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Le donne di Klimt, tra eros e mistero

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L'importante e suggestiva mostra che il Mudec di Milano dedica al grande artista austriaco porta chi varca la soglia dell'Experience room dentro un universo femminile sensuale ed enigmatico, dal quale lui sembrava ossessionato. E non soltanto quando lo dipingeva...

 

Per fortuna l’arte non va mai in vacanza, e a Milano men che meno. Ne è la dimostrazione la bellissima e imperdibile Klimt Experienceche dal 26 luglio e fino al 7 gennaio 2018, occupa gli spazi espositivi del MUDEC.
Mai nome fu più azzeccato per definire questa, che è davvero un’esperienza unica ed estremamente coinvolgente. Preparatevi quindi a un viaggio nella Vienna e nell’arte dei primi anni del ‘900, e vi assicuro che ne rimarrete entusiasti.

klimt experience ingresso mostra

L’ingresso della “experience room”

Klimt Experience Mudec Milano

Nello schermo centrale la famosissima firma di Gustav Klimt cui cui l’artista era solito segnare le sue opere

Immergiamoci dunque nell’universo Klimtiano, entrando nella Experience room, perchè è in questa grande stanza che ha luogo la rappresentazione multimediale dedicata al padre fondatore della Secessione. Prendete posto e accomodatevi nella sala, sedendovi sul pavimento di moquette o su uno dei grandi cubi dorati. Scegliete una posizione comoda, perché questo excursus multisensoriale dura più di un’ora e, se per la mente e per il cuore il tempo sembrerà scorrere velocissimo, per la vostra schiena non sarà così.
Ora fate come me e lasciatevi trasportare nelle atmosfere di un tempo passato che ci viene raccontato attraverso immagini, suoni, musiche, ed evocazioni dell’universo pittorico, culturale e sociale in cui visse e operò Klimt, che ne fu l’assoluto protagonista.

Klimt Experience

Le proiezioni interagiscono con l’ambiente che le ospita, ridisegnandolo e valorizzandolo. I motivi tratti dai dipinti più celebri del grande artista rivestono lo spazio e avvolgono lo spettatore. In questo scatto, un particolare de L’albero della vita dal Fregio per Palazzo Stoclet a Bruxelles e delle texture ispirate a Gustav Klimt.

Dalle pareti al pavimento, le immagini delle opere diventano un unico flusso continuo di forme fluide e smaterializzate in motivi evocativi dell’arte di Klimt, dagli esordi fino agli ultimi dipinti. Una dopo l’altra, le 700 immagini selezionate esprimono una visione completa dell’opera del pittore, altrimenti impossibile da ammirare in un unico evento espositivo, che mi rende parte integrante del suo mondo simbolico, enigmatico e sensuale, riprodotto con eccezionale impatto visivo e reso ancora più emozionante dalla colonna sonora che accompagna la visione. Le musiche di Strauss, Mozart, Wagner, Lehár, Beethoven, Bach, Orff e Webern mi fanno immergere ancora più nel profondo nell’universo artistico di colui che ha dedicato tutta la sua produzione artistica alla rappresentazione dell’universo femminile.

Klimt Ritratto di Adele Bloch-Bauer I

Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, dipinto da Klimt nel 1907, e conservato alla Neue Galerie di New York

Sì, perché per Klimt, la donna era una grande e meravigliosa ossessione. Il tema della donna infatti, è sempre stato centrale nella sua ricerca artistica: il richiamo irresistibile dell’universo femminile trova piena espressione nei suoi dipinti, dove ritrae una sorta di personale gineceo da cui è esclusa la presenza maschile. Ma insieme all’universo femminile Klimt, focalizzava la sua attenzione anche all’eros, che interpretava come esperienza totalizzante, generatrice e distruttrice, all’interno della quale la donna rappresentava un universo misterioso e inquietante.
Nella sua visione, è solo grazie alla donna che l’uomo ha la possibilità di incontrare le oscure potenze che abitano l’eros ed è proprio seguendo questo suo pensiero che enfatizza e identifica il mistero della donna, detentrice di ogni potenza erotica.

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Guardando le sue opere non posso fare a meno di notare quanto l’eros sia attivo nei suoi dipinti attraverso la forma di un’energia che investe e domina il processo esecutivo fino alla forma finale, proprio come lo fu nella sua vita, dove la presenza femminile fu fondamentale e costante. Emblematica, a tale proposito, la figura e la presenza di Emile Floge, cognata del fratello Ernst, che divenne sua musa e inseparabile compagna, oltre che la protagonista della maggior parte delle sue opere, tra cui forse anche il celebre Bacio. Ma nonostante il profondo legame e l’eccezionale complicità, i due non si sposarono mai e anzi, coltivarono entrambi diverse relazioni parallele che fecero scalpore nelle cronache mondane dell’epoca, tanto che Klimt ebbe ben 14 figli da madri diverse.

klimt experience 2
Tornando a concentrarmi sulle sue opere, è evidente come la centralità dell’eros e la rappresentazione della sessualità nei suoi dipinti assuma le forme di una potenza liberatrice, influenzata dalle ricerche freudiane sull’universo onirico e i labirinti della psiche e il celebre Bacio ne è forse l’esempio più evidente. Dipinto nel 1908 e ormai riconosciuto come la principale icona e sintesi perfetta dell’estetica klimtiana, quest’opera rappresenta il coronamento del “periodo d’oro” dove Klimt sviluppa il motivo dell’abbraccio enfatizzandone gli aspetti erotici, con il preciso intento di celebrare l’eros, capace di trascendere le antitesi tra sesso maschile e femminile.

bacio klimt experience
Grazie ai macroingrandimenti dei dettagli delle sue opere, che scorrono sugli schermi a 360° della Experience room, riesco a comprenderne in modo più approfondito la tecnica pittorica e la conseguente lettura stilistica, che mi coinvolge appieno nel percorso sviluppato da Klimt. Infatti, se nel 1885 utilizza per la prima volta l’oro all’interno di una delle sue opere, sedici anni dopo l’artista viennese abbandona lo stile aureo per l’utilizzo di nuove gamme cromatiche ed effetti luministici, grazie allo studio delle opere di Toulouse Lautrec e dei Fauves, ammirate a Parigi e che rappresentarono il punto di partenza del suo rinnovamento stilistico, di cui la Giuditta II (totalmente diversa dalla prima versione del 1901) è il massimo esempio.

Klimt Giuditta 1 e 2

Sullo schermo centrale Giuditta I, dipinto nel 1901 e conservato alla Oesterreichische Galerie im Belvedere di Vienna. Sugli schermi laterali Giuditta II, del 1909 e custodito nella Galleria Internazionale d’Arte Moderna‐Ca’ Pesaro di Venezia.

La proiezione è terminata, ma l’entusiasmo e l’emozione di aver vissuto questa straordinaria esperienza non finiscono con l’ultimo fotogramma, che per fortuna ultimo non è, visto che la proiezione è in loop: alla conclusione segue un nuovo inizio, così posso godermela di nuovo e rimanere ancora per un po’ immersa in questo universo klimtiano che sono certa conquisterà anche voi.

 

KLIMT EXPERIENCE
Klimt experience affiche
MUDEC – Museo delle Culture di Milano
Via Tortona, 56 – Milano
Fino al 7 gennaio 2018
Orari:
Lun 14.30 -19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 – 19.30 | Gio, Sab 9.30-22.30
(Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura)
Biglietti: Intero € 12,00 | Ridotto € 10,00
Informazioni e prenotazioni: www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917

 

 

 

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