Il mito del cliente ideale nell’architettura

Ascolto, personalizzazione e realtà: perché non esiste un cliente ideale ma diverse esigenze da interpretare per costruire un progetto efficace

Negli ultimi anni la figura dell’architetto è cambiata profondamente, complice anche l’impatto di Instagram, Facebook e degli altri social media che ne hanno trasformato linguaggi e percezione. In questo scenario si inserisce un altro tema oggi molto discusso, quello del cosiddetto “cliente ideale”, spesso raccontato in modo distante dalla reale pratica professionale.

Il concetto di cliente ideale

La maggior parte di chi tiene corsi su come affacciarsi al mondo social, subito dopo il concetto di “architettura di nicchia”(di cui ho parlato nel mio ultimo articolo), passa alla fase successiva, che è quella di identificare il tuo interlocutore perfetto. E’ come chiedere a una persona, uomo o donna, di definire il proprio compagno ideale. Secondo voi la scelta cadrebbe su una persona con un pessimo carattere, poco affascinante, sempre triste e scorbutica o su una con un ottimo carattere, piena di fascino, allegra e di buona compagnia?

Il rapporto architetto-cliente come chiave del progetto

In ottica professionale, il cliente ideale viene generalmente descritto come una persona con adeguate disponibilità economiche, capace di instaurare un rapporto di fiducia con l’architetto e di mantenere un dialogo aperto e collaborativo. Questa relazione favorisce una comprensione reciproca e consente di raggiungere un risultato finale soddisfacente per entrambe le parti. L’obiettivo è avere un cliente soddisfatto e un architetto professionalmente appagato, condizione che permette di gestire in modo costruttivo anche eventuali imprevisti durante l’esecuzione dei lavori, evitando conflitti e portando a termine il progetto in modo efficace.

La realtà professionale

Ma qual è la realtà dei fatti? Che non esiste un cliente “ideale”, quanto diverse tipologie di persone che hanno provenienza, esigenze, possibilità economiche ed un concetto dell’architetto completamente diversi uno dall’altro. E, naturalmente, non bisogna trascurare l’aspetto psicologico, che influisce enormemente nel rapporto tra cliente e professionista. E’ fondamentale che un bravo architetto sappia valutare chi ha di fronte per capire fino in fondo che tipologia di progetto proporre.

L’ascolto come punto di partenza

Il punto di partenza è indagare, fare domande, ascoltare attentamente tutte le esigenze, le aspettative e i dubbi di chi si ha di fronte. Solo allora, chiedendo e indagando a fondo, il professionista può iniziare a formulare un’idea di massima di progetto, sulla quale confrontarsi con il committente, con il quale chiarire alcuni aspetti fondamentali di tempistica, budget, gusto personale.

Quando il progetto nasce dal dialogo

Per ottenere un ambiente che rispecchi davvero esigenze e aspettative, è fondamentale che il cliente si racconti fino in fondo. L’architetto ha il compito di accompagnarlo lungo tutto il percorso, dalla fase preliminare alla consegna, guidando le scelte con la propria esperienza ed evitando soluzioni tecnicamente non non attuabili o non auspicabili.

Il progetto si guida, non si impone

I consigli e la guida però non devono mai essere prevaricanti o rimanere senza una spiegazione logica, con un semplice “si fa così perché lo dico io che ho esperienza”. Ogni passo, ogni scelta dev’essere discussa con chi si ha di fronte e tutto dev’essere spiegato in modo chiaro e non troppo tecnico, in modo da essere capito fino in fondo. Ricordiamo che è il committente a vivere quotidianamente lo spazio progettato, che deve percepire come proprio e nel quale sentirsi davvero a proprio agio.

Il vero obiettivo è la soddisfazione del cliente

La domanda è se sia più corretto avere un risultato finale da pubblicare sui social perché rispecchia perfettamente il nostro stile, qualsiasi esso sia. Oppure fare delle concessioni alle vere esigenze di chi abiterà lo spazio che abbiamo progettato, anche se non siamo entusiasti al 100% delle scelte che sono state fatte. Io personalmente propendo per la soddisfazione del cliente, con il quale cerco sempre di instaurare un rapporto di ascolto, di dialogo e fiducia reciproci, o almeno ci provo.

Federica Zucchi è un’architetta milanese, laureata al Politecnico di Milano. Specializzata in ristrutturazioni residenziali e terziarie, cura ogni fase del progetto, con attenzione a funzionalità, estetica e arredi su misura per valorizzare il comfort e la personalizzazione degli ambienti.  Dal 1997 è anche Coordinatore per la Sicurezza nei cantieri. Per consulenze scrivere: federicazucchi.posta@gmail.com
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