Teatro

La Sirenetta e Madama Butterfly viste come metafora di tanti drammi adolescenziali

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La Compagnia Eco di Fondo porta in scena la celebre fiaba di Andersen con una drammaturgia di Giacomo Ferraù e Giulia Viana in collaborazione con la compagnia stessa. E si parla dei ragazzi non accettati per la loro diversità

 

Lo scorso 17 maggio si è celebrata la tredicesima Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, istituita dal Parlamento europeo nel 2007. La data è stata scelta proprio perché il 17 maggio 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità ha deciso di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Nell’occasione, al Teatro PIME di Milano, la Compagnia Eco di Fondo ha messo in scena La sirenetta, una drammaturgia di Giacomo Ferraù e Giulia Viana con la collaborazione della compagnia stessa.

LA SIRENETTA

 

la sirenetta locandina

Si tratta della storia di un’adolescente che per un gesto d’amore rinuncia alla sua stessa essenza (la sua coda) nel disperato tentativo di essere accettata e amata. Gli autori sono partiti da testimonianze di drammi adolescenziali reali, le lettere di ragazzi che sono arrivati a compiere gesti estremi perché non si sentivano accettati per la propria sessualità. La Sirenetta ci spinge a riflettere sull’amore, ma non quello a cui ci hanno abituato il cinema e le fiction televisive, quello più difficile, verso se stessi. E verso il corpo in cui si abita. La celebre fiaba di Andersen viene quindi riletta come metafora dell’identità sessuale. E non a caso, una delle frasi iniziali dell’opera fotografa questa situazione: “C’è un istante in cui tutti noi siamo uguali e indefiniti, senza distinzione di sesso e di genere. È da qui che parte tutto…”

la sirenetta 2

Lo spettacolo ha un allestimento geniale nella sua semplicità. Attraverso l’utilizzo di teli, torce, luci e una lavagna luminosa, la compagnia riesce a ottenere effetti speciali incredibili. Come il momento in cui gli attori sembrano fluttuare immersi in un enorme acquario. Proprio per questo allestimento, che malgrado la spettacolarità, è stato realizzato con un budget molto limitato, l’opera ha vinto un bando della Regione Lombardia che ha permesso di portarlo in giro per l’Italia.
Sul palco si alternano scene di grande intensità e delicatezza con momenti divertenti, come le discussioni tra una Barbie un po’ androgina e un Ken che si innamora di un’orsacchiotto. I quattro bravissimi attori in scena, Riccardo Buffonini, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti e Giulia Viana, poliedrici nei cambi di scena, rapiscono lo spettatore fino ad “immergerlo” nel mondo e quindi nella metafora della Sirenetta.

la sirenetta 3

Dopo lo spettacolo abbiamo incontrato l’attore e regista Libero Stelluti con il quale abbiamo parlato de La Sirenetta, ma anche di un altro progetto che lo vede coinvolto e che, anche se in tempi non sospetti nessuno ci pensava, affrontava un dramma adolescenziale: la Madama Butterfly di Giacomo Puccini.

 

La sirenetta

Libero Stelluti

Ti abbiamo appena visto impegnato con lo spettacolo La Sirenetta, diretto da Giacomo Ferraù con la supervisione di Arturo Cirillo. Raccontaci qualcosa di questo progetto…
La Sirenetta è uno spettacolo a cui sono molto legato. Amo il lungo silenzio prima di entrare in scena e l’attimo di vuoto assoluto prima che il pubblico decida di applaudire questo lavoro. Nel mio cuore non posso che dedicare ogni istante a chi purtroppo non c’è più, parliamo infatti degli adolescenti che hanno scelto di togliersi la vita perché non si sentivano accettati per la propria sessualità. I casi di violenza, discriminazione, umiliazione sono tanti e con la Compagnia Eco di Fondo abbiamo provato a dare voce a tutti coloro che non possono più farlo. Al termine di ogni replica, il mio sogno è che coloro che hanno scelto di venire a trovarci, tutte le persone che stanno attraversando un momento difficile, possano tornare a casa con il desiderio di cambiare il proprio destino, scegliendo di restare e lottare per poter affermare il loro essere se stessi senza paura.

La Sirenetta, dopo Milano, continua a girare per l’Italia. Quale sarà la prossima data ?
Il 25 luglio 2019 saremo in scena al Festival Le città visibili, nell’area Ex-macello di Rimini.

MADAMA BUTTERFLY

madama butterfly locandina

In pochi giorni passerai dal lavoro di attore a quello di regista, dal mondo della prosa a quello della lirica, da una sirena a una farfalla. Hai infatti appena debuttato con il capolavoro di Puccini, Madama Butterfly e il 31 maggio sarete al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Due mondi decisamente diversi tra loro…
In realtà, se ci pensiamo non è proprio così. Lavorando contemporaneamente su questi due progetti mi sono reso conto che hanno un fil rouge che li unisce. Se ci pensiamo, anche la storia della Butterfly è un dramma adolescenziale: una ragazza che si toglie la vita per amore.

madama butterfly

Come ti sei approcciato al mondo della lirica e, in particolare, a quest’opera?
E’ un percorso iniziato da tempo… Il primo approccio è avvenuto grazie al regista Carlos Pedrissa con la compagnia catalana La fura del baus. Anni dopo c’è stato l’incontro con la compagnia Eco di Fondo, la quale è stata invitata dal direttore del Festival della Valle d’Itria a vivere la sua prima esperienza in lirica, Tre Madrigali di  Monteverdi per la regia di Giacomo Ferraù, un grande progetto che mi ha coinvolto come interprete e assistente alla regia.  Arriviamo quindi  a oggi: in qualità di regista collaboratore ho avuto. In qualità di regista collaboratore ho avuto l’onore di accompagnare il regista Alberto Triola nella creazione di questa nostra Butterfly dalle ali di carta. Anche in questo caso abbiamo lavorato tanto per tentare di restituire al pubblico la visione sul mondo, sull’amore, da parte di una ragazza di quindici anni e dei suoi sogni da adolescente. Si tratta del nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, una produzione che ha coinvolto circa duecento persone, con la conduzione musicale del direttore croato Nikša Bareza.

Che tipo di pubblico vorresti portare alla vostra Butterfly? I giovani si avvicinano all’opera?
Madama Butterfly tutti sanno che è un’opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904, ma malgrado sia passato più di un secolo dal suo debutto, anche oggi è più viva e attuale che mai. Un capolavoro che continua a incantare spettatori di ogni età, capace di emozionare e commuovere chiunque scelga di viverla. Il clichè che l’opera lirica sia uno spettacolo solo per un pubblico over credo che sia stato ormai abbattuto da tempo, anche grazie a nuovi allestimenti e riletture. Per questo sono grato del percorso fatto con il maestro Triola, così come a tutti gli artisti e i tecnici coinvolti. Perché nonostante fossimo tanti, ogni reparto ha dato il massimo con rispetto e generosità al fine di restituire al pubblico attimi di delicata sospensione. Quest’opera è un viaggio nella mente della nostra protagonista, il legame indissolubile fra natura e anima, dove una foglia di acero che cade dal cielo diventa lacrima. Vi aspetto il 31 maggio al Teatro Nuovo di Udine!”.

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La Sirenetta

regia Giacomo Ferraù
 con la collaborazione registica di Arturo Cirillo

drammaturgia Giacomo Ferraù e Giulia Viana con la collaborazione della compagnia
con Riccardo Buffonini, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti, Giulia Viana

assistenti alla regia Piera Mungiguerra, Simon Waldvogel e Michele Basile
disegno
luci Giuliano Almerighi
coordinamento coreografico Riccardo Olivier

progetto video Riccardo Calamandrei
organizzazione Elisa Binda

Madama Butterfly

Maestro Concertatore e Direttore Nikša Bareza
Regia Alberto Triola
Regista collaboratore Libero Stelluti
Assistente Regia: Annalisa Esposito
Scene Emanuele Genuizzi con Stefano Zullo
Costumi Sara Marcucci
Light designer Stefano Capra
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
In scena il 31 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

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