Lucia Topolansky ap
Lucia Topolansky ap

Amore e politica: la bella storia della “primera dama” d’Uruguay

Lucía Topolansky, moglie del presidente del Paese sudamericano José «Pepe» Mujica, ha preso il posto del marito, costretto a lasciare l’incarico. Una tradizione, quella delle dinastie coniugali, già vista in Argentina e Nicaragua. Ma stavolta ha qualcosa di romantico

 

Lucía Topolansky
L’America Latina è abituata al potere che si tramanda da marito a moglie. E’ successo in Argentina con Isabelita Perón e Cristina Kirchner, succede in Nicaragua con gli Ortega, oggi capi di Stato in coppia. Ma l’uruguayana Lucía Topolansky, 73 anni di cui 17 in Parlamento, è diversa dalle altre primeras damas baciate dalla politica. Lei non è solamente la moglie dell’ex presidente José «Pepe» Mujica. I colleghi l’hanno soprannominata la Tronca, una dura con alle spalle anni di lotta armata, carcere, torture e, infine, di sfide democratiche. Ora è anche vice-presidente, la prima donna a coprire l’incarico in Uruguay. L’ascesa non ha niente a che vedere con il marito: l’ex vicepresidente Raúl Sendic si è dimesso per uno scandalo di rimborsi spese e l’incarico, per legge, si trasferisce automaticamente al senatore più votato, ossia l’inossidabile José Mujica, che però essendo un ex presidente non poteva accettare. Così è entrata in scena la Topolansky, moglie, ma soprattutto secondo senatore più popolare. Oltre che, si dice a Montevideo, probabile futuro capo di Stato.

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Lucía Topolansky e il marito José «Pepe» Mujica

Lucía e Pepe non potevano avere dei background più diversi. Lui nacque in un quartiere operaio di Montevideo, orfano di padre a sette anni; lei, figlia di un ricco ingegnere e imprenditore edile, fu educata dalle suore domenicane. Mujica era già il «comandante Facundo», leader del Movimiento de Liberación Nacional Tupamaros, quando la giovane decise di abbracciare la causa col nome di battaglia di «Ana». Si amarono per qualche mese, poi finirono entrambi in carcere, evasero e furoro arrestati nuovamente. Si ritrovarono solo nel 1985 e da lì cominciò il loro progetto, di vita e politico.
Nel 2010 Mujica prestò giuramento come presidente dell’Uruguay proprio nelle mani della moglie, già allora secondo senatore più votato. Nei cinque anni di governo che seguirono, la coppia varò alcune delle misure più progressiste al mondo, come la legalizzazione della marijuana, «anche se io non ne conosco neppure l’odore», metteva in chiaro lei, dell’aborto e delle nozze gay. Non hanno avuto figli, «perché dovevamo cambiare il mondo e abbiamo perso tempo». Vivono in modo spartano in una piccola fattoria, alla periferia di Montevideo, coltivando la terra, e il 90 per cento del loro stipendio va ai poveri. Cosa dice Pepe di lei? «In una parola è sistematica: come le api, o una goccia d’acqua. Una lavoratrice instancabile. Non una di quelle persone che fanno gesta storiche, ma una che costruisce». Quando l’amore è stima, è per sempre.

 

 

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