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In Tv tornano le grandi piccole bugie delle madri cinquantenni

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Dopo il successo e i premi ottenuti dai sette episodi della prima stagione, la serie Tv Big Little Lies avrà un seguito. E scopriremo così altri inquietanti segreti delle cinque donne di Monterey legate dai loro bambini, che frequentano la stessa scuola, e da un caso di omicidio

 

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Da sinistra: Zoë Kravitz, Nicole Kidman, Shailene Woodley e Reese Whiterspoon e Laura Dern.

Ci sono serie televisive che lasciano il segno e, quando si amano la letteratura e le trame appassionate e appassionanti, quello che a me piace definire il cinema televisivo crea dipendenza. Perché i personaggi e le storie raccontate in modo seriale sono quelle che ci ancorano allo schermo, che non ci fanno perdere una puntata e che ci fanno tenere le antenne alzate in attesa della stagione successiva.
E’ quello che mi è successo guardando recentemente Big Little Lies, miniserie in 7 puntate, già vincitrice di numerosi premi, tra cui 6 Emmys e 4 Golden Globe. La miniserie di Hbo, che racconta il subdolo mondo delle violenze domestiche, e che vedeva nel doppio ruolo di produttrici e protagoniste Nicole Kidman e Reese Whiterspoon, è un meraviglioso esempio di quando talento e professionalità siano le vere armi vincenti per avere successo.

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La buona notizia è che finalmente è stata annunciata la seconda stagione, che proprio come la prima si comporrà di 7 episodi e che, secondo indiscrezioni ufficiali, svilupperanno le storie delle protagoniste di questa imperdibile fiction, nata per essere autoconclusiva ma che grazie al planetario successo ottenuto da pubblico e critica, ora avrà il tanto atteso seguito.
A accezione del regista Jean-Marc Vallée, già impegnato su un altro set, e sostituito da Andrea Arnold, le magnifiche protagoniste hanno già confermato la loro presenza: così accanto alle già citate straordinarie Nicole Kidman e Reese Whiterspoon, ritroveremo le altrettanto straordinarie Laura Dern, Zoë Kravitz e Shailene Woodley.

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Cinque donne
che interpretano cinque personaggi dalle vite apparentemente molto diverse, ma con dei tratti che le accumunano e che sono la base per creare l’intreccio narrativo. Tutte cinque infatti sono madri di bambini di 6 anni, che frequentano la stessa scuola e che hanno avuto in età matura, se si pensa che sia la Dern che la Kidman sono splendide cinquantenni. Ma se l’impressione è che le loro vite di coppia siano quanto meno… normali, fin dall’inizio ci si rende conto di quanto il concetto di “normalità” sia opinabile. Impossibile non affezionarsi a Celeste, Madeline, Jane, Bonnie e persino a Renata, che delle cinque è quella a cui è stato affidato il ruolo dell’antipatica isterica ricca rompicoglioni.

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Ma perché mi è piaciuta così tanto questa prima stagione?
I motivi sono più di uno: le cinque attrici sono di una bravura eccezionale e la trama gialla, gestista attraverso i flashback che interrompono la tranquilla vita di provincia, ha la giusta dose per mantenere elevata la suspense e il grande pregio di non polarizzare l’attenzione sulla risoluzione del mistero, bensì sulle vicende delle cinque protagoniste, che quel mistero lo nutrono attraverso il racconto delle loro vite. Vite al limite, dove il terribile spettro delle violenze domestiche fa da comune denominatore e dove le cinque signore in questione dimostrano in ogni scena, cosa significhi essere donna al giorno d’oggi. Gli uomini ne escono malissimo e certo, direte voi, sull’onda degli ultimi scandali sessuali legati alle molestie dello star system Hollywoodiano, Big Little Lies vince facile, perché mai come in questo momento il power woman è sotto i riflettori. Ma, se ci lasciamo alle spalle queste superficiali considerazioni, ci rendiamo conto di quanto le donne siano ancora vittime inconsapevoli del sogno di quel principe azzurro che in realtà non esiste nemmeno nelle fiabe. Di quanto ogni donna creda nell’amore e di quanto, troppo spesso, non solo sia la sola a crederci ma ne diventi dipendente al punto tale da non riuscire a riconoscere l’abuso, come nel caso del personaggio di Celeste interpretato dalla Kidman. O di non riuscire a convivere con l’abuso subìto che è sotto i propri occhi costantemente perché da quello stesso abuso è nato un figlio, come nel caso di Jane, il personaggio interpretato dalla Woodley.

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Non voglio spoilerare il finale risolutivo della prima stagione per non togliere il gusto a chi ancora non ha visto Big Little Lies, ma sappiate che quando ci sono di mezzo le donne la giustizia trionfa sempre, perché è proprio quello il motore che le spinge ad agire per il meglio. Non si tratta di vendetta, ma di giustizia. E, a quanto pare, nella seconda stagione verranno a galla le motivazioni che hanno permesso che giustizia fosse fatta. Dunque non resta che aspettare, sperando che non ci voglia troppo tempo per continuare a vivere le vite di queste straordinarie cinque donne, che dopo la prima stagione sono già diventate delle nostre amiche.

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