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Roberto Bolle danza in Tv: “E voi chiamatele, se volete, emozioni

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"Sono quelle che vorrei suscitare nel grande pubblico che non conosce il balletto classico e al quale mi piacerebbe che arrivassero la sua armonia, la sua bellezza e la sua forza", dice l'etoile più celebre del mondo presentando il programma che lo vedrà protagonista stasera, 1° gennaio, su RaiUno. E sarà una vera festa per il cuore e per gli occhi...

 

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Foto credit: Daniela Basilico

Simpatico, dolce, disponibile e di una bellezza imbarazzante, Roberto Bolle è un portatore sano di emozione. Incontrarlo significa essere a tu per tu con la bellezza dell’arte e dell’anima, quella bellezza che lui, prima di trasmettere danzando, trasmette attraverso la sua persona. Perché l’étoile più famosa del mondo non è “solo” il ballerino straordinario che l’universo intero riconosce essere, ma è anche una persona straordinaria, dotata di grande gentilezza e sensibilità.
Lo ha dimostrato in molteplici occasioni e ne dà conferma anche in Roberto Bolle-Danza con me, la sua nuova prova televisiva, che certamente bisserà il grande successo ottenuto nel 2016 con Roberto Bolle –La mia danza libera. Un grande evento, che segna il trionfo dell’arte della danza, che grazie a Roberto diventa così alla portata del grande pubblico. Un evento all’insegna dell’ “uno”, visto che vedremo il Numero 1 della danza nel mondo su RaiUno, oggi, 1° gennaio 2018, in prima serata.

Roberto Bolle 2Uno dei tanti meriti che vanno attribuiti a Roberto, è quello di essere riuscito a portare il balletto ai suoi massimi livelli e al centro dell’attenzione del grande pubblico. Con tenacia, passione, determinazione, carisma e talento, ma anche con incredibile leggerezza, Bolle ha conquistato luoghi, spettatori e spazi, da anni preclusi alla danza, ridando a quest’arte un respiro quasi pop, nel senso più alto del termine.
Questo suo Danza con me è l’espressione di tutto ciò e di molto altro ancora: una serata all’insegna dell’eccellenza e della magia, di cui Roberto non è solo interprete ma anche autore e direttore artistico. “Ho fatto tutto io”, dice sorridendo prima di ringraziare i tanti compagni di viaggio di questa straordinaria avventura, tra cui Michael Cotten, l’uomo dei grandi eventi mondiali quali il SuperBowl e le cerimonie olimpiche. E poi stelle del balletto di fama internazionale come Polina Semionova, Melissa Hamilton, l’etoile dell’Opera de Paris Léonore Baulac e Nicoletta Manni, prima ballerina della Scala, che danzano con Roberto in questo magnifico show, insieme alle giovanissime allieve dell’Accademia della Scala.


Fedele alla sua innata curiosità e alla necessità di sperimentare, Bolle dice: “Ho voluto danzare anche con Lil Buck, il ballerino americano re del jookin, che è una delle più spettacolari discipline della street dance, perché mi piace misurarmi sempre con qualcosa di nuovo e dare visibilità a talenti internazionali ancora sconosciuti alla maggior parte del pubblico italiano”.
La qualità e la raffinatezza sono tra le tante doti che lo contraddistinguono, insieme al coraggio che gli permette di sfidare se stesso, come con estrema onestà ammette: “La cosa più coraggiosa che ho fatto nel programma è stata danzare il Passage sotto la pioggia artificiale, in uno studio televisivo con il pavimento di linoleum. E’ stato davvero molto rischioso e per fortuna che è tutto registrato, così non potete vedere la caduta che ho fatto al primo tentativo”.

Roberto Bolle 1E per un ballerino abituato a danzare sui palcoscenici più prestigiosi che hanno la caratteristica di agevolare i passi di danza, misurarsi con superfici inadatte al ballo è davvero molto rischioso, anche se per Roberto “la difficoltà principale di danzare in TV è quella di seguire i tempi televisivi, perché noi siamo abituati a scaldarci e andare in scena mentre in televisione si registra più volte la stessa performance che in questo modo non ci permette di avere un riscaldamento muscolare adeguato e questo fisicamente è davvero massacrante”.
Questo evento così straordinario, Roberto l’ha fortemente voluto e per realizzarlo, con disciplina e tenacia, ha lavorato tantissimo “Dietro alle due ore e mezza di trasmissione in realtà ci sono molti mesi di lavoro perché, differentemente da quando si interpreta un balletto, qui si crea tutto da zero, per raffinare e prendere la giusta direzione, con grande libertà, tanta voglia di sperimentare e di andare oltre i limiti . Tutto questo richiede molto tempo e tanta preparazione che ho dovuto impiegare tra le prove e le esibizioni dei vari balletti in giro per il mondo, ma sono molto felice di averlo fatto perché questa è senza ogni dubbio una delle esperienze più esaltanti della mia carriera.  Sento di aver creato qualcosa di bello, importante e unico, qualcosa che rimane e creare qualcosa che ci rappresenta è sempre una grande responsabilità”.

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Potente, ironico e sublime insieme, colui che il Times ha battezzato The king of dance  ce l’ha messa davvero tutta per realizzare uno spettacolo che quest’anno si avvale in modo evidente della sinergia con le più moderne tecnologie visual in real time, che attraverso la tecnica del body mapping, trasportano la danza classica nella contemporaneità. “Sono rimasto affascinato da questa tecnica che per la prima volta in Italia viene portata in televisione. Per realizzarla è stato necessario mappare il mio corpo e creare dei contenuti video che vengono proiettati su di me mentre danzo. E’ stata una bella sfida, che ho accettato volentieri, non solo perché immaginavo che i risultati fossero fantastici, ma anche perché mi sembrava una bella idea per avvicinare i giovani a questa arte, cercando in questo modo di svecchiare l’immagine della danza classica”.

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Fedele al concetto di voler rendere la danza accessibile anche a chi non ha la più pallida idea di cosa sia un arabesque, Roberto ha scelto di proporre al pubblico un’accurata scelta di brani tratti dal repertorio classico, neoclassico e contemporaneo, che include coreografie di Roland Petit e Rudolf Nureyev, alternandole a creazioni inedite per le quali ha chiesto la partecipazioni di artisti che nulla hanno a che vedere con la danza. Del parterre degli ospiti fanno infatti parte Tiziano Ferro, Virginia Raffaele, Fabri Fibra, Pif e Marco D’Amore che abbandona i panni vestiti in Gomorra per calarsi in quelli del traghettatore.

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Tra gli ospiti, Roberto ci tiene a sottolineare la presenza di Sting che interpreta Inshallah, il brano che la pop star inglese cantò per la prima volta al Bataclan, dopo l’attentato terroristico. Un brano che ha un significato importante perché Roberto lo ha scelto per sottolineare un numero di danza che interpreta con il ballerino siriano Ahmad Joudah, perseguitato dall’Isis, minacciato di morte e contrastato dalla sua stessa famiglia: “Ho conosciuto Ahmad ad Amsterdam, dove mi ha raccontato la sua storia che mi ha da subito coinvolto. Si parla spesso del potere salvifico della danza e lui ne è l’esempio perfetto, metaforicamente ed empiricamente. Pensare di aver avuto un ruolo in questa sua incredibile vita, di averlo in qualche modo aiutato senza neanche saperlo, mi riempie di gioia e getta una luce nuova sul mio approccio alla danza”. E a proposito di Sting, aggiunge: “Prima ancora di essere un grande artista, Sting è un grande uomo. Gli ho scritto una lettera raccontandogli la storia di Ahmad e chiedendogli di regalarci le bellissime note della sua Inshallah. Speravo che acconsentisse, ma sapevo anche che nel periodo in cui registravamo era nel pieno di una tournée e invece la sua risposta, immediata, chiara e bellissima è stata ‘ I profughi non sono colpevoli di nulla, ma vittime di questo mondo sempre più ostile. Ci sarò”.


Nello show ci saranno anche tanti momenti di divertimento e ironia e non mancherà la passione, la sensualità e l’elegante erotismo creato mettendo a confronto i grandi classici con la modernità, perché per Roberto la danza è innanzitutto “passione, ardore, bellezza, disciplina e tecnica. E’ cuore e anima. Ho voluto fare in modo che l’armonia, la potenza e la forza della danza potessero arrivare a tutti, per poter emozionare il maggior numero di persone”.
E in quanto a emozione Roberto ne regala davvero tanta, anche agli allievi dell’Accademia della Scala, che si mettono diligentemente in fila per avere il suo autografo, senza dimenticarci del fatto che se tra i 160 allievi 70 sono maschi, il merito è certamente anche un po’ suo: “Sono entrato in accademia a 11 anni e in loro rivedo il me bambino e tutta la bellezza di questa arte”, afferma Roberto, che per il 2018 ha già un calendario fittissimo di impegni: “Dopo tanti anni in cui desideravo farlo, finalmente mi cimenterò con il Bolero di Bejart con cui debutterò a marzo alla Scala, poi danzerò nella Manon al Covent Garden di Londra e nella Giselle al Metropolitan di New York, dove festeggerò i miei dieci anni da Principal dell’American Ballet Theatre”.

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Tutti pronte dunque, per iniziare l’anno in bellezza, per danzare insieme a lui che, proprio come Sting, prima di essere un grande artista è un grande uomo.

Foto credit: Instangram, Roberto Bolle official site

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