RIFLESSI DI CINEMA

Attenti al gorilla, e a non cercare un senso logico in questo film

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Mette assieme scenette che dovrebbero far ridere e invece sono ridicole e purtroppo spesso volgari ignorando e potenzialità grottesche e surreali del soggetto. Non si inizia da nessuna parte e non si va da nessuna parte...

 

ATTENTI AL GORILLA

attenti al gorilla locandina
Regia di LUCA MINIERO
Con FRANK MATANO, CRISTIANA CAPOTONDI,
LILLO PETROLO, FRANCESCO SCIANNA, DIANA DEL BUFALO
La voce del gorilla è di CLAUDIO BISIO

2 stelle

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Uffa che implausibili pasticci combina ogni tanto, anzi, abbastanza spesso, il cinema italiano. Ma perché infilare una serie di ridicole gag, alcune anche inutilmente volgari, per rabberciare un film che fin dall’inizio appariva insensato? Non che non si possa mettere in scena un gorilla in mezzo agli umani. Mi viene in mente ad esempio Max mon amour, di Nagisa Oshima con Charlotte Rampling, moglie di un diplomatico e innamorata di uno scimpanzé. Ma che levatura, quello era un film grottesco che aveva mille cose da dire e se non tutte, parecchie riusciva pure a comunicarle. Oppure La donna scimmia di Ferreri o ancora le varie declinazioni dei Tarzan più o meno intellettuali e -perché no? – Catherine Deneuve, la più bella di Francia, a letto con un gorilla in Dio esiste e vive a Bruxelles. Ma stiamo parlando di opere dove intelligenza idee e ironia non mancavano e dove il film non si fermava solo alle – buone o cattive che fossero – intenzioni di sceneggiatori e registi.

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Nel film di Luca Miniero si inizia a pensare a De André per via del titolo e subito dopo ci si rammarica per il furto della frase poi lordato pure da un incontro sessuale fra il gorilla con un Lillo che fa quel che può per non eccedere in volgarità. Poi si pensa ai divertenti gialli di Sandrone Dazieri, ma l’unico punto di contatto è Claudio Bisio, in questo sciagurato film voce del gorilla, in quelli tratti dai libri di Dazieri nei panni dello squinternato detective dalla doppia vita.

attenti-al-gorilla-film-2019
Troppo nobili questi pensieri, solo riflessioni sprecate per un film che imbastisce (e imbastardisce man mano) una storia inventata da sceneggiatori che probabilmente annoiati a un tavolo della produzione, si palleggiavano idee scommettendo su quale delle loro idiozie sarebbe passata, giocando a chi la sparava più grossa.
Bene, possono essere soddisfatti, perché non solo sono passate ma ci hanno pure girato un film.

attenti al gorilla frank matano
Volete sapere la trama? Ok: succede che un avvocato con tre figli e moglie in attesa di divorzio per non si capisce bene quale motivo (liberare un gorilla dallo zoo? Ma per chi? Come? Dove?, va be’ non importa) vince una causa animalista e diventa tutore di un gorilla. Dovrebbe riportarlo in Africa ma per il momento se lo tiene in casa, cosa che scatena una serie di prevedibili guai, anche se fa la felicità dei suoi tre figli.

ATTENTI-AL-GORILLA_Foto-di-Andrea-Pirrello
In mezzo Cristiana Capotondi, bellissima ma in un ruolo scritto davvero coi piedi (o forse con le zampe).
Il gorilla pensa invece con la voce di Claudio Bisio e ha molto più buon senso di tutti gli altri, anche se l’allegoria è troppo sciatta per comunicare un qualunque messaggio. Così il film si limita a mettere assieme scenette che dovrebbero far ridere e invece sono solo ridicole e purtroppo spesso volgari ignorando totalmente le potenzialità grottesche e surreali del soggetto. Non si inizia da nessuna parte e non si va da nessuna parte. Ma vuoi vedere che mi sbaglio e che il film a qualcuno piacerà?

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