maschio vittima
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Prendi un uomo e trattalo male: tanto a lui piace sentirsi vittima

Un certo masochismo nei rapporti con la propria donna è insito nell’animo maschile. Perché come da bambino faceva i capricci per destare l’attenzione dei genitori, da adulto si sente amato solo se angustiato

 

Superata da anni l’adolescenza, è difficile pensare all’uomo come vittima di una donna carnefice. In molti uomini c’è una naturale propensione all’esser sopraffatti: come un bimbo che fa i capricci per destare l’attenzione dei genitori, così il maschio-vittima si sente amato solo se angustiato.

Gli uomini sono vittime felici?

Le riflessioni che trovate di seguito sono frutto di fatti realmente accaduti e, in questo caso, l’avverbio utilizzato supera di tanto il suo opposto. Se l’autore Claudio Lolli aveva visto Zingari Felici, c’è chi ha incontrato “vittime felici”.

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La pesa dei gioielli

Emblematico il caso del gentiluomo che, ogni mattina, si sottoponeva alla pesa dei propri… gioielli prima di uscire di casa e altrettanto faceva al rientro serale. Per quale motivo? Secondo lui, un accettabile range di peso nei due momenti della giornata rappresentava la prova di certa fedeltà da esibire di fronte alla propria partner. Contenti loro…

Stakanovismo al limite del sadismo

Che dire invece dello Stakanov dell’amplesso che quotidianamente sottoponeva la moglie a una sua rapida ma costante prestazione, con la convinzione che così avrebbe spento ogni muliebre fantasia. Ovviamente astenendosi nei weekend perché in quei giorni la sorveglianza era garantita dalla sua presenza. Come se non bastasse, il tutto era raccontato con immenso orgoglio da ambedue. Salvo il periodo in cui, nonostante la frattura del femore, la poveretta dovesse soggiacere ugualmente al rituale giornaliero. ‘Vittima son della mia insana gelosia’…

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Scuse non reiterabili

C’è poi chi invece il tradimento lo ha subito consapevolmente mentre veniva perpetrato dalla compagna. La facile scusa era rappresentata dal paradosso del palesarsi urbi et orbi con manifesta e assidua frequentazione dell’amante; per poi giustificarsi col fatto che se fossero stati veramente amanti non si sarebbero certo fatti vedere in giro insieme. Ora lei e l’amante vivono da anni infelici e scontenti perché la tattica è praticabile solo una volta, per quelle successive solo squallidi motel dell’hinterland di province limitrofe.

Social obsession

Ma il classico dei classici è il carpire la password dei social, il codice dello smartphone, il pin dell’ipad per vivere appieno tutte le conversazioni segrete della partner, senza però lasciarla per nessun motivo. Facendo del motto ‘se mi tradisce ma non mi lascia allora mi ama!’ il caposaldo del proprio rapporto.

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Sul lavoro leone, a casa…

Uomini che se non controllati – o addirittura vessati – iniziano a sospettare un forte disinteresse da parte della compagna. Maschi che sul posto di lavoro annientano la figura del più feroce dei dittatori, una volta rientrati a casa sperano in un cazziatone della compagna perché il loro ritardo di 3 minuti e 12 secondi ha rubato del tempo prezioso alla gimkana tra gli scaffali del supermarket.

Masochismo al maschile: il “maschiosismo”

Il “maschiosimo” (crasi del maschio masochista) è ben più diffuso di quanto non si pensi e provoca un sottile piacere alla vittima che nei soprusi trova il consolidamento del proprio rapporto con l’altra metà. La lamentela poi è l’espressione più alta della propria sottomissione, come uovo e gallina non si sa chi sia nato prima ma li lega un vincolo indissolubile.
L’inno del maschiosimo è riassunto negli alti versi del sommo Elio: L’occhio spento il viso di cemento lei è il mio piccione e io il suo monumento!

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