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A 50 anni Silvia ripercorrerà il cammino della ritirata di Russia

Insieme a nove compagni d’avventura uomini, la Ostinelli dal 18 gennaio affronterà 10 giorni di trekking nella steppa, lungo il percorso che 75 anni fa vide la tragica odissea della Divisione Tridentina: “Un viaggio nella memoria”, spiega, “per rendere omaggio ai caduti, tra i quali mio zio”

 

Serie 08 - Warwarowka, Garbusowo, Ribalzin, Shukowo 21
Quanto è importante la nostra Storia, quella con la S maiuscola? Dovrebbe esserlo sempre tanto e per tutti, e per alcuni per fortuna lo è davvero, al punto di volerla ripercorrerla. Per non dimenticare, e per rendere omaggio a chi a quella Storia ha dedicato la vita. C’è infatti un gruppo di persone che il prossimo 18 gennaio affronterà 10 giorni di trekking nella steppa russa, lungo il percorso della ritirata del Corpo d’Armata Alpino in Russia della Divisione Tridentina, a 75 anni da quella incredibile tragica odissea.
Oltre al significato, profondo e importante, va detto che non si tratta affatto di un semplice viaggio, perché i partecipanti percorreranno a piedi i circa 200 km con una media di 20/30 km al giorno, in condizioni climatiche a dir poco problematiche, visto che le temperature oscillano tra i -10 e i –20 gradi. I pasti saranno solo a base di barrette energetiche e le soste notturne verranno effettuate presso abitazioni private e locali pubblici quali scuole e centri di accoglienza, dormendo esclusivamente in sacco a pelo.

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Un viaggio della memoria dunque, seguendo le stesse orme di chi 75 anni fa ha creduto in un ideale e nella Patria, e che così ci racconta il suo organizzatore, Danilo Dolcini: “Seguiremo il percorso della Divisione Tridentina, dal fiume Don a Nikolajewka, la famosa località nella quale il 26 gennaio 1943 i sopravvissuti del Corpo d’Armata Alpino riuscirono a rompere l’ultimo anello della sacca nella quale le truppe sovietiche avevano chiuso i nostri uomini in quel lontano inverno. Ho scelto questa immagine perché racchiude tutta l’essenza di questo viaggio dove in realtà non c’è quasi nulla da vedere e quasi nessuno da incontrare. Ma è il solcare la neve in quei posti e in quei giorni… è “solo” questo il viaggio. L’essenza è la neve infinita, il silenzio, le balke, il freddo e il restare da solo con i propri pensieri. Non è un viaggio da tutti, ma soprattutto non è per tutti: molti mi chiedono: “Ma chi te lo fa fare?”. Non potranno mai capire, anche perché per capire dovrebbero leggere e soprattutto dovrebbero aver avuto la fortuna di parlare con i reduci. Io ricordo sempre con tanto piacere anche il (un po’) “mio” colonnello Andrioli, reduce della Divisione Julia e prigioniero nei campi sovietici; ricordo i suoi racconti fatti di dolore, quando distoglieva lo sguardo da me per andare a cercare quei momenti e i suoi ragazzi, come lui li chiamava. E io che cercavo di capire senza ovviamente riuscirci. Questo viaggio serve a questo: a capire un po’ di più, a non dimenticarli, a omaggiarli, tutti quanti nessuno escluso”.

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Tra i 10 partecipanti, una sola donna affronterà questa esperienza, che ha già compiuto una volta. Lei è Silvia Ostinelli, splendida cinquantenne, che a pochi giorni dalla partenza ci dice: “Per la seconda volta parteciperò a questo lungo e faticoso “viaggio” da farsi quasi interamente a piedi. Un’esperienza unica nel suo genere, di una bellezza straordinaria per i luoghi e soprattutto per la loro memoria. Avrò bisogno di poco, di uno zaino, di un sacco a pelo, di forza fisica e concentrazione. Serve che ognuno rimanga concentrato sul proprio obiettivo se si vuole arrivare, altrimenti si può anche fallire. Ma il premio sarà enorme. Camminerò nella steppa, nella storia, a stretto contatto con una natura generosa, fatta di grandi silenzi e di sconfinati orizzonti. Sarà impossibile non sentire le voci dei nostri soldati e non toccare una terra che è fatta anche di sangue. Un viaggio che non è per tutti, non solo per la fatica fisica. La tua testa deve volere un viaggio così, lo devi sentire dentro da sempre. A volte non bastano i libri per capire la storia, a volte devi viverla sulla tua pelle.”

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Silvia
è una donna colta, simpaticissima e coraggiosa, che alla domanda su qual è la necessità che la spinge a vivere questa esperienza, risponde: “Quei luoghi sono per me sacri e avevo bisogno di onorarli. In quella terra riposa infatti mio zio Abbondio, un caporale del 45esima Brigata Morbegno, Divisione Tridentina. Il mio viaggio è dedicato a lui, che a 21 anni ha donato all’allora sua Patria quello che aveva di più prezioso: la sua giovane vita e io voglio essere degna del suo sacrificio. L’unica cosa che mi avvicina a lui è proprio ripercorrere il suo percorso. Ecco cosa mi ha spinto, mi spinge e mi spingerà a intraprendere un così particolare pellegrinaggio. E’ un viaggio dell’anima e del cuore, che sposa il mio interesse storico di quel periodo. Non solo ricorderò il sacrificio di mio zio, ma di tutti ma proprio tutti, i nostri soldati che parteciparono alla campagna di Russia”.

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E come unica rappresentante femminile dell’intero gruppo, Silvia non si sente un’eroina: “Essere l’unica donna non ha alcun valore aggiunto. Non devo fare gare o dimostrare a qualcuno la mia forza, è solo un caso. Anche  la volta precedente fui l’unica donna che concluse interamente il tragitto. Non nascondo però che la cosa mi sprona a dare il meglio, ma non è così importante. Sono sempre stata una donna libera, che non ha mai fatto le proprie scelte in base al proprio sesso, anzi. Ho fatto altri viaggi meravigliosi simili a questo nel contentuto, per esempio nello splendido deserto egiziano sul fronte di El Alamein, e a Takruna, in Tunisia a quota 141, in ricordo sempre dei nostri caduti durante la Seconda guerra mondiale. Evidentemente è la mia missione”.

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Quando chiedo a Silvia a chi consiglierebbe questo viaggio, mi risponde senza alcuna esitazione: “A chi lo vuole veramente. Un viaggio così bisogna averlo dentro da sempre, devi sentirlo nel tuo sangue e lo devi volere da una vita. E a tale proposito, colgo l’occasione per ringraziare la persona lo organizza, nonché un caro amico, Danilo Dolcini con il quale ho intrapreso più viaggi in Russia (questo è il quarto insieme). Lui è l’unica persona che sente e pensa i viaggi come me: basti dire che con lui non ho bisogno di parole, basta guardarci per capire quello che proviamo quando siamo in quei luoghi sacri”.

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Insieme a Silvia e a Danilo, il 18 gennaio partiranno anche Stefano Lupi, Davide Mazzocato, Roberto Bettinsoli, , Giancarlo De Stefani, Ezio Blegino, Andrea Scquizzato, Andrea De Felici, Christian Abate, Federico Scopel. A tutti loro va la nostra grande ammirazione per aver scelto di intraprendere questa esperienza, che se a loro regalerà emozioni forti e indimenticabili, in noi risveglia quel senso di storicità e memoria che non dobbiamo mai dimenticare.

 

 

 

 

 

 

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