RIFLESSI DI CINEMA

“Il segreto di una famiglia”, tra vizi privati e pubbliche virtù

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Il film ripercorre la storia e il rapporto tra due sorelle (bravissime le attrici) che vivono un rapporto torbido e promiscuo sullo sfondo della dittatura argentina. Ma il regista Pablo Trapero mette troppa carne al fuoco

 

Il segreto di una famiglia

il segreto di una famiglia locandina

Diretto da Pablo Trapero
con Bérénice Bejo, Martina Gusman, Graciela Borges, Edgard Ramirez e Joaquim Furríel

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Si chiama La Quietud, è una imponente tenuta vicino a Buenos Aires e si rivelerà, a dispetto del nome, tutto fuorché un’oasi di serenità. A inizio film, vediamo la figlia accompagnare con trepidazione il padre da un giudice che sta investigando su transazioni poco chiare. Non facciamo in tempo a capire, perché l’uomo cade a terra, colpito da un ictus. La primogenita, che viveva a Parigi, torna così in Argentina al capezzale del padre. Inevitabile il seguito: quali nefandezze private e politiche nasconde la lussuosa tenuta e soprattutto che cosa c’è nel passato di questa famiglia?

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La storia procede srotolando man mano segreti insopportabili, la cui portata percepiamo ben presto, appena fra le due sorelle si instaura di nuovo quel rapporto di complicità che la distanza aveva spezzato. Le due attrici, che si assomigliano in modo inquietante, si mettono nelle mani del regista e si lasciano trasportare in un mondo torbido, promiscuo, dove lentamente si delinea fra le due donne una relazione alla Losey, vittima e carnefice in ruoli alternati. Un qualcosa che potrebbe ricordare persino Che fine ha fatto Baby Jane, esplicitando però i legami più morbosi che ai tempi del film con Bette Davis e Joan Crawford sarebbero stati proibiti dalla censura.

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Ma Pablo Trapero mette troppa carne al fuoco, quando alle già grevi vicende familiari sovrappone i fantasmi della Storia. Ovvero i crimini della dittatura, che sembrano inseriti per dovere, come se un film argentino non potesse fare a meno di citare il vergognoso passato del Paese. In conclusione, bravissime le due attrici e anche la veterana che interpreta la madre, ma purtroppo storia e regia mostrano più di un limite.

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