall’abuso di alcol e droghe. Ma forse la vicenda non è così semplice e l’investigatore, ex medico radiato dall’albo, cercherà la verità, senza fidarsi degli indizi più palesi.

Lo spettacolo teatrale va in una direzione opposta rispetto al film e approfondisce il lato socio-politico, regalando alla storia un’acutezza di analisi e un’intuizione sul 1968 al di là dei contenuti reali del libro. Ma so che su questo aspetto, sulla presenza o meno di una coscienza politica quasi d’avanguardia nei romanzi dello scrittore milanese si potrebbe dibattere a lungo.

ragazzi massacro teatro
Quindi, torniamo allo spettacolo. Gli attori, solo tre a farsi carico di tutti i ruoli, mettono in scena un distillato della vicenda, quasi una lettura scenica più che un lavoro teatrale vero e proprio intorno alla trama più scheletrica, con dialoghi secchi illuminati da una luce fredda che richiama quella delle stanze della Questura. Qua e là spuntano, ampliate e di molto rispetto al libro, riferimenti al contesto sociale, alla brutalità della polizia durante le manifestazioni, osservazioni sulla lotta di classe e sull’emarginazione, primi piani sulla trasgressione sessuale, sull’omosessualità e sul sottobosco di minuta criminalità, letto sempre con occhio politico. Il tutto incorniciato da una scenografia ridotta all’osso, un paio di sedie, uno specchio, qualche cambio d’abito. Quello che manca allo spettacolo, nonostante la colonna sonora che contiene anche canzoni d’epoca, sono le atmosfere e soprattutto il respiro della scrittura evocativa che Scerbanenco, pur nel limite imposto dal genere giallo riusciva a raggiungere.

Se volete sapere qualcosa di più sul film di Fernando Di Leo, qui ci sono interessanti interviste al regista e al protagonista oltre che spezzoni del film del 1969.

 

Fino al 21 gennaio
Teatro Franco Parenti – Milano

I RAGAZZI DEL MASSACRO
tratto dal libro di Giorgio Scerbanenco
con Stefano Annoni, Diego Paul Galtieri, Federica Gelosa
scene e costumi Francesca Biffi
regia Paolo Trotti
produzione Simona Migliori per Linguaggicreativi

Info e ticket: https://www.teatrofrancoparenti.it/spettacolo/ragazzi-del-massacro/

 

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