Addio alla ministra che andò in guerra col pancione

Un attacco di cuore ha stroncato a soli 46 anni Carme Chacón, la spagnola titolare del dicastero della difesa nel governo Zapatero. Per la sua scelta di conciliare lavoro e maternità divenne un simbolo per milioni di donne

 

Il mondo la ricorderà in quella foto del 2008, anno in cui era entrata in carica come ministra della difesa del Governo di Madrid, mentre passava in rassegna le truppe spagnole sul fronte di guerra in Afghanistan, sfoggiando con orgoglio un pancione di sette mesi. Ma il bambino che lei si portava in grembo, il prossimo 19 maggio non potrà festeggiare i suoi nove anni con la mamma. Carmen Chacón, la battagliera socialista catalana che il primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero aveva messo alla guida di uno dei dicasteri più delicati e che mai prima di allora era stato affidato a una donna si è spenta domenica scorsa, uccisa da un attacco di cuore nel suo appartamento madrileno.
Aveva solo 46 anni e sapeva fin da quando era bambina di soffrire di una disfunzione cardiaca che avrebbe potuto esserle fatale in qualunque momento. Ma questo non le aveva impedito di dedicarsi alla carriera politica senza trascurare gli affetti. E aveva raggiunto contemporaneamente i due traguardi più importanti: il ruolo di ministro e quello di mamma di Miguel. La foto che abbiamo ricordato divenne un’emblema della sua forza di volontà, ma anche un simbolo per milioni di donne di tutto il mondo, spesso costrette ai salti mortali per poter conciliare lavoro e famiglia. E a chi l’aveva criticata proprio per quella rassegna alle truppe a pochi giorni dal parto aveva risposto: “Era il mio primo dovere. Sono incinta e non malata, e non dimentico che è molto più dura per una cassiera del supermercato”.
Come si è detto, Carme sapeva di essere un soggetto a rischio e aveva confessato lo spirito con cui affrontava la vita serenamente, malgrado la spada di Damocle che incombeva sulla sua testa: “Considero ogni nuovo giorno come un regalo, diceva. Tre giorni fa quel regalo le è stato improvvisamente tolto, ma, come hanno scritto tutti i giornali spagnoli a prescindere dalla loro posizione politica, il piccolo Miguel potrà essere per sempre orgoglioso della sua mamma.

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