RIFLESSI DI CINEMA

Vuoi una scarica di adrenalina? Vai subito a vedere “DolceRoma”

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Il film di Fabio Resinaro con Luca Barbareschi è pieno zeppo di effetti visivi e merita per il coraggio di una produzione con ambizioni internazionali e per la spregiudicatezza delle riprese, diverse da ogni altro film italiano

 

DolceRoma

DolceRoma locandina

Regia di FABIO RESINARO
con LORENZO RICHELMY – LUCA BARBARESCHI – VALENTINA BELLÈ
FRANCESCO MONTANARI – ARMANDO DE RAZZA – IAIA FORTE
 – ALESSANDRO CREMONA – LUCA VECCHI
e con LIBERO DE RIENZO

con la partecipazione straordinaria di CLAUDIA GERINI
 
liberamente ispirato al romanzo Dormiremo da vecchi
 di PINO CORRIAS (Ed. Chiarelettere Editore Srl)

(all’ardimentoso ardire)

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DolceRoma è uno strano film, assai adrenalinico e zeppo di effetti visivi ancor più che speciali. Definirlo con una frase? Immaginate un Paolo Sorrentino che in una notte di tempesta pigia offuscato dalla rabbia e dai fumi dell’alcol l’acceleratore della cinepresa mentre gira un sequel di La grande bellezza. Anche qui abbiamo un personaggio esterno, una sorta di Candide ingenuo, o almeno ingenuo di nascita, catapultato nella Roma corrotta, quella che non si ferma davanti a niente.
Il Candide del caso è uno scrittore idealista che sbarca il lunario lavando i morti all’obitorio (e che all’occorrenza smaltisce pure i cadaveri per la camorra) e che non vende niente delle sue opere. Un giorno, il miracolo: un famoso produttore, Oscar Martello (Luca Barbareschi, molto in parte e pure divertito) lo chiama perché vuole girare un film dal suo ultimo romanzo.

Dolceroma-

Ovvio che il ragazzo dal suo pallido nord si catapulti a sud, verso la Capitale. Molto infetta (ma in fondo anche lui è un Candide molto sui generis). Con riprese al fulmicotone, anche lo spettatore viene catapultato nella imperiale corrotta bellezza romana, fra feste, droghe, stelline in ascesa, denaro facile, matrimoni rampanti e nessun senso della misura.
Le pedine sono tutte in scena e gli inganni pure: sfilano lo scrittore, il produttore, un distributore con ancor più pelo sullo stomaco degli altri. E poi, una giovane attrice innamorata di Martello, un regista intellettuale e incapace, incarnazione del peggior radicalismo chic, una moglie decisa a salvare le apparenze. E non manca neppure una scalcagnata banda di criminali da strapazzo.

dolceroma

In DolceRoma, su tutto domina l’imperativo di un film disastroso che deve assolutamente essere salvato, perché al mondo d’oggi quel che conta non è la qualità, ma la pubblicità. E quindi salviamolo, costi quel che costi. Inventandosi qualunque strategia comunicativa. Dire che la protagonista è minacciata dalla Camorra, perché il film è un atto d’accusa contro la criminalità organizzata? SI può fare! Inscenare un rapimento? Perché no. Rubare film, fare registrazioni clandestine con cui ricattare tutti, andare a letto con chi capita? Certo che sì, ceerto che si può fare e certo che può servire. Nelle terra selvagge nessuno può vietare niente e la polizia in casi come questi gira a vuoto.

dolceroma 2

Il disordine del film e la confusione dell’intreccio che qua e là zoppica sono in fondo lo specchio dell’ambiente di un certo cinema italiano che Luca Barbareschi ben conosce e mette alla berlina, togliendosi non pochi sassolini dalla scarpa (potete far partire il gioco e tentare di riconoscere personaggi veri e allusioni).
Arduo decidere l’assegnazione delle stelle. Io ne azzardo tre. Per vari motivi. Per il coraggio di una produzione con ambizioni internazionali e per la spregiudicatezza delle riprese, diverse da ogni altro film italiano.
Tre stelle al cast, in cui spiccano volti conosciuti a loro agio e volti nuovi che di provinciale non hanno assolutamente niente. Quanto alla reazione del pubblico, ecco qui non azzardo previsioni.

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1 Commento

  1. Paolo

    9 Aprile 2019 at 8:11 am

    Ericuccia, per la prima volta nella mia vita non capisco nulla della tua recensione.
    Ma se leggo tra le righe, in fondo, questo film è decisamente bruttarello e sgangherato. E mi sa pure che non andrò a vederlo. Però, se ho capito male, fammelo sapere :)))

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