A 50 anni non dobbiamo competere con figlie e nipoti, bensì far valere un’eleganza che non si nutre di esibizionismo, ma di classe e signorilità. Quindi, per far bella figura, meglio escludere dal guardaroba abiti e accessori degli anni ruggenti. Senza, però, rinunciare alla sensualità
I vent’anni sono un lontano ricordo, i trenta un po’ meno, i quaranta sono appena passati ed eccoci che in un attimo siamo arrivate ai cinquanta. L’età più bella per dimostrare ciò che siamo diventate e per non vanificare tutto questo con un look sbagliato. Indossare capi e accessori inadeguati vuol dire farci finire direttamente nella categoria del ridicolo. Dimostriamo che il buon gusto ci appartiene e quindi evitiamo di indossare:
I JEANS STRAPPATI
Addosso a nostra figlia o a nostra nipote, che ha cosce, ginocchia e polpacci da modella, fanno il loro effetto, ma infilati in un paio di gambe che seppur belle e ancora toniche, non sono più quelle di un’adolescente, facciamo la figura delle patetiche invidiose, affette dalla sindrome di Peter Pan.
TRASPARENZE
Evitiamo capi vedo/non vedo. Rischiamo che l’effetto trasparenza si tramuti nell’effetto “garza” da post intervento operatorio e che invece di innalzare l’autostima la mortifichi irrimediabilmente.
CALZE A RETE
Potevano permettersele Marlene Dietrich o Sofia Loren davanti a una cinepresa e nel loro periodo di massimo splendore, ma visto che non siamo al cinema ma nella vita reale, se le indossiamo ora, il risultato è quello dell’insaccato, effetto cotechino. Se poi ci aggiungiamo anche una bella scarpa tacco 12, tanto vale tatuarsi in fronte “Il buon gusto non so cosa sia”.
SCOLLATURE
Anche se abbiamo un decolté da paura perché madre natura ci ha graziato o abbiamo avuto la fortuna di imbroccare il chirurgo plastico che ci ha azzeccato, esibire scollature esagerate che a malapena coprono i capezzoli, non è sinonimo di fascino e seduzione, ma di inappropriato esibizionismo. Se poi il buon senso ci ha abbandonato e alla scollatura vertiginosa associamo l’animalier, troveremo spalancate le porte dell’esclusivo “Circolo della volgarità”.
LEGGINS
Anche se ci viene più spontaneo chiamarli fuseaux, perché il retaggio degli Anni 80 è inside, l’aderenza modello “seconda pelle” non ci valorizza. Ma visto che i leggins sono pratici e comodi, non rinunciamo a indossarli, ma abbiniamoli a un miniabito o a una lunga maglia che arrivi almeno a metà coscia, così salviamo punto vita e glutei da commenti che non ci farebbero piacere.
ABITI SENZA LINGERIE
La comodità di non indossare il reggiseno è nota a tutte, soprattutto se si ha la classica misura “da coppa di champagne”, ma a meno che non si abbia optato per una mastoplastica additiva, che anche se saltiamo su un tappeto elastico non fa muovere di un millimetro il nostro seno, l’effetto “orecchie da cocker” con relativo movimento sussultorio e ondulatorio, è assicurato. Provocare come unica attrazione quella gravitazionale, non è ciò che vogliamo ottenere, quindi non rinunciamo alla lingerie, che sempre affascina e seduce a ogni età, con l’accortezza di non metterla in evidenza ma di lasciarla scoprire a chi si merita la sorpresa.
MINIGONNA
Anche se abbiamo gambe slanciate e ben definite, la minigonna ascellare lasciamola alle ventenni o se proprio non possiamo farne a meno, sdrammatizziamola con un paio di leggins e degli anfibi o degli stivali. Così, quando ci abbassiamo, non corriamo il rischio di mettere in mostra glutei e interno cosce. Come ci ha dimostrato Audrey Hepburn , optiamo per gonne di media lunghezza o rivisitazioni della classica longuette, che trasudano eleganza e femminilità.
SHORTS
Se proprio non riusciamo a rinunciarci, indossiamoli solo d’estate, per una passeggiata in montagna o per andare in spiaggia, purché in luoghi isolati, così evitiamo uno spettacolo che risulterebbe sgradito anche a chi ha problemi di vista. Ricordiamoci sempre che classe, eleganza e sensualità non si esprimono scoprendo l’inguine, o mostrando parte del lato B.
LUREX E PAILLETES
I tessuti appariscenti, tutti sbarluccichi e luccichii, li abbiamo già indossati negli anni passati. Se abbiamo già soffiato su 50 candeline o ci mancano pochi anni per farlo, evitiamo di farci avvolgere da metri di lurex, pailletes, strass e cristalli e moderiamone l’uso a qualche tocco di luce. In questo modo saremo sicure di non essere scambiate per cioccolatini o lampadari ambulanti e dimostreremo di essere più scintillanti dentro che fuori.
SCARPE
Ogni look esige la sua scarpa, ma se non vogliamo fare la figura di quelle che hanno problemi ortopedici e di deambulazione, aboliamo tutte quelle calzature che mortificherebbero anche una top model. Quelle indossatele solo in totale assenza di persone che possano documentarne l’uso. Sì a sandali gioiello infradito, a sneakers e scarpe sportive, no alle mezze zeppe e alle ciabatte. Le ballerine sono vietatissime con la gonna e consentite solo sotto a un pantalone che lascia scoperta la caviglia. I tacchi sempre e per sempre, ma solo a patto che siate capaci di camminarci.
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