I purosangue della scuderia di Elisabetta II si sono aggiudicati 451 delle 2.815 gare a cui hanno partecipato, facendo vincere alla loro augusta proprietaria ben 7,5 milioni di euro in 30 anni. Il che significa che Sua Maestà Britannica ha fiuto per le corse. Perché non approfittarne?
Non c’è niente da dire. Regine Elisabetta si nasce. Diventarlo è proprio impossibile. Ha classe, eleganza, un portamento sobrio degno di una sovrana che si rispetti. Ha grinta e determinazione. E tanto tanto… fiuto per le corse.
La sua passione per i cavalli da corsa e il palmares che la scuderia reale può vantare sono cose ben note. Ciò che ci sfuggiva è la straordinaria capacità di Queen Elizabeth nello scommettere alle corse. Sarà che è cresciuta in mezzo ai purosangue, sarà che sin da bambina si è dilettata nella cavalcata e nell’osservare le gare equine. Fatto sta che il Daily Telegraph pubblica l’ammontare di premi in denaro che la sovrana ha raccolto con le sue 451 vittorie negli ippodromi nel Regno in 30 anni di corse: circa 7,5 milioni di euro.
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Secondo il quotidiano filo-conservatore, gran parte delle vincite sarebbero andate al personale della scuderia di Sua Maestà, ma del restante denaro non è ben chiara la sorte, in quanto Buckingham Palace ha liquidato l’affare come una questione “privata”. Del resto per la regina i cavalli sono una passione personale (a 4 anni le fu regalato un pony Shetland) nella quale investe molte delle sue energie: ogni mattina legge infatti il Racing Post, il quotidiano di riferimento dei patiti dell’ippica, e si concede una passeggiata su uno dei suoi purosangue.
Grazie al suo fiuto per gli affari…ops, per la sgambettata equestre, a 91 anni Elizabetta II è l’undicesima proprietaria più vincente (e ricca) nella storia delle gare britanniche. I “regali” cavalli si sono imposti. Come dicevamo, in 451 delle 2815 corse cui hanno partecipato, una percentuale di successo del 15.9%. Il 2016 è stato l’anno più redditizio per l’inquilina di Buckingham Palace, che ha guadagnato ben 557 mila sterline (737 mila euro), mentre nel 2017 il dato si assesta sulle 413 mila sterline (547 mila euro).
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