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Love 50: dormire in letti separati non raffredda la coppia, anzi…

Dopo anni di convivenza, passare la notte in camere differenti aiuta a risolvere vari problemini che altrimenti possono logorare la relazione. E, per quanto riguarda l’intimità, subentra il fascino dell’incontro inatteso

 

Andare a letto insieme non è più indice di coppia affiatata e pronta a farsi travolgere dalla passione. Anzi, passata una certa età e dopo anni di convivenza, può risultare più stimolante coricarsi su materassi diversi e magari anche in camere differenti. Lo confermano le cifre, in base alle quali, secondo un sondaggio della National Sleep Foundation,  il 25 per cento delle coppie che vivono insieme da più 10 anni scelgono i letti separati, senza che per questo giudichino in crisi la loro relazione di coppia. Il fatto è che condividere forzatamente per parecchie ore un’area di circa 4 metri per 5 comporta una serie di compromessi che, reiterati ogni santa notte, rischiano di minare le basi della reciproca tolleranza.

C’è chi cerca il buio e chi ha bisogno che dalla tapparelle filtri un filo di luce, chi vuole la porta aperta e chi preferisce chiudersi dentro, chi non si addormenta se non tiene accesa la Tv e chi è disturbato dallo schermo, chi legge fino a tardi e chi vorrebbe crollare appena si distende, chi dorme avvolto come una mummia in lenzuola e coperte e chi vi si adagia sopra d’inverno e d’estate, quando oltre tutto si inserisce il dilemma conflittuale dell’aria condizionata, accesa o spenta. E poi ci sono quelli o quelle che nel sonno si agitano come se fossero su un ring di wrestling e quelli o quelle che scalciano ripetutamente il partner. Per non parlare della madre di tutte le molestie notturne, ovvero il russare, che sia ripetuto o sporadico, a fischio, a trattore o a soffione.

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Dunque di fronte a tutte queste eventualità che riportano tutte le coppie a situazioni da Casa Vianello ( lui che leggeva la Gazzetta e lei che scalciava lamentando “che barba, che noia, che barba!”) la via di fuga, nel verso senso della parola, è cambiare letto e locale. Anche perché, come ha ricordato il famoso avvocato matrimonialista Cesare Rimini, “turbare il sonno del partner rientra nell’infinita serie di incomprensioni che possono logorare un’unione, anche se non è mai per questo motivo che finisce un amore“. E, a proposito di amore, come risolvere il problema dell’intimità, dato e considerato che una coppia funzionante a letto non ci va solo per dormire? Ebbene, secondo le statistiche, la separazione dei materassi anziché far sparire dalla vita a due il desiderio, lo riattiva con nuove modalità anche se con minor assiduità.

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Del resto, se da giovani e nei primi tempi, i rapporti sessuali sono in genere frequenti, col passare del tempo essi si diradano e addirittura, quando ci si corica abitualmente nello stesso letto, rischiano di sembrare a uno o a entrambi i componenti della coppia solo un dovere da ottemperare. Invece, una volta presa la decisione di non passare la notte avvinghiati, e neanche schiena contro schiena, l’improvvisa e inaspettata comparsa del partner nel letto non più condiviso può assumere il sapore dell’incontro clandestino e, in quanto tale, risvegliare antiche passioni che, dormendo l’uno accanto all’altra, si erano addormentate.

 

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