ATTUALITA'

Violenza sulle donne: perché latita la solidarietà femminile?

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Un'indagine svolta dall'istituto di ricerca Ipsos alla vigilia del 25 novembre rivela che c'è ancora una vergognosa percentuale di italiani d'ambo i sessi che davanti a uno stupro pensano che la vittima "se l'è cercata" o che giustificano un marito che picchia la moglie se lei lo aveva tradito. Per fortuna si tratta di una minoranza. Ma sono sempre troppi

 

Come ogni anno, domani, 25 novembre, si celebrerà in tutto il mondo la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un’occasione per parlare di questo e triste e sempre attuale fenomeno, che purtroppo torna quasi quotidianamente d’attualità, e per provare a capire qualcosa di più preciso su un tema che è rimasto finora tabù e nelle cui trame non sono ancora ben definiti i ruoli, nè di vittima, nè di aggressore.
Prima di addentrarci, e domani lo daranno tutti, nelle cifre, agghiaccianti, che danno una dimensione del problema, se ne posso studiare altre, di cifre, elaborate da un’indagine Ipsos in merito, che sono altrettanto agghiaccianti e mostrano una società in cui le donne, vittime per antonomasia ma non solo, spaccano a metà il campione e mostrano una ben scarsa solidarietà femminile. Questo atteggiamento non è infatti solo maschile, anzi. È proprio di milioni di donne in tutto il mondo, le quali, a ogni nuova denuncia scuotono la testa con condiscendenza e sentenziano: ma perché parli ora? Tradotto, perché sei stata così stupida?
Per il 15% degli italiani, tanto per rimanere nel Bel Paese, se una donna subisce una violenza in qualche modo «se l’è cercata». Perché se ti vesti in un certo modo, che ti aspetti? Così ha dichiarato il 14% della popolazione, secondo il tipico ammonimento delle mamme della nostra epoca. Così come se tradisci il marito è normale che questo diventi violento (lo pensa il 16%). E poi, se subisci e non denunci subito, ben ti sta per un integerrimo 26%.
Giudizi intransigenti quelli emessi da uomini e donne di un’età che va dai 18 ai 65 anni. Ovviamente, e fortunatamente, c’è una percentuale maggiore di italiani che invece sta dall’altra parte. Il 49% degli intervistati pensa che le colpe della violenza di genere non siano in alcun modo imputabili alla donna e pertanto la ricerca ci restituisce, incredibilmente, l’immagine di un Paese spaccato a metà, tra coloro che si schierano in modo deciso a favore delle donne, e chi invece considera il fenomeno della violenza un fatto eminentemente privato.

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