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“Girl”, come è lungo e faticoso il cammino per diventare donna

La storia di Lara che, nata ragazzo, non si riconosce nel suo corpo e, assecondata con amore dalla famiglia, vuole conquistarne uno femminile, racconta in realtà anche il tragitto di ogni adolescente per capire chi è

 

Girl

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di Lukas Dhont
con Victor Polster

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C’è una scena bellissima, la più emozionante e significativa del film: Lara, disperata, impaziente perché non riesce a essere quello che vorrebbe è di fronte al padre, amorevole, giusto, accudente e rispettoso. L’uomo la guarda cercando di arrivare al fondo della sua anima, senza invaderla, e le dice: “Ma tu pensi che io sia diventato un uomo da un giorno all’altro? Ci vogliono pazienza, fatica e anni e anni per diventarlo”.

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Lara col suo dolcissimo intenso viso androgino morde il freno perché i suoi 16 anni sono resi infelici da un corpo in cui non si riconosce. Nata ragazzo, si sente una ragazza ma il suo fisico cambia con un ritmo più lento dal suo desiderio. Il padre la segue, la famiglia tutta le è vicina e nessuno si scandalizza né ha atteggiamenti moralistici nei suoi confronti. Un gruppo di preparati attenti medici segue il cammino del cambiamento in una maniera affettuosa e impeccabile che rasenta la perfezione, fra visite, terapie ormonali e il miraggio non prossimo dell’intervento definitivo, che lei agogna più di qualunque altra cosa. A scuola non tutto è semplice e ancora meno è per Lara individuare l’oggetto del desiderio: non lo sa ancora se sia attratta dai maschi o dalle femmine, ma quello di cui è oltremodo sicura è che il suo deve essere un corpo femminile.

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Così strattona il suo fisico androgino, blocca col nastro adesivo l’odiato pezzo di carne che non sente suo, indossa sul torace piatto di maschio adolescente delicati reggiseni di seta, si buca le orecchie da sola perché vuole gli orecchini e, soprattutto, vuole diventare una ballerina.

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La danza
, splendida metafora di disciplina e ossessione, un’arte che costringe il corpo, che lo invade di dolore e lo deforma ben si plasma su tutta la sofferenza e i sogni di Lara.

Girl Victor Polster foto dal film 5_big
Girl
è un piccolo film ispirato da una storia vera, che ha già mietuto premi. Presentato all’ultimo festival di Cannes nella sezione Un certain régard ha vinto la Caméra d’or come migliore opera prima (il regista ha 27 anni) e poi il riconoscimento per la migliore interpretazione (non trovo un aggettivo adeguato per descrivere la performance totale di Victor Polster, esplicita e pudica al tempo stesso), e ancora il premio Fipresci e la Queer Palm.

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Girl,
raccontando la conquista di un’identità di genere, mette in scena molto altro, racconta il cammino di ogni adolescente per capire chi è e la fatica per diventarlo, e forse alla fine anche di più e cioè come i più audaci di noi vivano una vita intera per avvicinarsi ai propri sogni.

 

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