RIFLESSI DI CINEMA

Se hai paura della crisi dei 50 anni, consolati con questo film

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"Il complicato mondo di Natalie" affronta il tema, più attuale che mai, del disagio che provano le donne quando arrivano al traguardo del mezzo secolo e mostra come giocarsi la vita anche quando sembra non sorridere

 

Il complicato mondo di nathalie

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2 stelle e mezzo cinema
Di David & Stéphane Foenkinos
Con Karin ViardDara Tombroff, Anne Dorval, Thibault de Montalembert, Bruno Todeschini, Anaïs Demoustier

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French touch: sì, è un genere musicale, ma è anche il tocco francese. Inconfondibile, soprattutto quando viene impresso sulle commedie. Solo i cugini d’oltralpe sanno raccontare storie inverosimili riuscendo a convincerci della loro plausibilità. Prendiamo Nathalie: è insopportabile. Chiunque l’avesse intorno, come madre, amica, moglie o ex moglie, possibile fidanzata, collega di lavoro la prenderebbe a schiaffi. Troppo di tutto, ma alla fine ci crediamo.

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Certo, povera piccola, sta doppiando la boa dei 50, età ingrata che suscitando negli ultimi tempi l’interesse di molto cinema. Ok, a 50 anni non si è più ragazzine, ma non sempre è necessario diventare stronze. Scusate l’espressione poco garbata, ma ben si addice alla bionda Nathalie che non riesce ad avere un approccio morbido nella vita con niente e con nessuno. Naturalmente neanche con se stessa.
Insegna in un liceo e ci si aspetta che un minimo di educazione l’abbia coltivata e invece è odiosa e competitiva con la nuova arrivata, una gentilissima e graziosa insegnante piena di voglia di fare.

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E’ quanto mai odiosa con la bellissima figlia ballerina di cui invidia smaccatamente la giovinezza e l’interesse che suscita negli altri. E’ scontrosa con il medico che cerca di spiegarle come in fondo la menopausa non sia altro che un’età della vita. Il meglio lo tira fuori nei confronti dell’ex marito, l’uomo più paziente della terra, con cui è una vera carogna, riesce persino a mandare a monte la vacanza che stava per fare con la nuova dolce compagna. Rovina anche il rapporto con l’unica che la sopportasse, un’amica di vecchia data. E per fortuna che all’orizzonte non c’è nessun genitore anziano perché come minimo l’avrebbe spedito al cimitero.

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La protagonista, Karin Viard è brava, ma trascende nella macchietta cabarettistica ed è un peccato perché il tema della crisi dei 50 e di come giocarsi la vita quando non ti sorride è attuale più che mai. Inutile stare a raccontare che dopo le separazioni nella maggior parte dei casi gli uomini si risposano (con una più giovane) e le donne no.
Quanta nostalgia di altri film che hanno affrontato il tema, a cominciare da L’avenir con Isabelle Huppert, ma anche in chiave più leggera, 50 primavere.

Nathalie film francese
Comunque, quando si esce dalla sala, ci si consola alla grande: qualunque di noi è talmente meglio di Nathalie, che qualche (piccola) carognata in più possiamo concedercela!

 

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