CULTURA

“Donne che odiano i fiori”, un giallo che è tutto in quota rosa

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Il nuovo libro di Paola Sironi merita attenzione per la capacità dell'autrice di raccontare la profondità dell’essere donna attraverso l’escamotage della trama poliziesca e uno stile narrativo denso di suspense, ironia e cultura

donne cover todaro

 

Che cosa accade quando una scrittrice decide di scrivere un giallo che ha come protagonista le donne e che racconta una storia di donne? Accade, che se l’autrice ha il talento di Paola Sironi il risultato è superlativo. Donne che odiano i fiori (Todaro ed.) ci è piaciuto tantissimo, perché benché segua la struttura narrativa del giallo classico è tutt’altro che un giallo classico. L’autrice, in questo suo ultimo libro, infatti, spiazza continuamente il lettore portandolo a vivere una storia dalla trama fitta ma non complicata, molto ben architettata, estremamente coinvolgente, dove nulla è lasciato al caso.
La caratterizzazione dei personaggi e i loro ruoli sono così ben descritti e delineati da superare il concetto di personaggio per diventare persone. Reali al punto che ci sembra di conoscerle. Sono donne sincere, quelle descritte da Paola Sironi, donne che esistono davvero. Sono madri, figlie, amanti, professioniste, vittime, sono tutta l’immensità di quell’universo femminile in cui ognuna di noi si ritrova. A partire dalla protagonista, Annalisa Consolati, ispettore di polizia nel reparto Problem solving, che si ritrova a svolgere un’indagine sulla duplice morte di Damiano Brancher, stritolato da un anaconda gigante e della sua migliore amica, Loretta Mannarelli, trovata morta sotto un treno.

Non vi stiamo spoilerando la trama perché questo è ciò che accade nelle prime pagine del romanzo. Tutto quello che succede in seguito, ruota inevitabilmente intorno a queste due morti e per Annalisa è solo l’inizio di un percorso pieno di ostacoli che con determinazione, intuito e talento la porterà alla risoluzione del caso. Ma Annalisa non sarebbe la donna che è se l’autrice non le avesse messo al suo fianco altre due donne, fondamentali per la sua vita e per la storia: Caterina, sua collega e amica, dotata di un carattere deciso e di molta ironia, e Minerva, la compagna di vita di Annalisa, che non ha solo il ruolo di essere la sua fidanzata ma anche quello di essere la sua complice intellettuale e spirituale: amica, confidente e amante.

Come è giusto che sia, le presenze maschili, sebbene importanti, vengono messe in secondo piano dalla forza delle donne. Dal loro essere protagoniste di un mondo in cui il riscatto di genere prende il sopravvento, mettendone in luce le grandi capacità che superano il senso del dovere per mostrare le molteplici anime che compongono una società in cui essere donna continua a essere difficile. Il tutto sullo sfondo di una Milano periferica, donna e protagonista anch’essa insieme alle donne di questo romanzo.

Donne che odiano i fiori… ma sarà poi vero? Per scoprirlo, non dovete far altro che leggere questo libro, perla di rara bellezza, in un universo letterario in cui le autrici continuano a far fatica a emergere. E in cui, Paola Sironi, si merita attenzione e stima, per essere riuscita a raccontare la profondità dell’essere donna attraverso l’escamotage della trama gialla e uno stile narrativo a cui non manca nulla: suspense, ironia, cultura, introspezione e la grande capacità di saper usare bene le parole.

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DONNE CHE ODIANO I FIORI
di Paola Sironi
Todaro Editore
Pag. 184
Euro 15,00

 

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