Primo piano del dipinto La Signora Maffi di Umberto Boccioni (1909), ritratto divisionista di una donna sorridente in abito azzurro con bordi di pelliccia.
Primo piano del dipinto La Signora Maffi di Umberto Boccioni (1909), ritratto divisionista di una donna sorridente in abito azzurro con bordi di pelliccia.

La signora Maffi, il volto teatrale del primo Boccioni

Dalla mostra di Ca’ Pesaro nel 1910 fino alla Pinacoteca di Tortona: la lunga e sorprendente storia di un dipinto perduto e ritrovato

Una figura femminile imponente, sicura di sé, si presenta in primo piano sorridente -cosa del tutto insolita al tempo- emergendo da uno sfondo floreale appena accennato. Avvolta in abito azzurro bordato di pelliccia. E’ “La signora Maffi. Una maestra di scena” opera fondamentale nel percorso artistico di Umberto Boccioni.  Dopo tante e travagliate vicende trova finalmente pace e viene ad arricchire la già preziosa collezione della Pinacoteca di Tortona.

Dipinti alla Pinacoteca del Divisionismo di Tortona: in primo piano La Signora Maffi di Umberto Boccioni, sullo sfondo Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo (studio preparatorio).
 Alla Pinacoteca del Divisionismo di Tortona, La Signora Maffi (1909) di Umberto Boccioni dialoga con lo studio preparatorio de Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, due capolavori simbolo di un’epoca in trasformazione.

DAL DIVISIONISMO AL FUTURISMO, IL VIAGGIO DI UN’OPERA CHIAVE

Quest’opera nella ricerca artistica dell’autore rappresenta il passaggio dal Divisionismo, basato sulla tecnica della luce e del colore applicati con infinite sfaccettature alla pittura. Appartiene alla nuova corrente del Futurismo impregnato di tensioni sociali ed esistenziali, ove  gesti e sguardi assumono notevole potenza espressiva. L’opera fu realizzata dall’artista nel 1909 e venne esposta nel 1910 nella storica mostra personale di Boccioni a Ca’ Pesaro a Venezia. Dopo la morte dell’artista nel 1916 l’opera inizia un percorso alquanto articolato. Fino quasi a scomparire dalla conoscenza per alcuni anni. La madre, Cecilia Forlani Boccioni, divenutane erede la vende l’anno successivo al Rag. Enrico Bachi. Bachi anche se nativo di Torre Pellice (TO) esercita però la sua attività a Torino. Questi nel 1933 presta il quadro alla mostra dedicata a Boccioni alla Galleria d’Arte Moderna a Milano.

LA SIGNORA MAFFI SOPRAVVIVE ALLE LEGGI RAZZIALI

Nel 1938 vengono approvate le Leggi razziali ed Enrico Bachi, rientrato a Torre Pellice, nella primavera del 1939 presenta al comune la sua denuncia di appartenenza alla razza ebraica. Nel settembre dello stesso anno il Prefetto di Torino mette in liquidazione l’azienda Bachi a causa delle leggi razziali. Vengono confiscati tutti i relativi beni. Tra i numerosissimi oggetti presenti nell’elenco non  appare però il quadro della Signora Maffi. Con molta probabilità è custodito con altri preziosi oggetti da amici di famiglia sino alla fine della guerra.

Studio preparatorio Il cammino dei lavoratori di Giuseppe Pellizza da Volpedo: gruppo compatto di uomini e donne avanza verso lo spettatore in un paesaggi rurale
Il cammino dei lavoratori (1898-1899), studio preparatorio di Giuseppe Pellizza da Volpedo per il celebre Quarto Stato, esposto alla Pinacoteca del Divisionismo di Tortona.

DOPO ANNI NELL’OMBRA, L’OPERA RITROVA LA SUA STRADA

L’opera torna alla ribalta nel maggio 1961 quando alla morte di Enrico passa in eredità alla moglie Rita che nello stesso anno la vende alla Galleria La Bussola di Torino. Viene quindi acquistata da Luciano Pomini (Asta Finarte) che nel 1977 la vende a sua volta al professor Giuseppe Mattioli. Questi già protagonista fin dal 2005 di una generosa donazione di opere d’arte all’Istituto Mario Negri  decidie di donare l’opera. Nel 2021 cede l’opera unitamente ad altri dipinti all’Istituto stesso al fine di supportare la ricerca del Dipartimento di Oncologia intitolato alla Fondazione Nerina e Mario Mattioli-Onlus.

Mattino sul mare di Plinio Nomellini: figura femminile affacciata su una terrazza in pietra con vista sulla costa ligure e il mare illuminato dalla luce mattutina
Mattino sul mare di Plinio Nomellini, poetica veduta ligure in stile divisionista, dove luce e colore creano un’atmosfera di quiete sospesa tra terra e mare.

L’OPERA RINASCE TRA ARTE, DONAZIONE E RICERCA

Ma il variegato iter della Signora Maffei non è ancora finito. Bisogna arrivare al gennaio 2025 quando l’opera, grazie ad una donazione, viene acquistata dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Tortona . Viene donata e destinata a far parte della prestigiosa collezione della Pinacoteca del Divisionismo. I proventi della vendita sono devoluti a supportare la ricerca scientifica del Mario Negri in campo oncologico sia sperimentale che clinico. Un meraviglioso incontro tra arte e scienza.

 

La via del Calvario di Gaetano Previati: figure incappucciate in processione lungo un pendio alberato, illuminate da luce dorata con il mare sullo sfondo
La via del Calvario di Gaetano Previati, intensa visione simbolista della Passione di Cristo, dove la tecnica divisionista esalta spiritualità e pathos narrativo.

TORTONA CUSTODISCE IL CUORE DELL’ARTE DIVISIONISTA

La Pinacoteca, situata nel cuore di Tortona, (Corso Leoniero,6 -ingresso dal cortile interno) ospita 145 opere dei principali maestri divisionisti e vanta il più numeroso nucleo di opere di Pellizza da Volpedo.  Recentemente è stata acquisita la tela “Il  cammino dei lavoratori” (1898-1899), studio di notevole potenza espressiva, preparatorio del celebre quadro “Il Quarto Stato”.

Adorazione dei Magi di Gaetano Previati: scena sacra in stile divisionista con la Sacra Famiglia, i Re Magi in vesti dorate e figure sullo sfondo rurale.
Adorazione dei Magi (1892) di Gaetano Previati, capolavoro divisionista che fonde il tema sacro con luce vibrante e pennellata avvolgente, simbolo di spiritualità e poesia visiva.

I MAESTRI DEL DIVISIONISMO IN UN DIALOGO DI VISIONI

Nel percorso delle diverse sale si susseguono i principali protagonisti del divisionismo, Segantini, Morbelli, Previati, Balla, Boccioni, Longoni, Nomellini, Cominetti, Fornara- Attraverso le loro opere e i vari temi e soggetti trattati si colgono i diversi linguaggi pittorici utilizzati dagli artisti e le tante varietà e suggestioni di questa corrente artistica. Dalla luminosità dei paesaggi di Segantini, Nomellini e Fontana, ai  temi mistici e allegorici di Previati. Si arriva alle questioni sociali trattate da Morbelli, Longoni, Pellizza da Volpedo fino alle aperture futuriste di Balla e Boccioni.

Veduta di una sala della Pinacoteca del Divisionismo di Tortona, con al centro il grande dipinto Il ritorno dai campi di Giovanni Segantini, affiancato da altre opere paesaggistiche
Sala espositiva della Pinacoteca del Divisionismo di Tortona: al centro Il ritorno dai campi di Giovanni Segantini, esempio magistrale di luce e poesia divisionista.

 

La Pinacoteca Divisionismo Tortona  è aperta alle visite (gratuite) il sabato e la domenica dalle ore 15 alle 19. Nei giorni feriali solo su prenotazione. (www.ildivisionismo.it)

 

Facebook
X
LinkedIn
Telegram
Threads
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *