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La mamma fifty che apre pozzi in Africa in ricordo di suo figlio

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Si chiama Elisabetta Cipollone, vive alle porte di Milano e ha deciso di superare il dolore per la perdita del suo Andrea, ucciso da un'auto a soli 15 anni, finanziando lo scavo di fonti d'acqua in Etiopia. "Tutto è cominciato quando ho trovato un disegnino che lui aveva fatto da bambino", spiega

 

Quella di Elisabetta Cipollone, milanese di 57 anni, è la storia di una mamma che, di fronte a una grande ingiustizia che le ha cambiato la vita, ha fatto una scelta. Poteva lasciarsi sopraffare dal dolore, e invece ha scelto di vivere  in modo che la sua perdita si traducesse in vita per altri, facendo rivivere il sogno del figlio: portare l’acqua in Africa. Insieme al VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, questo sogno si è trasformato nel progetto Un pozzo per Andrea, nell’ambito del quale dal 6 al 14 marzo sono stati inaugurati altri 7 pozzi nelle regioni di Gambella e Tigray, che vanno ad aggiungersi ai 17 già costruiti.

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 Tutto è cominciato dal disegnino di un bambino

Il figlio di Elisabetta, Andrea De Nando, è scomparso il 29 gennaio 2011, a soli 15 anni, investito mentre attraversava le strisce pedonali fuori dall’oratorio. Viveva con la sua famiglia a Peschiera Borromeo, in provincia di Milano e aveva affidato al suo diario di bambino il sogno di portare l’acqua nei Paesi del Sud del mondo.
“Raccogliendo le sue cose col cuore a pezzi”, racconta, “ho ripescato dei disegnini che aveva fatto a 9-10 anni. Su un foglietto aveva disegnato un Babbo Natale che dava la Coca Cola a un bambino nero e sotto aveva scritto: ho sete. Attorno a questo tema dell’acqua c’erano molti altri disegni. Credo che fosse rimasto colpito da un viaggio che avevamo fatto in Egitto e in Tunisia. Aveva visto i bambini come lui tirar su da pozzi scavati a mano acqua nera che poi bevevano. E tornando mi aveva chiesto: mamma facciamo anche noi un pozzo?

andrea di nardo
Da allora mamma Elisabetta non ha mai smesso di lottare per realizzare il sogno del figlio. Insieme al VIS ha cercato fondi e supportato la realizzazione di 24 pozzi in Etiopia, presenziando all’inaugurazione di tutti, uno per uno.
“Stanchissimi, ma felici”,  ha spiegato al ritorno da uno dei suoi viaggi, “abbiamo inaugurato 7 pozzi e preso visione di nuovi siti per la continuità. Sogno di creare un punto d’acqua lungo la linea di confine tra Etiopia ed Eritrea. Spero di realizzare anche questo obbiettivo, che simbolicamente vorrebbe dire molto e chiamarlo The peace well”. Costruiamo ponti e non muri».

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 Tante altre persone oggi sono coinvolte 

Dal grande dolore per la morte di Andrea, Elisabetta ha reagito cercando di far rivivere suo figlio in ogni persona che può attingere acqua grazie a ciascuno dei pozzi ed esortando  tante altre persone colpite da un dolore simile al suo a fare lo stesso.
Infatti, negli anni, oltre a impegnarsi pienamente nella realizzazione del progetto, dalla raccolta fondi all’inaugurazione, continua a testimoniare la sua storia coinvolgendo altri e facendo rivivere in questo modo il ricordo delle persone care scomparse, dedicando loro dei pozzi.

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Il progetto di Elisabetta è sostenuto da aziende e privati, sconosciuti e amici cari. Due degli ultimi pozzi inaugurati, per esempio, sono stati pagati da sue amiche: una che ha perso anche lei il figlio in un incidente stradale e un’altra che invece ha perduto la sorella per una malattia. Una terza amica organizza ogni anno una festa per raccogliere i soldi necessari a un singolo pozzo, dagli 8 ai 10 mila euro.
“Ogni volta che ne mettiamo in funzione uno”, racconta Elisabetta, ” la gente del villaggio balla, ci offre quel poco che ha. È gioia allo stato puro, la loro gratitudine mi emoziona moltissimo. Per il 2019 è prevista la costruzione di 4 nuovi pozzi, per i quali sono già al lavoro per cercare fondi. È il bene di Andrea che dilaga”.

 

5 Comments

  1. Carmela

    5 Maggio 2019 at 5:54 pm

    Buonasera, come posso contattare la mamma Elisabetta per donare il mio 5 per mille ?

  2. Carmela

    5 Maggio 2019 at 5:54 pm

    Buonasera, come posso contattare la mamma Elisabetta per donare il mio 5 per mille ?

  3. Giovanni Dal pra

    29 Giugno 2019 at 10:22 pm

    Vorrei aiutare

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