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Romy Schneider pensava che la madre fosse l’amante di Hitler

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In un'intervista registrata nel 1976 ma che esce solo adesso l'indimenticata interprete della principessa Sissi racconta di quando la mamma Magda la portava in visita al Fuhrer: "Credo che andassero a letto insieme". E forse anche questo sospetto era alla base della fragilità che la portò alla morte

 

Ricordate i film della principessa Sissi, la moglie dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, al cui personaggio deve la sua grandissima popolarità ancora adesso, a tanti anni dalla prematura morte, datata 29 maggio 1982, l’attrice Romy Schneider? Ebbene, dietro al suo dolce sorriso si nascondeva un segreto che la tormentava fin da piccola: quello che sua madre Magda fosse stata l’amante di Adolf Hitler. E’ quanto la stessa Romy raccontò nel 1976 alla giornalista Alice Schwarzer, del magazine Emma, che registrò l’intervista, mai pubblicata finora. Succederà per la prima volta il prossimo 16 settembre, quando la rete tedesca Arte, che ha ritrovato il nastro dell’intervista, lo manderà in onda nel corso nel documentario Una sera con Romy. 

Romy-Schneider

Il quotidiano tedesco Bild ha fornito in anteprima qualche anticipazione delle inedite confessioni dell’interprete di Sissi. Che nella lunga intervista descrive il suo difficile rapporto con la madre, che anche nella trilogia di Sissi era stata al suo fianco, essendo a suo tempo stata un’attrice di successo, interpretando proprio il ruolo di sua madre, la duchessa Ludovica di Baviera. Ma l’episodio che avrebbe poi influenzato Romy e forse contribuito a renderla una donna infelice, fu la visita che la madre fece ad Adolf Hitler sull’Obersalzberg, dove il dittatore nazista aveva la sua residenza estiva: i due si erano già conosciuti nel 1941, quando lei era una bambina di tre anni, durante un soggiorno del Fuhrer a Berchtesgaden, il Nido dell’Aquila. Ed è proprio questa circostanza ad aver fatto pensare a Romy che tra la madre e il dittatore ci fosse una notevole intimità: “Credo che andassero a letto insieme”.
Dalla registrazione dell’intervista, emerge tutta la fragilità di Romy, che ricorda molto quella della Sissi da lei interpretata, e che la portò a rifugiarsi nell’alcol, fino a quando,  dopo l’asportazione di un rene a causa di un tumore e, soprattutto, dopo la tragica scomparsa del quattordicenne figlio David (morto il 5 luglio 1981 dopo essere rimasto infilzato in un cancello che tentava di scavalcare a casa dei nonni), non   fu trovata morta, a soli 43 anni, nella casa parigina del produttore Laurent Petin, al quale era legata da circa un anno. All’inizio, proprio perché la sua fragilità era nota, si ipotizzò un suicidio, ma dopo l’autopsia venne stabilita come causa del decesso un arresto cardiaco. Nell’inedita intervista la Schneider racconta anche altri particolari sconosciuti della sua vita privata, tra i quali i ripetuti tentativi di violenza subiti dal secondo marito della madre.

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Romy Schneider con  la madre Magda

ROMY SCHNEIDER

Romy Schneider con Alain Delon

E poi un accenno al grande amore della sua vita, Alain Delon. Quando stava con lui a Parigi il cinema le voltò le spalle e le negò parecchi ruoli, cosicché lei, finalmente felice sul piano sentimentale, si sentì abbandonata su quello professionale. “Ero molto invidiosa. Pensavo solo: che ne sarà adesso di me? Questo è anche il mio mestiere”.
Come mai l’intervista non venne resa pubblica ed esce solo adesso? Fu Romy stessa a chiedere di non diffonderla, come racconta oggi colei che la effettuò, Alice Schwarzer: “Non ho mai parlato con nessuno di questo, perché ho rispettato la sua volontà. Ma per capire la sua disperazione, la sua vulnerabilità, la sua ipersensibilità, si deve sapere anche questo. E adesso è bene dirlo”.

 

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