festival sanremo 2018 ap
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Solo al Festival si può accettare che Antonacci baci… Baglioni

Ma a due fighi come Biagio e Claudio si perdona tutto. Imperdonabili, invece, la chioma giallo Trump di Ron, la versione a 78 giri di “La vita è adesso” eseguita dal Volo e il discorso alla nazione di Pippo Baudo…

 

Comincia bene la seconda serata del Festival: Michelle Ridens, di ciclamino vestita, non sta zitta neanche se le sparano e, siccome non basta che parli, ci tocca anche sorbircela come la bionda Biancaneve canterina, accompagnata da un Baglioni che in due minuti vanifica 50 anni di carriera facendole da contraltare in falsetto: ma perchè???

sanremo festival 2018
Nuove proposte

Due su quattro le salvo: Lorenzo Baglioni, che non ha nessuna parentela con il Claudio nazionale, funziona. La messa in scena del suo Il Congiuntivo, che spopola da mesi su Facebook, diverte. Per la serie: sono il nuovo Gabbani, ma più bello!
Alice Caioli ha la stessa voce di Noemi e, nonostante il vestito della prima comunione in versione sexy, è brava e bella.

Look

Se la Vanoni in total black è così elegante da far dimenticare l’overdose di botulino e Michelle Ridens passa dal nude look di pizzo dorato al rosso fiamma, modello poppe al vento, anche stasera Nina Zilli batte tutti: il suo abito nero con il ricamo argentato é una meraviglia. Tra gli uomini, i Decibel in camicia rossa, cravatta nera e giacca di pelle sembrano la versione canora di Dylan Dog, mentre Sting si aggiudica il podio: ma quanto è bono?

Festival di Sanremo 2018 sting
Ospiti

Qualcuno dica a quelli de Il volo (che sembrano tre becchini) che la musica lirica ha anche altri brani, oltre a Nessun dorma, e che i tre tenori erano altri. E gli venga anche detto che quando duettano con Baglioni ne La vita è adesso, sembrano un 78 giri ascoltato su un mangiadischi con le pile scariche. Ma per fortuna c’è lui, mister l’ho scoperto io, quel Pippo Baudo, che porta avanti la sagra della terza età, e che assomiglia sempre di più a Napolitano. Eccolo esibirsi nel discorso alla nazione, ovviamente autoreferenziale, con tanto di podio da cui pontificare. Mancano solo le reti unificate. Che invece ci vorrebbero per Sting, perché quando sale sul palco lui, il mondo ringrazia. Anche se quando canta in italiano non è il massimo, quando duetta con Shaggy  raggiunge il top e riesce a far ballare anche le cariatidi dell’Ariston.
E che dire di Antonacci? Biagio, Biagio… con lo smoking sei così figo che ti si perdona tutto, anche le stecche. Ma tutto ‘sto buonismo, quello no, dai! E poi, non è perchè Michelle Ridens ha sdoganato il bacio mediatico che eri obbligato a sbaciucchiare Baglioni. Che però ‘sti baci se li è meritati tutti, perché diciamolo, ti ha fatto un gran regalo a farti duettare con lui in Mille giorni di te e di me.
La mia standing ovation però è tutta per il professor Roberto Vecchioni, che con la sua Samarcanda fa fare il corista a Baglioni e che ricorda che il fiore all’occhiello lo devono portare gli uomini. E poi, come si fa a non amare un uomo che ti chiede di chiamarlo ancora amore?

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In conclusione della seconda serata, due domande mi attanagliano: perché dopo il total white della prima puntata, Ron è tornato ad avere i capelli del colore di Trump? E chi è il vero idolo del Festival 2018?
Se alla prima è difficile rispondere, alla seconda è facilissimo: è l’unico e inimitabile (e voglio vedere dove lo trovate un altro con quella barba e senza le labbra) Beppe Vessicchio!

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