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Il meraviglioso Almodovar che torna a raccontare le donne

Il nuovo straordinario film del regista spagnolo è un capolavoro che sa avvolgere e travolgere. Assolutamente da non perdere!

MADRES PARALELAS

di Pedro Almodóvar
con Penelope Cruz, Milena Smit, Aitana Sánchez-Gijón, Israel Elejalde, Julieta Serrano e Rossy de Palma

nelle sale dal 28 ottobre

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Che straordinario raccontatore di storie che è Pedro Almodóvar! Quanto tutto diventa possibile e credibile se è lui a metterlo in scena, quanto ti sa avvolgere e travolgere, quanto ti avvicina ai personaggi. Alla fine anche lo spettatore si sente parte della sua sconfinata famiglia allargata dove a contare non sono i legami di sangue ma qualcosa d’altro di mille volte più forte.

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E ancora, quanto sa stare dentro il mondo contemporaneo, mettendolo tutto in scena, partendo dalle emozioni più intime per arrivare al senso storico più ampio, andando dal privato fatto di carne viva  all’universale più politico, tutto compreso in un’unica coinvolgente vicenda.

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Janis, Penelope Cruz più brava che mai, è una fotografa di gran talento, Ana, una diciassettenne con genitori distratti che la sballottano di qua e di là. Si ritrovano nella stessa stanza d’ospedale, con due gran pancioni, tutte e due alla prima gravidanza, per Janis è stato un incidente, ma con un uomo amato, per Ana un incidente e basta. Janis quella bambina la vuole con tutte le sue forze, Ana ha solo una gran paura. Il filo invisibile che farà rincontrare nel corso della storia le due donne è lo stesso filo che tiene il film.

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Non voglio raccontare quello che succederà fra di loro e quale sarà il destino delle due bambine, non andate a leggere recensioni che lo svelino: scopritelo guardandolo. Quello che invece voglio dire è la grandissima capacità del regista di raccontare una società dove ciascuno ha il diritto di essere diverso e unico, ma non in nome di un insopportabile politicamente corretto, piuttosto per un diritto che nasce dall’emozione di fragili, fallibili ma temerari cuori umani. Almodóvar esalta i contrasti, i dubbi, i dolori ed è immune dalla molesta falsa coscienza contemporanea dove ogni tolleranza è solo ideologica e quindi insostenibile e melmosa.

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Il nostro Pedro torna a raccontare le donne che così tanto ama e ci delizia con le sue magnifiche scenografie ricche di mille colori, ogni inquadratura vorremmo fermarla e appenderla alla parete, anche l’ultima applique dell’appartamento di Penelope Cruz la metteremmo a casa nostra. Ogni ambiente è così vero da farci pensare che si tratti di una casa davvero abitata da Almodóvar o da qualche suo amico.

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Infine, la cornice. Il film si apre e si chiude su qualcosa che va al di là delle vicende individuali dei protagonisti, ma che con queste è strettamente connesso, ed è il doloroso passato della dittatura spagnola, i tanti morti mai vendicati, mai riconosciuti. Un passato che è nostro dovere far parlare, perché come recita la frase finale del film, di Eduardo Galeano, non si può far tacere la storia.
Meraviglioso . Sui titoli di coda, avevo le guance rigate di lacrime e non ero la sola.

 

 

 

 

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