pagelle sanremo
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Abbiamo dato le pagelle alle 20 canzoni del Festival di Sanremo

Il voto del nostro critico è quello del primo ascolto, con tutte le incognite e le possibilità di rivedere il giudizio quando i vari motivi, a furia di sentirli, diventeranno più familiari. Comunque per ora i primi della classe sono una signora di 83 anni e un big che purtroppo ci ha lasciato…

 

Dopo la prima serata del Festival, visto che, a differenza delle passate edizioni, quando i brani venivano suddivisi in due serate, l’impianto del direttore artistico Claudio Baglioni prevedeva la presentazione di tutte e venti le canzoni dei big, è già possibile fare i debiti confronti tra loro dopo il primo ascolto. Il mio giudizio e il mio voto, assolutamente personali, sono proprio quelli del primo ascolto perché, da sempre, la cosa che amo di Sanremo è lo scoprire tutte insieme un sacco di canzoni nuove e cercare di captare subito quelle che emergeranno sulle altre. A volte ci azzecco, a volte meno… Vediamo anche questa volta se il tempo mi darà ragione.

sanremo-festival-2018
1. ANNALISA
  Il mondo prima di te – Una canzone dal gusto internazionale che valorizza la sua voce. Parte su un registro basso, quasi blues, per poi aprirsi in un ritornello di grande presa, molto radiofonica. VOTO 7

2. ENZO AVITABILE CON PEPPE SERVILLOIl coraggio di ogni giorno – Un ritmo mediterraneo per un inno alle persone semplici che combattono per tirare avanti. VOTO 5,5

3. LUCA BARBAROSSA Passame er sale – Un valzerone  in romanesco che parla di una coppia insieme da anni. Senza infamia e senza lode. VOTO 5/6

4. MARIO BIONDI Rivederti  – Atmosfere un po’ da night o da film musicale Anni 50 con Frank Sinatra e acuto finale che non ti aspetti dal suo vocione. Ma purtroppo la canzone dice poco (e ha un’intro di pianoforte eterna…). VOTO 4,5

5. GIOVANNI CACCAMO Eterno – Un pezzo romantico, elegante, raffinato che parte piano piano per poi esplodere sul finale, interpretato magistralmente dal giovane cantautore siciliano. Potrebbe riservare sorprese. VOTO 7

6. RED CANZIAN Ognuno ha il suo racconto. Ok… la voce è quella inconfondibile dell’ex bassista dei Pooh, ma il pezzo è decisamente fuori dei canoni della band. Rock sinfonico, chitarre distorte, ritmo e cori in falsetto. Il Canzian mi ha convinto, aspetto l’album con curiosità. VOTO 8

7. DECIBEL Lettera dal Duca – Il Duca è ovviamente David Bowie, e anche nelle nel sound l’omaggio è evidente. Rock con contaminazioni pop ed elettroniche. A sorpresa non uscirà un repackaging dell’album della reunion, ma un cd di inediti. Apprezzabili anche in questa scelta. VOTO 7,5

8. DIODATO CON ROY PACI
Adesso – il giovane cantautore pugliese ritorna a Sanremo con un brano dal ritmo incalzante, ma che non convince. La tromba di Roy Paci arriva con un featuring finale, ma non basta a risollevare la situazione. VOTO 6

9. ELIO E LE STORIE TESE Arrivedorci – Se davvero è il saluto degli Elii al loro pubblico, non è certo un finale col botto. Brano con atmosfere beatlesiane dell’ultimo periodo, ma senza guizzi di originalità. Al Festival ci avevano abituati a ben altro. VOTO 5

10. ROBY FACCHINETTI E RICCARDO FOGLI Il segreto del tempo. una ballatona che rimanda inevitabilmente alle atmosfere di Uomini soli, con un testo ruffiano e una bella orchestrazione in crescendo, ma forse un po’ troppo classica. VOTO 6,5

11. MAX GAZZÉ La leggenda di Cristalda e Pizzomunno  – Un brano da musical con un testo estremamente poetico… Ma un po’ troppo fuori contesto. VOTO 6

12. THE KOLORS Frida (Mai, mai, mai) – Frida potrebbe essere la Khalo. Uso interessante delle percussioni… Il refrain “mai, mai, mai”  ti entra in testa e ti viene da chiamare un esorcista per scacciarlo. Le radio la ameranno e potrebbe avere ottima potenzialità all’Eurovision Song Contest. VOTO 7,5

13. ERMAL META E FABRIZIO MORO Non mi avete fatto niente – Un pezzo orecchiabile dal ritmo incalzante e con un testo che fa facile demagogia sul fatto che non dobbiamo darla vinta ai terroristi… In tanti la danno già come canzone vincitrice, e vincerà sicuramente nella programmazione radiofonica. VOTO 7

14. NINA ZILLI Senza appartenere – Un testo forte e femminista su una canzone soft pop che non esplode. L’incursione nel mondo pop tradizionale di una cantante soul come la Zilli non convince, quantomeno al primo ascolto. VOTO 5,5

15. NOEMI Non smettere mai di cercarmi – Una ballata pop piuttosto banale, ma che valorizza la potenza e le sfumature della sua voce. VOTO 6

16. RON Almeno pensami – Un inedito di Lucio dalla interpretato elegantemente dall’amico di sempre Ron. “Se vai lontano, scrivimi. Se è troppo buio, chiamami. Io e la notte siamo qua”. Brividi assicurati. Il premio della critica dovrebbe essere suo. VOTO 8,5

17. RENZO RUBINO Custodire – Il cantautore tarantino ritorna a Sanremo con un brano interessante,  vagamente con atmosfere Anni 80, che interpreta con teatralità ma un po sottotono rispetto ai suoi lavori precedenti. VOTO 6,5

18. LO STATO SOCIALE Una vita in vacanza – La band bolognese (inspiegabilmente nella categoria “Big”) affronta il Festival con un brano ritmato e ironico che potrebbe anche diventare un tormentone. Surreale. VOTO 6,5

19. ORNELLA VANONI CON BUNGARO E PACIFICO Imparare ad amarsi – A 83 anni il “vibrato” di Ornella ci regala ancora grandi emozioni e probabilmente il top della classe e dell’eleganza di questo Sanremo. Grande! VOTO 8,5

20. LE VIBRAZIONI Così sbagliati – La reunion della band sul palco dell’Ariston ci porta un bel pezzo  pop rock radiofonico, anche se forse un po’ troppo vicino allo stile dei Modà. VOTO 6,5

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