Pensa alla salute

Bambini, cani e gatti: i nostri cuccioli vanno difesi dal diabete

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Il mese di novembre è dedicato all'informazione su questa malattia che colpisce sia la popolazione umana, sia gli animali domestici. E proprio le analogie tra i sintomi che può manifestare un figlio piccolo e quelli di un pet devono convincere genitori e proprietari ad alzare il livello di attenzione. Perché ancora una volta prevenire è meglio che curare

 

Sono i nostri cuccioli, li consideriamo quasi come dei figli e per questo molte volte li definiamo, per l’affetto che ci danno e che noi diamo loro,  “bambini”. Perché in fondo, almeno sul piano dei rapporti affettivi, le analogie tra i cani e i gatti che vivono con noi e i nostri bambini veri sono parecchie, e ce ne rendiamo conto tutti i giorni. Ma se questo vale per i momenti lieti e giocosi della vita, può a volte funzionare anche in circostanze più impegnative. Come è emerso da un incontro organizzato da MSD Animal Health, azienda leader mondiale nel campo della farmaceutica veterinaria, che si è svolto a Milano nei giorni scorsi sul tema “La prevenzione del diabete nell’uomo e nei pet” ed è stato animato dagli interventi del dottor Pier Carlo Salari, medico chirurgo specialista in pediatria, nutrizionista e divulgatore scientifico, e del professor Federico Fracassi, professore associato presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna.


L’evento si inseriva nel ciclo di incontri con l’esperto “Il vet lo sa” che ha come obiettivo quello di contrastare la disinformazione sanitaria che circola online, portando alla diffusione di contenuti di carattere divulgativo corretti sui temi della salute animale. In particolare si è voluto affrontare il tema del diabete in vista della Giornata Mondiale del Diabete (che in realtà si è svolta su più giorni, dal 6 al 14 novembre) e del Mese del Diabete nel cane e nel gatto, che è appunto in corso per tutto novembre.
L’obiettivo era informare l’opinione pubblica su questa patologia che colpisce sia l’uomo, focalizzando l’attenzione sulla popolazione infantile, sia i nostri amici domestici a quattro zampe.
Per questo gli interventi dei due relatori hanno puntato sulle analogie tra il bambino e l’animale diabetici, partendo dalla definizione scientifica della malattia stessa e dai sintomi che, almeno inizialmente, sono gli stessi per l’uomo e per i cani e i gatti.
La parola diabete deriva dal greco “passare attraverso”: nel caso del diabete mellito quello che passa e si ritrova nell’urina è il glucosio, il cui aumento abnorme nel sangue comporta un sovraccarico di lavoro per il rene e la conseguente incapacità di quest’ultimo a trattenerlo. Le principali forme di diabete mellito sono il Tipo 1, che è caratterizzato dalla distruzione delle cellule del pancreas che producono l’insulina (l’ormone che fa penetrare e metabolizzare il glucosio nei tessuti)e colpisce soprattutto bambini e adolescenti, e il Tipo 2, più diffuso in termini numerici e dovuto per lo più a resistenza all’insulina: oggi sono circa 3 milioni (il 4,9% della popolazione) gli italiani affetti da diabete di Tipo 2 ee si prevede che diventeranno oltre 5 milioni nel 2030, mentre nel mondo sono oggi 366 milioni, cifra che nel 2030 salirà a 552 milioni.

mese iabete cane e gatto
Il diabete mellito di Tipo 1 esordisce tipicamente con poliura (abbondante produzione di urina), polidipsia (aumento della sete), polifagia (aumento dell’appetito) e perdita di peso, dovuta alla paradossale incapacità dell’organismo, in mancanza dell’insulina, di utilizzare il glucosio, che è una risorsa energetica fondamentale per l’organismo.
Dopo aver ricordato che, se non viene tempestivamente diagnosticato e curato (il Tipo 1 con l’insulina e il Tipo 2 con ipoglicemizzanti), il diabete può provocare complicazioni gravi, fino alle cecità e all’infarto, e avere sollecitato la prevenzione (importanti indicazioni in merito le trovate sul sito www.giornatadeldiabete.it) il dottor Salari ha spostato l’attenzione sull’universo infantile perché è responsabilità dei genitori individuare e non sottovalutare sintomi che potrebbero indicare nei loro bambini l’insorgenza del diabete: il bambino che beve tanto, che ha sempre bisogno di fare pipì, che non è sazio neppure a poca distanza dai pasti, che appare stanco e svogliato dovrebbe indurre la mamma e il papà a un dosaggio della glicemia, esame che, in  prima istanza, può essere effettuato con un semplice prelievo di sangue dal polpastrello di un dito e rientra tra i normali controlli che anche i bambini, come gli adulti, dovrebbero effettuare periodicamente.

diabete uomo
Proprio all’attenzione dei genitori nei confronti dei figli piccoli si è collegato il professor Fracassi nell’introdurre il tema del diabete di cani e gatti. Se i primi sono soggetti a diabete simile a quello di Tipo 1, i secondi si avvicinano di più al Tipo 2, il che crea un parallelismo maggiore con l’uomo. Le razze canine più predisposte al diabete sono i setter e i barboncini, mentre la patologia è assente nei boxer, e anche nel caso del cane i sintomi sono simili a quelli dell’uomo: l’amico a quattrozampe che ha sempre bisogno di bere, e al tempo stesso di urinare, che non è mai sazio e che manifesta difficoltà deambulatorie può essere affetto da diabete.

diabete animali
Per i gatti invece il nemico n.1 è la sedentarietà: il micio che vive sul divano, che ha abitudini alimentari sbagliate (per esempio, nutrendosi di troppi carboidati) e che diventa obeso è a rischio diabete. Quindi anche qui, come nel caso dei bambini, tocca ai proprietari accorgersi del comportamento atipico del proprio cucciolo, con un’azione di prevenzione. E anche in questo caso, proprio in questo mese dedicato, è possibile ricevere tutte le informazioni consultando il sito www.mesedeldiabetecanegatto.it
Il professor Fracassi ha sottolineato che la gestione del diabete ha ottime probabilità di aver successo se si segue un approccio globale che comprende oltre alla terapia insulinica la gestione del peso, del regime alimentare e del regolare esercizio fisico dell’animale.
All’inizio può sembrare impegnativo, ma una volta che i cani e i gatti diabetici sono stati stabilizzati possono condurre una vita normale e l’impegno richiesto non è così gravoso sia in termini di tempi che di costi.
Recentemente sono stati fatti notevoli progressi in campo veterinario per rendere più agevole la cura e la vita della nostra bestiola: dai pet food appositamente studiati per animali diabetici, alle penne per somministrare l’insulina senza ricorrere alla tradizionale siringa, ai glucometri da inserire sotto pelle.

diabete pet
L’importante messaggio da trasmettere ai proprietari è che la prognosi dipende dalla loro disponibilità, che può portare il loro animale ad avere una qualità e un’aspettativa di vita sovrapponibili a quelle di un animale sano. Il dovere, nei confronti dei nostri cuccioli, così come dei nostri bambini, è metterli in condizione di convivere con il diabete senza vedere la sua cronicità come una condanna. Nel segno di un principio ben esposto in una slide di MSD Animal Health: un’unica natura, uomini e animali.

 

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