Copertina del libro “Allora mi curo da solo” di Paolo Nucci con pillole e stetoscopio
Copertina del libro “Allora mi curo da solo” di Paolo Nucci con pillole e stetoscopio

“Allora mi curo da solo” perché il fai da te in medicina è un rischio

Nell’era di Google e dell’intelligenza artificiale, Paolo Nucci racconta perché l’autodiagnosi è una scorciatoia pericolosa e perché il rapporto con il medico resta centrale

Può succedere in cui davanti a un sintomo – anche minimo – la prima reazione non è chiamare il medico, ma aprire Google. O chiedere a un’app, o affidarsi a un algoritmo. È da qui che parte la riflessione, lucida e controcorrente, di Paolo Nucci nel suo nuovo libro Allora mi curo da solo. Cinquanta cose da evitare per il bene di tutti. Un titolo che suona quasi provocatorio, ma che in realtà smonta – con precisione chirurgica – una delle illusioni più diffuse del nostro tempo: quella di poter fare a meno della relazione medico-paziente.

Medico in camice blu durante un’intervista in studio con libreria sullo sfondo
Il professor Paolo Nucci, specialista in oftalmologia

La solitudine della medicina contemporanea

Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia all’Università di Milano e autore con oltre 275 pubblicazioni scientifiche, non si limita a denunciare un fenomeno. Lo racconta dall’interno, con la concretezza di chi ogni giorno vive ambulatori affollati, pazienti disorientati e medici sempre più schiacciati da un sistema che li trasforma in “dispenser” di ricette. A ciò si aggiungono: tempi di attesa interminabili, percorsi sanitari frammentati, fiducia incrinata. E così il paziente si arrangia. Si autodiagnostica. Si autocura. Spesso sbagliando. Ma il punto, sottolinea l’autore, è ancora più profondo: non è l’errore terapeutico il vero problema. È l’idea di poter fare a meno del medico

Un manuale contro l’autosufficienza (illusoria)

Il libro si presenta come un piccolo manuale di sopravvivenza: cinquanta situazioni, comportamenti, scorciatoie mentali da evitare. Non con tono paternalistico, ma con uno sguardo critico, a tratti ironico, sempre umano. Perché la medicina – ricorda Nucci – non è solo diagnosi. È fatta di silenzi, di tempi, di ciò che il paziente non riesce a dire e di ciò che il medico sceglie di vedere o ignorare. È un equilibrio fragile, che nessuna intelligenza artificiale può replicare davvero.

L’illusione dell’algoritmo

In un’epoca dominata dall’AI e dalla semplificazione estrema, il libro arriva come una voce fuori dal coro. Non demonizza la tecnologia, ma ne evidenzia i limiti: l’assenza di contesto, di empatia, di dubbio. E proprio il dubbio – quello autentico, critico – è al centro della “medicina vera” evocata dall’autore. Una medicina che non pretende onnipotenza, che non promette certezze assolute, ma che costruisce un’alleanza.

Un libro che riguarda tutti

Il merito più grande di questo saggio è la sua capacità di parlare a chiunque. Non solo ai pazienti, ma anche ai medici. Ogni pagina accende una domanda, incrina una convinzione, invita a riconsiderare abitudini che sembravano innocue. Perché, in fondo, la tentazione di “curarsi da soli” riguarda tutti. Ed è proprio lì che si nasconde il rischio più grande.

Paolo Nucci  Allora mi curo da solo. Cinquante cose da evitare per il bene di tutti (Ed. Piemme) pag. 144  € 18,90

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