La favola di Silvia, diventata una scrittrice grazie ai suoi bambini

Una maestra di Busto Arsizio ha pubblicato “Frullato”, suo primo racconto per l’infanzia, che ben conosce, non solo perché mamma, ma anche per il suo lavoro. E agli adulti dice: “Se hai un sogno, non smettere di crederci”

 

Non è mai tardi per scoprire il proprio talento. Silvia Speranza, insegnante di sostegno di scuola primaria di Busto Arsizio, in provincia di Varese, lo ha scoperto adesso ed è quello della scrittrice di favole. Che l’ha portata a pubblicare Frullato, storia di uno strano cucciolo che è un miscuglio di tanti animali: ha le unghie di un gatto, i denti aguzzi di un cane, le orecchie sempre all’erta di un lupo e la velocità di un puma, ma in realtà è… Un’identità da non svelare per non… spoilerare. Ma torniamo al talento.

Come lo ha scoperto, Silvia? E perché dedicarlo all’infanzia?
Lavorando nella scuola primaria, ho il privilegio di stare ogni giorno con i bambini che in quell’età conservano ancora lo stupore, il piacere e l’entusiasmo più limpidi e genuini. È un tempo in cui imparare a fare i conti con la scoperta delle proprie fragilità e a gestire i piccoli fallimenti e i conflitti. Il compito che spetta a noi “grandi” è quello di aiutarli a trasformare le difficoltà in punti di ripartenza per trovare il proprio equilibrio, la propria centratura per diventare ragazzi e poi adulti sereni. Ed è a loro e ai miei due figli, Andrea, di 14 anni e Anita, di 8, che penso quando un’idea, una “storia” inizia a svolazzare tra i miei neuroni canterini. Per lavoro e per passione leggo moltissimo e in modo onnivoro. Per diletto scrivo, da sempre. Da che mi ricordo ho sempre scritto tantissimo, anche se in realtà senza un fine preciso, senza una meta. Quando ero una bambina e poi una ragazza scrivevo, come molti, un diario ma mai in modo non metodico e spesso poi terminato un quaderno, dopo qualche tempo, lo buttavo e ne ricominciavo un altro.

Ma come è arrivata alla sua “opera prima”?
Non avevo mai pensato di pubblicare qualcosa. In generale ho sempre scritto un po’ ovunque, a scuola, sul treno, in giardino, in vacanza… Il rifugio dove rimettere ordine a questo turbinio di voci è la mia casa. Lì, riorganizzo le mie “visioni” e metto me stessa in ascolto delle parole cercando di restituire loro, il ruolo da protagonista. Poi, due estati fa, mentre ciondolavo per il mio giardino, ho scritto un racconto per bambini. A me è piaciuto subito per la sua carica ironica e un po’ dissacrante. Dopo averlo testato sui miei figli, e aver ottenuto la loro approvazione, ho pensato che forse avrei potuto tentare di mandarlo a qualche casa editrice. E così ho fatto. Con mia grande sorpresa, proprio quel Natale, la piccola casa editrice Zoo Libri di Reggio Emilia mi ha risposto accettando di pubblicare il mio racconto Frullato e di dare voce e corpo alla mia storia. Un’emozione grandissima! E ora che ho tra le mani il “mio” libro, mi sembra ancora un sogno. All’inizio di aprile sono stata alla Book Fair di Bologna per l’editoria dell’infanzia, un’esperienza fantastica ed arricchente. La scrittura e la lettura sono spazi aperti, sono delle Agorà dove ci si incontra, si dialoga, si scambiano emozioni, idee, esperienze, passioni.

Visto che parliamo di favole, qual è la morale non del suo racconto, ma della sua vita?
La morale è che non bisogna mai darsi per vinti. Non conta l’età, non contano gli ostacoli, le difficoltà, la fatica… Ciò che conta è la voglia di farcela, la propria carica, l’energia e la gioia che ci si mette nel realizzare un sogno, un’idea. Io poi sono un po’ fatalista. Se tutto va come deve, bene. Altrimenti, pazienza… Nel mio caso mi ero detta: comunque vada, mi sono divertita a scrivere questo racconto e se non lo pubblicherò potrò sempre leggerlo ai miei figli e ai miei bambini a scuola. Il mio pubblico Vip per eccellenza.

https://www.zoolibri.com/product-page/frullato

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