Belli capelli

Beauty 50: conosci le parole che vanno usate dal parrucchiere?

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L’hair stylist ha un suo vocabolario con terminologie precise. Per non rischiare che le nostre richieste non vengano comprese, è bene usarle correttamente per essere capite e ottenere il risultato desiderato

 

Tra le persone di cui la maggior parte di noi signore non può farne a meno ce n’è una fondamentale. Stiamo parlando del parrucchiere! Le statistiche dicono che l’85% delle donne si reca con regolarità dal proprio coiffeur e tutte noi sappiamo bene quanto sia importante averne uno di fiducia. Perché i capelli sono uno dei primi biglietti da visita con cui ci presentiamo a noi stesse e agli altri e non c’è nulla di più irritante e deprimente di una piega, un colore, un taglio o un’acconciatura sbagliata.
Quante volte ci è capitato di essere giù di morale e di trovare il modo di risollevarlo proprio grazie all’intervento del nostro parrucchiere di fiducia? Cambiare il proprio look dando un taglio alla chioma è da sempre sintomo di un cambiamento più profondo, una svolta che esteticamente si concretizza proprio con l’intervento di quel parrucchiere che nell’era 2.0 è diventato l’hair stylist. Per rimanere il passo coi tempi e non rischiare che le nostre richieste non vengano comprese, è bene conoscere quali sono le terminologie corrette per essere sicure di essere capite e ottenere il risultato desiderato.

donna-parrucchiere
Eccovi dunque un elenco delle terminologie da utilizzare dal coiffeur. Un vero e proprio glossario beauty che vi permetterà di andare dal vostro hair stylist comunicando nella sua sua stessa lingua ed evitandovi spiacevoli incomprensioni che vi metteranno al sicuro da pessimi risultati e in linea con le nuove tendenze.

PIEGA

piega
BEACH WAVES:
è una piega mossa ondulata ma ordinata che si ispira alle onde che vengono naturalmente al mare.

S-WAVES: chiamate anche snake waves. Sono le onde di maggior tendenza, ovvero create con un movimento a serpente su una base quasi liscia.

TORCHON: è una piega mossa e morbida che sta tra le beach wawes e le snake wawes.

ACCONCIATURA

acconciatura
UPDO:
significa capelli raccolti. Ah, se volete uno chignon il vostro parrucchiere apprezzerà di più la parola bun.

BUN: è quello che una volta si chiamava chignon che nella versione attuale si può portare alto o basso oppure nella versione MESSY BUN , rivisitazione più moderna, casual e naturale.

TAGLI

taglio
BANG:
è la “banale” frangia. In versione corta per le più coraggiose e lunga per coprire le rughe della fronte

TAGLIO PIXIE: è il taglio corto con il ciuffo più o meno lungo davanti.

DÉGRADÉ: è il classico taglio scalato, che modifica la lunghezza dei capelli seguendo una scalatura.

BOB: è il classico caschetto, molto in voga negli Anni 60, quello che una volta veniva chiamato anche carrè e che ha una lunghezza pari che arriva alle orecchie. Il LONG BOB è la versione più lunga.

SOB: è la versione più corta del bob che nella parte posteriore copre appena la nuca mentre davanti incornicia il viso con una lunghezza che arriva appena sopra il mento.

WOB: è una variante più destrutturata e leggera del bob. Un po’ più lungo, arriva fin quasi alle spalle con un effetto wavy, a onde morbide.

SHAG: è un bob molto scalato con frangia e basetta corta, d’ispirazione Anni 70.

COLORE

colore
TONALIZZANTE:
è un riflessante da applicare sui capelli dopo la tinta per rendere il colore più naturale.

CRAZY COLOR: si applica sui capelli naturali o colorati che si scarica dopo 4/5 lavaggi. Potete osare con colori shock o con quelli più naturali.

SHATUSH: la tecnica di schiaritura inventata da Aldo Coppola rende i capelli più chiari da una a quattro tonalità rispetto al colore di partenza.

CAMOUFLAGE: è una colorazione per camuffare in pochi minuti i capelli bianchi.

MECHÈS: sono la stessa cosa dei colpi di sole, ma realizzate con ciocche più larghe e con un contrasto maggiore.

BALAYAGE: è una schiaritura che si realizza con ciocche a 45 gradi in modo tale da uniformare bene i toni chiari con quelli scuri, senza striature ispirandosi all’idea di ricreare il colore che i capelli prendono quando si passa molto tempo al mare, sotto il sole. Per realizzare il balayage non si usa più la carta stagnola, ma delle cartine di gomma.

 

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